Lunedì scorso gli abitanti di Cernavodă, nella Romania sud-orientale, hanno scoperto loro malgrado di essere la prima linea di una nuova guerra, quella per preservare le infrastrutture e le risorse essenziali a fronte di condizioni climatiche sempre meno clementi. Una situazione che potrebbe presto diventare la normalità, almeno in Europa.
Lo scorso 3 agosto, infatti, uomini della marina rumena hanno impiegato circa 180 chili di esplosivo per far esplodere un segmento del corso del fiume Danubio, che scorre a poca distanza dalla cittadina. Obiettivo: creare una diga artificiale che permetta di deviare più acqua verso la centrale nucleare locale allo scopo di consentirne il funzionamento.
Le centrali nucleari impiegano acqua dolce per raffreddare i loro reattori surriscaldati dalle reazioni atomiche dalle quali producono la loro energia.
Ma l’ondata di calore straordinaria che sta investendo l’Europa in questi mesi si è tramutata in una siccità pericolosa per molti fiumi del Vecchio Continente, mettendo a rischio il flusso di acqua necessario per mantenere operative le centrali nucleari di diversi Paesi.
