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L’ultimo numero della rivista di Aliseo, dedicato al futuro degli Stati Uniti. 14 analisi per capire l’America, dalla geopolitica alla crisi interna

Anche Dante faceva geopolitica (e non lo sapeva)

Anche Dante faceva geopolitica (e non lo sapeva)

Anche Dante, inconsciamente, รจ stato un geopolitico. La sensibilitร  spaziale presente nei suoi scritti รจ piรน spiccata di quanto si pensi.

Cโ€™era una volta il Dante poeta, cโ€™era una volta il Dante filosofo, poi il Dante linguista, il Dante politico, ma cโ€™era una volta anche il Dante geopolitico. Fra i tanti attributi che meglio nobilitano la figura del Sommo, questโ€™ultimo sopracitato di certo non pare familiare, in ragione di una sua fisiologica subordinazione alle altre qualitร  spiccatamente piรน marcate.

E con ciรฒ non si vuole dire che lโ€™Alighieri trattasse propriamente di geopolitica, non solo perchรฉ materia inesistente allโ€™epoca, ma anche perchรฉ, nella sua spietatezza, mal si sarebbe sposata con i dolci versi stilnovisti.

Eppure una non troppo velata sensibilitร  spaziale si rintraccia anche nei suoi scritti, restituendo una riflessione sul complesso binomio spazio/potere tipico di questa disciplina.

Fruire del codice geopolitico per decostruire il linguaggio dantesco vuol dire munirsi di un valido alleato che sappia interpretare un lato ignoto e forse demodรจ del poeta, ma non meno apprezzabile delle classiche versioni di Dante a cui normalmente si approccia. 

Significa dare vigore e completezza allโ€™Alighieri politico, sovente dileggiato.

Ma significa anche intessere il filo di Arianna che aiuti a orientarsi dentro questo dedalo intellettuale, tratteggiando gli โ€œspazi politiciโ€ piรน ricorrenti nelle sue opere. 

E il primo spazio, fra tutti, รจ quello che sta piรน a cuore al Sommo: Firenze.

Firenze: spazio disputato

Spazio dinamico, spazio in espansione, spazio conteso. Il โ€œbello ovileโ€ รจ tutto questo. Squassata dal brutale e cieco antagonismo fra Guelfi e Ghibellini – lโ€™espressione piรน sanguinaria della dicotomia Papato/Impero – la Firenze duecentesca, claudicante, si regge in piedi su una gamba sola.

Cosรฌ come in fisica un campo di forze descrive la distribuzione di queste ultime in ogni punto dello spazio, similmente quello fiorentino puรฒ essere assimilato a un campo che forze concorrenti tentano di alterare.ย Geopoliticamente instabile, la cittร  risente delle opposte visioni spaziali dei due partiti.ย I primi, fautori del Papato, auspicano una maggiore emancipazione delle cittร -stato italiane, i secondi, seguaci dellโ€™Imperatore, vedono in questโ€™ultimo lโ€™unico pilastro di stabilitร  politica per lโ€™intera penisola.

La lotta per la conquista dello spazio dilania il territorio fiorentino sin dagli inizi del XIII secolo con lโ€™alternarsi delle due fazioni al potere fino a quando, nel 1266, la definitiva cacciata ghibellina segna lโ€™era guelfa in cittร . E lโ€™Alighieri cresce proprio in questo contesto. 

Il comando unico dei Neri dura poco piรน di trentโ€™anni, traducendosi poi in unโ€™attenuazione di โ€œpresaโ€ sullo spazio cittadino. A dispetto di unโ€™anelata imperitura soliditร  politica, questi ultimi – nel 1300 – pagano il prezzo del proprio scisma interno: il contraddittorio rapporto tra Guelfi Bianchi, di cui da un lato fa parte lo stesso Dante, e Guelfi Neri dallโ€™altro. Due anni dopo, con lโ€™espulsione dei Bianchi, il poeta toscano apprende tutto il peso di quella โ€arteโ€ predetta da Farinata degli Uberti nel canto X dellโ€™Inferno: lโ€™esilio.

โ€œMa non cinquanta volte fia raccesa la faccia de la donna che qui regge, che tu saprai quanto quellโ€™arte pesa.โ€

Ma la patria di Dante non รจ solo spazio reclamato, รจ anche spazio che ridisegna costantemente i propri confini, sintomo di una dinamicitร  sorprendente. Reduce da un recente processo di inurbamento, ora la cittร  tardomedievale si rende protagonista di unโ€™urbanizzazione crescente, accompagnata da una conseguente crescita economica, vedendo oltretutto le proprie cinta murarie perimetrare un territorio di volta in volta piรน esteso.

Ma cโ€™รจ di piรน: giร  dieci anni prima che nasca il Sommo, Firenze comincia a intrecciare relazioni con Pisa, corridoio strategico volto ad assicurare alla prima una proiezione sul mare. Nonostante il tentativo di una postura piรน assertiva rispetto allโ€™intero territorio toscano, le diatribe interne alla cittร  ne annullano le aspettative.

Tanto bella quanto dannata, la โ€œGran Villaโ€ non sarร  esente da unโ€™aspra invettiva che Dante stesso – senza mezzi termini – riporta nel Canto VI del Purgatorio.

Monumento a Dante Alighieri in Piazza Santa Croce, Firenze

Lโ€™Italia: spazio frammentario

Ma ora la cittร  รจ parte di un tutto piรน grande: lโ€™Italia, la quale condensa in sรฉ la natura di spazio di guerra. Disgregata e svuotata di un potere centrale, la penisola รจ alla mercรฉ dei piรน forti. Tradotto in termini geopolitici, significa che subisce fisiologicamente le ingerenze di soggetti terzi.

Paragonandola a una โ€œnave sanza nocchiere in gran tempestaโ€, lโ€™Alighieri sollecita lโ€™Italia a guardare dentro i suoi confini e a riflettere sulla conflittualitร  che, diffusa in ogni sua porzione, inibisce la pace. Lโ€™assenza di un Cesare – lโ€™Imperatore – che โ€œsieda sulla sellaโ€ non preclude alla Chiesa di impossessarsi del potere temporale.

La geopolitica ora, ovviamente scevra da qualsivoglia giudizio di tipo etico, legge la situazione appena descritta come una carenza di soggettivitร  politica forte che sappia incidere sul suo spazio. E lโ€™esito che ne deriva รจ la totale precarietร .

Lโ€™Impero: spazio globale

Per dare compiutezza, lโ€™ultimo spazio che lโ€™Alighieri si accinge a delineare รจ quello per il quale, paradossalmente, la dimensione spaziale si fa piรน rarefatta, complicando cosรฌ lโ€™individuazione di un โ€œinternoโ€ e di un โ€œesternoโ€: lโ€™Impero

Per quanto presente giร  nel sesto canto del Paradiso, attraverso unโ€™eloquente digressione espressa nelle parole di Giustiniano, la visione imperiale del poeta meglio si acclara nel De Monร rchia, capolavoro eminentemente politico.

Che la si chiami Monarchia temporale o che la si chiami Impero, non cambia assolutamente nulla. Ciรฒ che rileva di piรน รจ che essa รจ โ€œ il principato di uno solo e al di sopra di tutti, nel tempo ovvero in ciรฒ e sopra di ciรฒ che ha dimensione temporaleโ€, ma anche che โ€œรจ necessaria al buon ordine del mondo.โ€

E cโ€™รจ piรน geopolitica in queste due definizioni che in tutto il trattato.

Controllo sullo spazio e controllo nel tempo: questo lโ€™obiettivo bidimensionale del Monarca. Fin dove si estenda spazialmente lโ€™ufficio della sua potestร  รจ ostico da decretare, ma quasi come un cartografo, il poeta fiorentino suggerisce che i contorni imperiali tocchino – come limite ultimo – la piattaforma oceanica.

Oltre ciรฒ, non aggiunge altro e del resto come potrebbe? Rimane sempre e comunque figlio del suo tempo. E se sono solo le immense distese liquide a incorniciare geograficamente lโ€™Impero, allora per deduzione esso รจ uno spazio globale.ย 

Dante a raggi x

Chiunque legga Dante, almeno una volta, non puรฒ non persuadersi della sbalorditiva versatilitร  che fa di lui, piรน di tutti, un intellettuale che trascende il tempo. Ed รจ in questa sua imperitura polivalenza che si giustifica qui lo sforzo – e anche la supponenza – di definirlo un geopolitico.

A scanso di equivoci, si asserisce che il Sommo ragioni da analista nella misura in cui utilizza il metodo induttivo, proprio come questa materia fa quotidianamente. Perchรฉ, se cosรฌ non fosse, non sarebbe nellโ€™Olimpo dei grandi e la sua ereditร  letteraria sarebbe piuttosto carente.

Immagine in evidenza: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Dante_exile.jpg; Immagini presenti nell’articolo: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/a/a9/Dante_Alighieri_Florence_Firenze_JBU01.JPG

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Ilaria Valle

Ilaria Valle

Nata a Sassari nel 2001, nel 2020 decido di addentrarmi nel mondo diplomatico, laureandomi tre anni dopo in Scienze Internazionali e Diplomatiche all'Universitร  di Bologna. Attualmente frequento il secondo anno del corso magistrale in Relazioni Internazionali all'Universitร  Sapienza di Roma. Sono una grande appassionata di geopolitica e di diplomazia: la prima รจ una chiave di lettura del mondo che scava ben oltre la superficie; la seconda rende la parola uno strumento estremamente potente di conciliazione. Attraverso la scrittura, cerco di nobilitare due discipline che ancora oggi sono vittime di pregiudizi.

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