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Macron contro tutti: il gasdotto MidCat fa litigare l’Europa
Il presidente francese si oppone per motivi ambientali, ma dietro c’è la difesa dell’interesse nazionale

Il presidente francese si oppone per motivi ambientali, ma dietro c’è la difesa dell’interesse nazionale

Le vie del gas sono infinite, ma non sempre vengono scelte le più semplici. L’invasione russa dell’Ucraina e le conseguenti sanzioni di Bruxelles a Mosca hanno creato un grosso problema di approvvigionamento energetico alla Germania. La maggiore economia europea era infatti anche la più dipendente dal gas russo: prima della guerra oltre il 40% dei consumi di Berlino era coperto da Mosca. La Germania è dunque alla ricerca di vie alternative per il proprio approvvigionamento, ma le cose non sono sempre facili, complici gli interessi divergenti tra i partner europei.

Macron contro MidCat

Per sostituire il gas russo, gli Stati dell’Ue hanno aumentato le forniture provenienti da altri Paesi: i principali sono Stati Uniti, Norvegia, Regno Unito e Algeria. Proprio da quest’ultima parte un gasdotto che attraverso Spagna e Francia arriva in Germania. Si chiama MidCat e i lavori per la sua costruzione sono iniziati nel 2013, ma si sono interrotti nel 2019 per motivi ambientali e perché ritenuto troppo costoso. I governi tedesco e spagnolo vorrebbero riattivarli: la situazione è critica e all’appello manca solo un piccolo tratto tra Barcellona e Carcassonne, ma la Francia si oppone.

Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che non vuole costruire nuove infrastrutture per combustibili fossili, aggiungendo che gli attuali gasdotti che collegano Spagna e Francia sono utilizzati solo al 55%, dunque non ne serve uno nuovo. “L’idea che MidCat possa risolvere i problemi energetici del continente è oggettivamente falsa”, ha dichiarato ai primi di settembre. Simile la posizione del commissario Ue (francese) al mercato interno Thierry Breton: “Non è chiaro se questo progetto avrebbe senso economicamente”.

Spagnoli e tedeschi però non sono di questa idea e sospettano che dietro ci sia dell’altro. Nel breve periodo infatti, la Francia sta vendendo alla Germania il gas che passa per i suoi quattro rigassificatori (mentre Berlino non ne ha nessuno). Ma nel lungo la sfida è sull’idrogeno. Se oggi servirebbe per il gas, MidCat sarebbe utilizzato in futuro per trasportare in Germania idrogeno verde prodotto tramite elettrolisi utilizzando energia eolica e solare nel sud della Spagna e del Portogallo. Per questo motivo, Lisbona è saldamente dalla parte di Madrid e Berlino. La Francia sarebbe così solamente un Paese di passaggio: prospettiva non gradita a Macron, che vuole posizionare il suo Paese nel futuro come importante produttore di idrogeno tramite energia nucleare.

Iberici e tedeschi però non intendono restare a guardare. Il segretario portoghese agli Affari europei Tiago Antunes ha dichiarato a Politico che se la Francia non intende dare il proprio benestare si può arrivare in Germania anche tramite altre vie. La prima passerebbe dall’Italia: collegando con un pipeline Barcellona e Livorno, il gas andrebbe verso nord dal porto toscano, evitando la Francia. Il problema per una simile soluzione è la profondità del mare in quella zona, che supera anche i mille metri. “Non ci sono grandi precedenti di gasdotti per quelle profondità” ha dichiarato il ministro uscente per la Transizione Ecologica Roberto Cingolani. Se questo ostacolo dovesse essere insormontabile, l’alternativa potrebbe essere un gasdotto che dal nord-ovest della Spagna arriva in Belgio: la strada è più lunga, ma il mare è meno profondo.

Le ricadute politiche

Vista la perseveranza degli altri Paesi sul progetto MidCat, la Francia ha iniziato a moderare la propria posizione. In un incontro con l’omologo portoghese Antunes, la ministra francese per gli Affari Europei Laurence Boone (la stessa che ha detto che Parigi “vigilerà su diritti e libertà in Italia” dopo la vittoria elettorale di Giorgia Meloni) avrebbe detto che il suo Paese è “pronto a guardare senza pregiudizi al progetto”.

Lo scorso 5 ottobre poi, il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il primo Ministro spagnolo Pedro Sánchez si sono incontrati nella città di La Coruña. Entrambi hanno ribadito il loro pieno sostegno a MidCat, il cui futuro ancora non è chiaro. Importante a livello politico è invece stato il sostegno di Sánchez per il discusso piano da 200 miliardi che Berlino ha varato contro il caro-energia senza aspettare una risposta europea: “La Germania è la principale economia europea, è nell’interesse di tutti noi che continui a performare bene”, ha dichiarato il premier spagnolo. In un momento di difficoltà politica come l’attuale, il supporto del quarto Paese Ue è molto importante per Scholz. Non bisogna poi dimenticare che Germania e Spagna (oltre che il Portogallo) sono i due principali Paesi europeo guidati da governi socialisti: con le recenti vittorie della destra in Italia e Svezia non è strano che cerchino percorsi comuni.

Per quanto riguarda la Francia invece, l’opposizione a MidCat è un’ulteriore dimostrazione dell’europeismo a corrente alternata di Macron. Se da una parte il leader di En Marche è il presidente francese più dichiaratamente europeista della storia del Paese, dall’altra è sempre attento a non toccare il proprio interesse nazionale. L’esempio più evidente è sulla politica estera: anche con Macron la Francia, unico Paese Ue dotato di armi nucleari e di seggio permanente al consiglio di sicurezza Onu, si è ben guardata dal condividere con Bruxelles questi asset da grande potenza.

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Rodolfo Fabbri

Rodolfo Fabbri

Giornalista, da sempre affascinato da storia, geografia e politica. Milanese con esperienze in giro per l'Europa, ho una passione che sfiora la maniacalità per mappe e dati. L'obiettivo che mi pongo è quello di raccontare con equilibrio quel che ci succede intorno. Perché se è vero che nel giornalismo l'oggettività non esiste, ritengo che il nostro dovere sia di fare tutto il possibile per avvicinarvisi

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