fbpx
a

Spieghiamo a cosa serve la geopolitica

a

Scopri Il ritorno delle guerre

L’ultimo numero della rivista di Aliseo, dedicato allo studio dei conflitti contemporanei. 14 analisi per capire come sono cambiate le guerre e perchè ci toccano da vicino

Putin e l’atomica: la Russia dice addio al second strike?
Dalla capitale del Kirghizistan, Vladimir Putin torna ad agitare lo spettro dell’arma atomica: perchè la Russia potrebbe cambiare la dottrina nucleare

Dalla capitale del Kirghizistan, Bishkek, che di recente ha accolto il vertice dell’Unione economica eurasiatica, il presidente russo Vladimir Putin è tornato ad agitare lo spettro dell’arma nucleare, sostenendo che la Russia potrebbe modificare la propria dottrina in quest’ambito. A differenza di quella degli Stati Uniti prevede l’uso precauzionale di armi nucleari per annientare l’arsenale avversario, «Noi» ha detto «invece, prevediamo l’attacco di rappresaglia nella nostra strategia».

La politica di Washington non esclude infatti la possibilità di un attacco nucleare “disarmante”, mentre la dottrina della Russia prevede l’uso delle armi nucleari strategiche come ultima risorsa. Il tutto con l’inverno alle porte e i bombardamenti incessanti sul territorio ucraino finalizzati a fiaccare prima di tutto le infrastrutture energetiche del paese. La stessa Russia ha affermato di essere stata presa di mira da diversi attacchi di droni mirati a colpire le infrastrutture militari, anche in territorio russo. Da qui, l’ennesima risposta che paventa l’escalation.

Mitigare l’escalation atomica

Sulla questione del nucleare, Putin sembra poi esser subito corso ai ripari, con un cauto «ci stiamo solo pensando», e precisando che non si tratta di riflettere sulla possibilità di scatenare un bombardamento atomico su larga scala in grado di evocare i peggiori scenari apocalittici, bensì modificare la dottrina militare in modo tale da garantire il bilanciamento e l’equilibrio di potenza. Inutile negare che su questo punto le due dottrine – russa e statunitense – presentino una disparità sostanziale in termini strategici.

«Se un potenziale avversario crede che sia possibile utilizzare un attacco preventivo, e noi no, allora questo ci fa ancora pensare alle minacce che ci vengono mosse», ha aggiunto. E ancora: «Per quanto riguarda l’idea che la Russia non userebbe tali armi per prima in nessuna circostanza, significa che non saremmo nemmeno in grado di usarle per seconda, perché la possibilità di farlo in caso di attacco al nostro territorio sarebbe molto limitato».

Garantire l’equilibrio?

Insomma, dal punto di vista del suo presidente, la Russia rimane sulla difensiva, considerando inaccettabile l’ipotesi che gli Stati Uniti possano giustificare un attacco nucleare per smantellare la capacità strategica dell’avversario, e la Russia no. Per Putin, dunque, l’adeguamento della dottrina sarebbe finalizzato a tutelarsi, ma per questo è necessario dotarsi degli strumenti, anche normativi.

È fuor di dubbio che simili dichiarazioni nutrano i timori e non acquietino gli animi, alimentando il fuoco di una tensione che non accenna a spegnersi. Stressare il tema della deterrenza attraverso il potenziale uso delle armi più temute al mondo potrebbe tuttavia avere una sua funzione: ricordare che viviamo ancora nell’era della mutual assured destruction e che è necessario non farsi sfuggire di mano la situazione. Ciò non sorprende, dal momento che Russia e Stati Uniti concordano entrambi sul fatto che lo scenario di una guerra simile sia fuori discussione, piaccia o meno a Volodymyr Zelensky.

I funzionari dell’amministrazione Biden hanno più volte affermato che la controparte russa sia stata avvertita ai massimi livelli delle conseguenze dell’uso di armi nucleari nella guerra e sembra che Mosca, a modo suo, persegua lo stesso obiettivo tramite queste dichiarazioni.

Se c’è una cosa a cui questi tempi non possono rinunciare è la ricerca dell’equilibrio, pena l’estinzione.
Non va dimenticato che per chi muove le pedine sul campo delle relazioni internazionali e degli equilibri globali, si tratta pur sempre di un gioco di rimbalzi in cui la credibilità riveste un ruolo fondamentale, specialmente se e quando si deciderà di sedere al tavolo dei negoziati con serietà e realismo.

La newsletter di Aliseo

Ogni domenica sulla tua mail, un’analisi di geopolitica e le principali notizie sulla politica estera italiana: iscriviti e ricevi in regalo un eBook di Aliseo

La newsletter di Aliseo

Ogni domenica sulla tua mail, un’analisi di geopolitica e le principali notizie sulla politica estera italiana: iscriviti e ricevi in regalo un eBook di Aliseo

Lara Montaperto

Lara Montaperto

Specializzata in Studi Strategici e Sicurezza Internazionale, dopo aver conseguito la laurea triennale in Storia e la magistrale in Relazioni Internazionali. Ho lavorato in ambito editoriale e, più recentemente, in ambito Difesa. Ho studiato a fondo la politica estera della Russia contemporanea.

Dello stesso autore

📩 La newsletter di Aliseo

Ogni settimana, sulla tua mail, un’analisi di geopolitica e le principali notizie sull’Italia

In evidenza

Aliseo sui social