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Spieghiamo a cosa serve la geopolitica

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Scopri Il ritorno delle guerre

L’ultimo numero della rivista di Aliseo, dedicato allo studio dei conflitti contemporanei. 14 analisi per capire come sono cambiate le guerre e perchè ci toccano da vicino

Yevgeny Prigozhin: il cuoco del Cremlino che “comanda” il Gruppo Wagner   
Dalla piccola criminalità di San Pietroburgo alla cerchia di Putin, fino al comando del Gruppo Wagner: ritratto di un'oligarca sui generis
Prigozhin

Il sistema di potere nella Russia attuale è estremamente complesso, caratterizzato da una rigida gerarchia di dominio e rari esempi di scalata verticale dal basso. Nondimeno, esistono outsider che possono battere le statistiche e questo è il caso di Prigozhin: padrone del Wagner Group, ex criminale e siloviko “ibrido”. Asceso alla ribalta con l’invasione in Ucraina, appartiene al “partito della guerra” insieme al ceceno Razman Kadyrov.

Quando si parla del dopo Putin i favoriti indicati dai media sono personaggi di spicco come l’ex presidente Dmitri Medvedev, il capo dell’Fsb Aleksandr Bortnikov o il ministro della difesa Sergej Shoigu, raramente si parla di Prigozhin ignorando la sua pervasività, sottovalutando le sue capacità, etichettandolo spesso come semplice “hot dog seller”.  

Gli esordi di Prigozhin 

Poco si sa della gioventù e del passato criminale di Yevgeny Viktorovich Prigozhin. La maggior parte delle informazioni provengono da MeduzaFontka e Novya Gazeta. Il 13 giugno del 2016, fu pubblicata un’inchiesta di Meduza sulla causa legale di Prigozhin contro la società Yandex Lcc, accusata di aver fatto trapelare informazioni sul passato criminale di “King Dislike”. Prigozhin sfruttò la legge russa a suo vantaggio (articolo 152.1 sulla tutela dell’immagine del cittadino, 152.2 del Codice civile sulla tutela della vita privata di un cittadino) per fare causa a Yandex e a Meduza, costringendole ad eliminare i documenti e l’articolo in questione.

Prigozhin nasce il primo luglio 1961 a Leningrado. Il contesto familiare è difficile: il padre muore poco dopo la sua nascita e la madre, Violetta Prigozhina, lavora part-time in un ospedale locale, bada a “Zenya” (soprannome dato a Prigozhin dagli amici d’infanzia) e alla nonna materna. Nel 1977 si diploma al liceo sportivo n. 62 (Collegio della riserva olimpica n. 1) di Leningrado. Il patrigno, il maestro di sci Samuel Zharkoy, gli impone ritmi serrati per diventare un campione sportivo ma Zenya non è tagliato per la carriera.

Nel 1979, a 18 anni, viene assegnato in un’industria chimica, poco dopo viene arrestato per furto ma assolto. Nel 1981, viene processato per crimini molto più gravi: rapina organizzata, prostituzione minorile, frode e associazione a delinquere. Condannato a 12 anni di carcere, nel 1988 viene nuovamente graziato. Si può ipotizzare che in questo periodo sia entrato in contatto la mafia russa di San Pietroburgo. 

Nel 1990, da uomo libero, insieme al patrigno, segue il flusso dei tempi e fonda la prima rete di vendita di hot-dog; l’origine dei fondi con cui ha dato inizio al suo business è ignota. In questo periodo incontra Boris Spectore, ex compagno di classe del liceo. Spectore, che era nel giro d’affari dei casinò di lusso di San Pietroburgo, gli propone di diventare manager della Contrast, azienda che gestisce la rete alimentare dei suoi casinò, con una partecipazione azionaria del 15%. La Contrast verrà gestita insieme a Kirill Ziminov, che diventerà grande amico di Prigozhin. 

Nel 1995, la Contrast è sull’orlo del fallimento. Prigozhin convince Ziminov a unirsi per creare una catena di ristorazione. L’anno successivo, a San Pietroburgo, con un prestito di 350.000 dollari, fonda il primo ristorante di lusso: The Old Customs House. Il ristorante diventerà il ritrovo di politici e imprenditori pietroburghesi: il governatore Vladimir Yakovlev riceveva le delegazione all’Old Customs, mentre Anatoly Sobchak, ex governatore della città, era solito pranzarvi.

Nel 1997, dopo un viaggio a Parigi, ispirato dai ristoranti galleggianti della Senna, compra e ristruttura, per 400mika dollari, la motonave Moskva-177, ribattezzata New Island. Grazie al suo carisma inizia a tessere rapporti con gli alti papaveri dell’Accademia Militare di San Pietroburgo e con gli oligarchi del mondo dei media. Il ristorante avrà una certa influenza nel corso della storia contemporanea russa: nell’agosto del 1999 Sergei Stepashin e l’amministratore delegato del Fmi Michel Camdessus cenarono a New Island, il caviale e lo sfarzo del ristorante verosimilmente influenzarono Camdessus a concedere un prestito alla Russia di 4,5 miliardi di dollari.

Nei primi anni 2000, convinse l’amministrazione pietroburghese a finanziare una rete di fast food chiamata BlinDonalds. Nelle intenzioni doveva essere una sorta di concorrente locale di McDonald, ma il progetto falli: nel 2008 erano aperti solo 10 punti dei 20 pianificati e tra il 2012 e 2013 la catena aveva già chiuso i battenti. 

L’esordio lo contraddistingue dagli altri oligarchi e siloviki: pur non essendo un ex militare riesce a fare amicizia con ufficiali dei servizi segreti e dell’establishment tradizionale; a differenza di uomini di potere come Michail Chodorkovskij o Vitaly Malkin, che avevano comprato industrie e banche, Prigozhin preferisce un approccio più occulto e solido, che gli dia la capacità di entrare in contatto gli strati più bassi della società. I ristoranti, come New Island e The Old Customs House, fungono da centro di intelligence per il servizio informativo di Prigozhin, composto da ex comandanti della militsiya sovietica, ex Omon e ufficiali del Kgb.

La disponibilità di molti ex apparatchik della sicurezza trova le sue radici nella crisi degli anni ’90. Il potere presidenziale era pressoché inesistente, mentre la crisi economica e ideologica smembrava il cadavere della Russia, e gli unici godere di una certa autorità, oltre a una serie di entrature nella burocrazia e nella criminalità organizzata, erano gli ufficiali le forze di sicurezza, ben disposti ad arrotondare lo stipendio e allo stesso tempo combattere il disgregamento della Russia. 

La scalata al potere russo 

Le amicizie e il denaro danno i primi frutti con la cena di gala del 2001 tra il presidente francese Jacques Chirac e Vladimir Putin, in cui Prigozhin viene immortalato nell’ombra. In una intervista a Gorod 812, lo “chef” afferma che serve personalmente gli ospiti più importanti. In questo periodo inizia a penetrare il “cerchio magico” del nuovo potere russo: prima fa amicizia con l’autista personale del presidente, poi con il capo della sicurezza Viktor Zolotov, futuro capo della Rossjguardia, e infine con Roman Tsepov, oligarca, ex bodyguard di Putin quando era deputato di San Pietroburgo e uomo della sicurezza del “boss” Alexander Malyshev.

Nell’entourage del Cremlino, Prigozhin viene definito, da fonti interne, come affascinante, carismatico e con una memoria pericolosamente solida. Dagli altri oligarchi è stato a lungo visto visto come il “gran giullare” di corte: serviva ai tavoli e faceva ridere gli ospiti: il ruolo che secondo le élite pietroburghesi e moscovite si addiceva a un “bifolco” arricchito dei bassifondi di Leningrado. 

Nel maggio del 2002, organizzò, sempre al New Island, il pranzo tra l’allora presidente americano George Bush e Vladimir Putin. L’anno successivo il presidente lo sceglierà per festeggiare il suo compleanno. Nel 2008, lo chef sale agli onori della cronaca per aver organizzato la festa per l’inaugurazione della presidenza Medvedev. In questo periodo si separa dai suoi vecchi soci come Ziminov, dopo la “guerra” contro Mikhail Mirilashvili, imprenditore georgiano che controllava gli affari di Boris Spector, arrestato e condannato per rapimento nel 2001.

Ziminov fu “scaricato” da Prigozhin dopo un fallimentare accordo tra i due: “Zenya” si proponeva di cedere un milione di dollari in azioni al suo socio, ma le società delle azioni erano state liquidate e così Ziminov lo denunciò per frode nel 2004: il 3 settembre il caso fu aperto, ma appena cinque giorni dopo venne chiuso per assenza di prove. L’ex socio si ritrovò con un pugno di mosche e – sembra – la casa bruciata, un amichevole invito a lasciar perdere gli affari. 

La Cenerentola dei Troll

Nell’autunno del 2010 apre a San Pietroburgo la fabbrica Concord Culinary Line; Putin sarà l’ospite d’onore per l’apertura e il credito per l’avvio dell’attività, stimato tra i 53 e i 43 milioni di rubli, viene concesso da Vnesheconombank, ente no-profit per lo sviluppo legato all’establishment governativo. Prigozhin, tra il 2010 e il 2013, ottiene contratti per miliardari di dollari per la fornitura alimentare per prigioni, polizia, esercito e scuola, per cui si riveleranno fondamentali le amicizie con il capo della Rossguardjia Viktor Zolotov e lo stesso Putin. Il cibo, come testimoniano diverse interviste anonime, ha un aspetto sgradevole e un gusto discutibile. Seconda alcune fonti, “Zenya”, in una lettera, si definisce come un consigliere fidato di Putin e “cavaliere per il Merito per la Madre Patria”. 

Tra il dicembre del 2011 e il febbraio 2012, durante le proteste del “Winter of Discontent” contro i risultati delle elezioni parlamentari, a Mosca avvenne un caso insolito: un minivan parcheggiò sul marciapiede e l’uomo all’interno iniziò ad offrire thè e biscotti ai manifestanti. Altri tre minivan iniziarono a fare la stessa cosa durante il corteo. Provenivano dalla vicina fabbrica della Concord ed erano li per raccogliere informazioni sulle manifestazioni e sui leader. Novya Gazeta scoprì che i materiali raccolti servirono per il documentario “Antomy of Protest”, che dipingeva i manifestanti come golpisti pronti a prendere il potere. Questo episodio è, probabilmente, la prima operazione di “disinfomatjia” di Prigozhin.

 

Manifestazione antigovernativa in Russia del 24 dicembre 2011 | Wikimedia Commons

Nel 2013, alcuni giornalisti di Meduza scoprirono che Prigozhin possedeva la Internet of Reaserch Agency (Ira), agenzia specializzata nella ricerca su internet e media, il cui Ceo era l’ex colonello della polizia Mikhail Bystrov. La Ira nasce come “fabbrica di troll” per sostenere il governo e criticare le opposizioni. Si ipotizza che ci lavorino tra le 200 e le 250 persone (prima erano circa 400), la cui principale attività è diffondere sui social frasi “preconfezionate” che servano allo scopo. Nel 2014 anche Anonymus confermerà il legame tra Prigozhin e la Ira. La stessa agenzia è accusata di aver partecipato alla vittoria di Donald Trump nelle elezioni presidenziali del 2016.

In Russia, gli agenti di “Zenya” si infiltrano nei giornali di opposizione per carpire informazioni e collegamenti, come nel caso della Maria Kuprashevich, stagista a Novya Gazeta, ma nei libri paga della Concord. Andrey Mikhailov era l’ideologo dietro la fabbrica di troll, architetto delle le provocazioni contro lo scrittore Dmitry Bykov e altri media come Forbes, Novaya Gazeta, Argumentov, Fakty e Fontanka. Recentemente la rete cyber di Prigozhin è sbarcata su Telegram (si suppone che CyberFrontZ sia nei libri paga di “Zenya”), Youtube, Instagram e Facebook, con reti di bot e influencer che sostengono il Wagner Group e l’invasione ucraina.  

Alcuni agenti della Ira, come Valery Amelchenko, avevano mansioni particolari: per esempio “rieducare” il blogger Huipster, alias Anton Grishchenko, che dopo aver pubblicato una vignetta contro Putin si ritrovò con una clavicola rotta. Sembra che tra il 2014 e il 2016 Amelchenko abbia anche giocato un ruolo nell’eliminazione di svariati personaggi di spicco della repubblica separatista di Lugansk. L’uomo, dopo aver fare fatto le rivelazioni Novaya Gazeta sulle sue attività criminose al servizio di Prigozhin, sparirà nel nulla. 

Contractor del Cremlino: Prigozhin e il Gruppo Wagner

Nel 2013,il generale Valerij Vasil’evič Gerasimov, nuovo Capo di stato maggiore dopo il generale Nikolay Yegorovich Makarov, propone a “Zenya” di diventare finanziatore e patron di un neonato gruppo di “pensionati” del Cremlino: il Wagner Group. Prigozhin è molto scettico, ma vede un enorme potenziale economico dietro al gruppo, come la conquista e il controllo di siti estrattivi.

I costi primari, come addestramento, mezzi ed equipaggiamento, sono a spese dal ministero della Difesa. Le aziende di catering e logistica, come la Trans Logistik, offrono una copertura credibile per gli spostamenti dei wagneriti. La stessa guida dello chef fungeva da “cortina fumogena”: Prigozhin, oltre i confini russi, è quasi uno sconosciuto, una figura marginale del sistema putiniano, le aziende come la Concord non destano sospetti. 

In questo periodo conosce il futuro sturmbannführer della compagnia: Dmitry Utkin, ex comandante della 700° unità speciale della 2° brigata separata del Ministero della Difesa, ex mercenario dello Slavonic Corp e del Moran Group. Poco si sa di Utkin: il “novello Dirlewanger” è molto attento a non lasciare testimonianze o tracce di sé. Utkin è il ponte tra i separatisti del Donbass, i circoli di estrema destra e la formazione Wagner. Per lo chef è un utile informatore e un agente fidato dentro i circoli più intimi dell’establishment militare, date le numerose amicizie di quest’ultimo.

Alcuni sostengono che sia stato grazie a un intervento di Utkin, per tramite di queste entrature, che sia stato nominato l’attuale comandante dell’operazione militare speciale, il generale Sergey Vladimirovich Surovikin, ex comandante in capo della spedizione russa in Siria, amichevolmente definito come “Generale Armageddon” e membro del tentativo di golpe dell’agosto 1991. Prigozhin è stato tra i primi a complimentarsi per la scelta del Cremlino, definendo Surovikin come «il comandante più competente nelle forze armate russe». 

Parallelamente allo sviluppo della Pmc come strumento degli interessi geopolitici russi, si assiste a una sensibile crescita del potere di Prigozhin. Il Wagner Group, pur essendo uno strumento di Mosca, è pur sempre utilizzato e salariato dallo chef. La formula è semplice: lo Stato stabilisce gli obiettivi politici e mette a disposizione i mezzi, Wagner esegue, Prigozhin guadagna.

Ci sono svariati esempi di come la Pmc funga da catalizzatore per incrementare i capitali dello chef: nella Repubblica Centrafricana, la Lobaye, filiale della M-Finance della Concord, ha numerose concessioni minerarie; in Siria la Evro Polis Ltd controlla i centri di estrazione di gas e petrolio presidiati dai mercenari; in Madagascar la Ferrum Mining si occupa di estrazione di cromite; in Sudan la M-Invest si occupa delle concessioni minerarie, il Wagner offre consulenza militare e la Ira gestisce la rete mediatica del paese.

Queste compagnie sono sanzionate dall’Unione Europea, ma data la complessità della rete e, dicono i maligni, la corruttibilità degli organi europei (si veda il caso Quotargate), è improbabile che un sistema tanto ramificato possa essere immobilizzato dalle misure o che possa influenzare le manovre estere di Prigozhin.

Secondo molti la gestione della compagnia militare ha cambiato la psiche dello chef: sempre più spesso afferma di appartenere a un mondo differente da quello civile, considera i suoi uomini come al servizio del popolo russo (e non del Cremlino), descrive la Russia decadente e in pericolo a causa dell’incompetenza di ufficiali e uomini della sicurezza e solo i professionisti della Wagner possono risollevare le sorti.

Le atrocità delle guerre in Siria e in Donbass hanno indurito gli uomini della Wagner e di riflesso ha irrigidito la visione politica di Prigozhin. Sintomo della spaccatura tra i “federali” (esercito e burocrazia civile) e “Zenya” è il caso di Dmitry Menshikov, ex combattente della compagnia morto in Donbass, a cui è stata rifiutata la sepoltura nel cimitero militare di San Pietroburgo. Prigozhin ha smosso mari e monti per dare una degna sepoltura Menshikov, fino alla decisione di creare in autonomia un cimitero per le spoglie dei wagneriti a Bakinskaya, un villaggio situato nella regione Krasnodar.

Un futuro da Zar all’orizzonte? 

Con l’inizio dell’invasione, Prigozhin ha smesso di nascondersi: ha affermato di fatto il suo patronato sul Gruppo Wagner, il coinvolgimento nelle elezioni presidenziali del 2016 e l’influenza (reale o supposta) sulla decisione di Putin dare inizio all’invasione. Nel cuore di San Pietroburgo, ambito feudo personale, ha aperto il Centro Wagner per la ricerca militare high tech, dove, presumibilmente , è situato il centro di comando dei “violinisti” e dove vengono svolte attività di catch-up delle tecnologie occidentali. Prendendo in considerazioni il suo passato, quell’ambiente criminale in cui il silenzio vale oro, la volontà di rivelare il suo ovvio coinvolgimento non è scontato.

Uno dei molti video che è possibile reperire in rete del nuovo ufficio del Gruppo Wagner a San Pietroburgo

Con l’arruolamento di migliaia di detenuti nella compagnia per il conflitto in Ucraina, lo chef ha esteso la sua rete di influenza negli apparati di sicurezza, portando le sue forze personali a circa 50.000 effettivi. Yevgeny Prigozhin non è un pericolo da sottovalutare e agenzie di sicurezza come l’Nsa lo classificano come un pericolo per la stabilità occidentale.

Non è escluso che, in caso di una grave crisi istituzionale, possa ambire al ruolo di “successore” di Vladimir Putin. Le carte in regola ci sono: soldi, conoscenze, forza militare e il “controllo” delle capitale storica della Russia. Se dovesse salire al potere, schiacciando i concorrenti e gli apparenti alleati come Kadyrov, la Russia potrebbe subire un processo ulteriore di “iranizzazione”, con conseguenze immaginabili anche nel campo della politica estera.

Non bisogna bisogna scadere nella sopravvalutazione eccessiva di “Zar Dislike” e delle sue capacità politiche. Per ottenere il potere deve pur sempre concorrere alla gara elettorale, possibilità che ha più volte bruciato inimicandosi svariati partiti; non è l’unico in possesso di denaro e ambizioni persona. Allo stesso modo l’estrema eterogeneità degli equilibri di forze nel sistema di potere russo lo “costringerebbero” a scendere a patti con le varie fazioni interne al paese.

Foto in evidenza: Tass

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