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L’ultimo numero della rivista di Aliseo, dedicato allo studio dei conflitti contemporanei. 14 analisi per capire come sono cambiate le guerre e perchè ci toccano da vicino

Hugo Pratt e Corto Maltese: viaggi non conformi di libera introspezione
Dialettiche di un autore e di un personaggio iconico della fumettistica italiana: mondi, uomini e imprese
corto maltese

Dopo il successo genovese, approda nel capoluogo sardo la mostra “Corto Maltese – Verso nuove rotte”, in una riedizione che racconta l’avventura dagli scali del Mediterraneo fino ai Mari del Sud con duecento opere originali di uno dei più stimati e geniali fumettisti di tutti i tempi: Hugo Pratt.

La curatrice Patrizia Zanotti ha aperto le danze così: «Sarà interessante, percorrendo questa mostra di Cagliari, provare a immaginare l’incontro fra Corto Maltese e il navigatore celeste Dedalo che approda a Ichnusa e inizia a costruire il primo nuraghe, o vederlo conversare con un marinaio di tecniche di navigazione dei grandi velieri Shardana».

Le opere originali del “padre della letteratura disegnata” saranno in mostra a Palazzo di Città, antica sede del municipio dal 6 agosto al 4 dicembre. Nelle sale del palazzo ci saranno anche l’elmo di uno scafandro da palombaro d’epoca e una riproduzione scultorea di un guerriero Shardana, offerti per l’occasione dalla Marina Militare.

Ad affiancare l’esposizione sono inoltre previsti una serie di eventi collaterali a tema fumetto e illustrazione. Tra le varie iniziative, il terminal partenze dell’aeroporto di Cagliari Elmas ospiterà un omaggio pittorico all’opera di Pratt dell’artista Bob Marongiu e una mostra intitolata “Angeli tra le nuvole”, curata dal Centro Internazionale del Fumetto. L’Archivio Storico, la Biblioteca di Studi Sardi e tutto il Sistema Bibliotecario comunale, invece, metteranno a disposizione del pubblico tutto il posseduto relativo alla produzione prattiana. 

Il patrimonio simbolico

In fondo, i luoghi di mare hanno sempre più bisogno di avvicinarsi al proprio patrimonio blu anche in maniera simbolica, e il mondo rarefatto e onirico immaginato e abilmente vivificato da Pratt assolve perfettamente questa funzione.

Voluta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari, l’esposizione «è una eccellente sintesi delle opere del maestro veneziano ed è un’importante occasione per consolidare l’offerta culturale della città, per cui l’Amministrazione comunale già ha reso disponibili due milioni di euro» ha sottolineato il sindaco Paolo Truzzu.

«La mostra su Pratt – ha aggiunto l’assessore alla cultura Maria Dolores Picciau – vuole anche essere un contributo alla riemersione di temi eterni» ed è proprio su questa eternità che vale la pena soffermarsi, ripercorrendo brevemente la storia dell’autore e del suo immortale alter ego.

«Racconto la verità come se fosse una cosa falsa, a differenza di molti altri che raccontano cose false volendole far passare per vere. In questo modo la lettura diventa doppia, tripla e il lettore trova che certe cose che ho detto erano vere, e allora gli viene una gran voglia di andare alla loro ricerca».

Un continuo gioco di specchi tra realtà e finzione è il modo in cui si materializza tutta la poetica del celebre fumettista. Una produzione avvolgente, sempre in bilico tra passato e modernità, silenziosa e seducente, fatta di tavole in bianco e nero, appunti a matita e ricordi acquerellati che come i sogni rivelano attimi e sensazioni, desideri nascosti e sopiti, atmosfere surreali e mondi lontani.

Pratt e Corto Maltese

Hugo Eugenio Pratt nasce a Rimini nel 1927 da un militare di carriera di origine inglese, morto nel 1942 in un campo di concentramento francese dopo essere stato fatto prigioniero in Africa orientale; La madre Evelina era figlia del poeta dialettale veneziano Eugenio Genero, che Pratt citerà in una delle sue opere più riuscite, “Corte Sconta detta Arcana”, che si apre proprio nella città lagunare in un non meglio precisato 34 dicembre.

La vita di Pratt si sviluppò infatti soprattutto intorno alla città di Venezia, con cui ebbe un forte legame, oltre al fatto che è proprio qui che fece il suo esordio nel 1943. In precedenza, aveva soggiornato con la famiglia nell’Africa Orientale Italiana; suo nonno, cresciuto ugualmente a Venezia, era di origine inglese e francese, mentre la nonna proveniva dalla Turchia.

«È stato in Etiopia, nel campo d’internamento per civili in cui ero prima di essere rimpatriato in Italia nel 1943, che ho iniziato a raccontare ai miei compagni storie per immagini. Alla fine della giornata tutti venivano a vedere cos’ero riuscito a immaginare. È proprio in quelle circostanze un po’ particolari che ho capito l’importanza dell’impatto del fumetto».

Pratt poté rientrare in Italia grazie all’intervento a favore dei prigionieri della Croce Rossa, e a Città di Castello frequentò per breve tempo un collegio militare. Dopo l’armistizio di Cassibile aderì alla Repubblica Sociale Italiana e fu per breve tempo marò della Xª Flottiglia MAS, militando nel Battaglione Lupo finché la nonna lo costrinse a rientrare a casa.

«Ho continuato a scrivere storie anche dopo il ritorno a Venezia. Avevo portato con me dall’Africa dei giornali americani con molte storie di Milton Caniff regalatemi dai miei amici, e ormai sapevo che avrei fatto il disegnatore di professione».

Per Pratt Venezia doveva rappresentare un nodo in grado di far convergere le sue svariate origini e, infatti, costituisce anche il crocevia da cui si diramano le strade per i luoghi esotici e lontani che ritroviamo nei suoi albi e nelle sue storie, attraverso le avventure di quello che negli anni è divenuto il suo vero e proprio alter ego, Corto Maltese. Grazie ad esso le esperienze di Pratt si mescolano e si prolungano, dando vita a una corsia preferenziale che, se percorsa, permette di cogliere il più vero e autentico senso del viaggio (fisico e mentale).

L’alter ego

«IL MIO NOME È CORTO, CORTO MALTESE. Sono nato a Malta, il 10 luglio 1887, almeno così mi dicono. Della mia prima infanzia ricordo una bandiera piena di croci e una barba rossa, quella di mio padre. Mia madre? Una gitana di Siviglia. Era talmente bella che il pittore Ingres se ne innamorò follemente, non so se sia vero, le non mi parlava mai di queste cose. Ricordo una casa bellissima con un patio pieno di fiori vicino alla moschea di Cordoba, e ricordo bene il giorno in cui un’amica di mia madre mi prese la mano sinistra e la guardò inorridita, non avevo la linea della fortuna».

Nel 1970 l’inquieto marinaio fu l’assoluto protagonista di ventuno brevi storie, apparse sulle pagine della rivista per ragazzi francese “Pif Gadget”. Pratt di quegli anni ricordò anche che «bisognava rispolverare Marx ed Engels, autori che dovetti frequentare e che mi annoiarono immediatamente. Visitai anche Marcuse e qualche altro e ritornai ai classici dell’avventura. Venni subito accusato di infantilismo, di edonismo e di fascismo». Non sorprende dunque che in seguito Pratt fu licenziato e tacciato di libertarismo.

«La parola evasione che dà tanto fastidio ai materialisti storici, significa scappare da qualche cosa; l’avventura è cercare qualche cosa, che può essere bella o pericolosa, ma che vale la pena di vivere…»

Corto Maltese è indubbiamente il più famoso e importante personaggio concepito dal maestro, l’unico che è stato capace di riflettere l’indole profonda del suo creatore. La narrazione delle sue avventure rimanda la memoria ai grandi romanzi d’avventura di Conrad, Melville, Lewis, Cooper, Dumas; ma se è Corto Maltese a vivere le storie scritte e raffigurate in raffinatissime tavole dallo stile unico e inconfondibile, è Pratt ad aver realmente viaggiato in quei luoghi, imbevendo il suo inchiostro di mari in tempesta e profumo di caffè, luci calde e ombre lunghe, fumi, nuvole e gabbiani stagliati su un orizzonte dai contorni sfocati.

Viaggi di libera introspezione

L’opera di Pratt è una riuscita sintesi tra fantasia infinita, documentazione precisa ed esperienza reale di luoghi quasi dimenticati o comunque ben poco noti ai più, circostanza da cui traggono certamente buona parte del loro fascino.

Corto Maltese è ovunque straniero, ma allo stesso tempo non lo è mai, perché è protagonista attivo che riesce a fondersi e ad interagire con la realtà circostante, pur non entrandone interamente a far parte, dal momento che egli sa anche essere un acuto e silenzioso osservatore, a cui spesso piace smollare le cime e restare in disparte, accompagnato da quel distacco malinconico tipico dell’antieroe errante e tormentato da una tacita ricerca di sé e chissà di che altro.

«Quando parto per un viaggio non so quello che troverò, ma cerco sempre qualcosa e infallibilmente la trovo».

La soluzione è dunque continuare ad andare, difendendo qua e là la libertà di qualche popolo oppresso, ma senza far mai realmente propria la causa altrui; semplicemente dando il proprio contributo, evitando eccessivi scrupoli e moralismi, ma pur sempre rispettando i pochi saldi e irrinunciabili principi che, per il protagonista, rendono l’Uomo tale.

«NON SONO UN EROE, mi piace viaggiare e non amo le regole, ma ne rispetto una soltanto, quella di non tradire mai gli amici».

I crimini gratuiti a Maltese non piacciono, ogni sua azione è accompagnata dalla necessità e dalla coerenza con sé stesso, e forse è questo il messaggio subliminale che Hugo Pratt lascia scivolare con semplicità ed eleganza all’interno dei suoi racconti, ispirato dall’amore per l’autentica diversità che è in grado di conservarsi laddove più viene minacciata.

I luoghi e il contesto

Per le avventure di Corto Maltese i luoghi scelti da Pratt sono infatti spesso teatri marginali ed esotici di guerra che come arco temporale ruotano intorno agli anni della Prima guerra mondiale, dove emergono le differenze sostanziali tra chi quella situazione l’aveva determinata e chi l’aveva più o meno subita.

Il marinaio di La Valletta si configura così come il ponte tra diversi mondi: quelli dei moderni eserciti coloniali, e quelli di antiche civiltà sopravvissute e ancora ampiamente avvolte dal mistero, che per esse costituisce quasi uno scudo di difesa da tutto ciò che ne minaccia l’integrità.

Pratt ci mostra le contrapposizioni, le ferite e le sintesi scaturite dalla convivenza e dalla condivisione più o meno forzata degli ampi spazi descritti con minuzia di particolari, ma al contempo con grande immediatezza e semplicità.

La profonda attenzione al dettaglio e la fedeltà storico-antropologica dei contesti descritti si esprime anche nei ritratti psicofisici dei personaggi, finemente caratterizzati nei tratti somatici, nei costumi e negli atteggiamenti, portatori di principi, storia e stili di vita così diversi, ma così egualmente autentici. 

Il ricordo dei sentimenti dell’onore, del sacrificio e del coraggio segnano coloro che operano nei teatri di guerra, nel quale c’è posto per la stima reciproca, che illumina i luoghi e rende gli uomini degni di abitarli.

Arte ed eternità di Corto Maltese

Si può affermare che lo spirito di Hugo Pratt e quello di Corto Maltese siano come due facce della stessa medaglia: quando il personaggio venne creato (ed è strano pensare che egli non sia in realtà sempre esistito) nel 1967, l’autore non aveva idea del successo che avrebbe avuto e dell’influenza che avrebbe continuato ad avere negli anni a venire.

Non si è trattato di una moda passeggera o di un’invenzione improvvisa e fortunata, ma di una maturazione interiore all’autore, che si è nutrita lungamente durante i viaggi o nel corso della gioventù africana, e che ha preso forma solo dopo essersi dotata di solidi contenuti.

Hugo Pratt, Corto Maltese, il suo universo, i suoi personaggi e le loro storie sono una vera e propria cura per l’anima di chi ama l’arte in quanto tale, nel senso più profondo e introspettivo del termine, tanto che qualcuno affermò che «fa bene leggere Corto, perché aiuta ancora a sognare senza spiegarci come fare».

Foto in evidenza: “Corto Maltese – Frankfurt Buchmesse 2015” by ActuaLitté is licensed under CC BY-SA 2.0.

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Lara Montaperto

Lara Montaperto

Specializzata in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale, dopo aver conseguito la laurea triennale in Storia e la magistrale in Relazioni Internazionali. Ho lavorato in ambito editoriale e, più recentemente, in ambito Difesa. Ho studiato a fondo la politica estera della Russia contemporanea.

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