Abbonati

a

Scopri L’America dopo l’egemonia

L’ultimo numero della rivista di Aliseo, dedicato al futuro degli Stati Uniti. 14 analisi per capire l’America, dalla geopolitica alla crisi interna

Chip, energia e materie prime: le nuove armi degli Stati

Chip, energia e materie prime: le nuove armi degli Stati

Tra chip, terre rare e partecipazioni statali, la competizione tra potenze trasforma i mercati in campi di battaglia e lโ€™economia in leva strategica

Al tempo del disordine globale, gli strumenti di sicurezza e gli arsenali delle grandi potenze si sono diversificati, sono vari e in costante divenire.

Se la cronaca quotidiana ci bombarda con immagini di missili balistici e sciami di droni in Medio Oriente, esistono armi potenti che non provocano esplosioni nรฉ vittime immediate.

Sono i semiconduttori allโ€™avanguardia, i flussi di beni energetici, le materie prime e i prodotti chimici. Nonostante si parli da molto tempo di โ€œdecouplingโ€ e โ€œfriendshoringโ€, persistono vulnerabilitร  strutturali che rendono le economie moderne ostaggi di dinamiche geopolitiche che sfruttano i mercati.

Lโ€™adagio classico โ€œdove passano le merci non passano gli esercitiโ€ โ€“ evocato da pensatori come Frรฉdรฉric Bastiat per descrivere lโ€™interdipendenza pacifica del commercio โ€“ รจ capovolto, perchรฉ oggi le merci sono gli eserciti, strumenti di coercizione economica che vincolano gli avversari senza sparare un colpo.

Un caso paradigmatico รจ lโ€™autorizzazione concessa dallโ€™amministrazione Trump a Nvidia per esportare in Cina il semiconduttore H200, dopo lโ€™embargo dei chip. La decisione risponde a una strategia di “dipendenza controllata”.

Fornendo alla Cina hardware di alto livello, ma non di punta, Washington mira a rallentare l’urgenza di una piena autonomia tecnologica cinese, mantenendo Pechino vincolata all’architettura americana. Inoltre, il governo federale agisce come un socio di minoranza di Nvidia, incassando il 25% del valore delle vendite.

Analogamente, pochi mesi prima, gli Stati Uniti avevano imposto a Intel la riconversione dei sussidi federali del Chips Act โ€“ varato dallโ€™amministrazione Biden per rilanciare la produzione domestica di semiconduttori โ€“ in una partecipazione azionaria del 10%, conferendo allo Stato un ruolo di azionista influente.

Questi episodi non sono isolati, ma emblema dellโ€™intreccio tra geopolitica ed economia, in una fase storica in cui lโ€™intervento pubblico ridefinisce le regole del gioco nella crisi della globalizzazione.

Stato minimo, non troppo

Dalla prima presidenza trumpiana, il ruolo dello Stato ha abbandonato la funzione, affermatasi dopo la Seconda guerra mondiale, di redistributore di ricchezza e correttore di fallimenti di mercato, evolvendo la propria linea dโ€™azione verso un modello di politica economica posto al servizio della competizione tra attori statali, dove il mercato diventa estensione della sovranitร  e della proiezione dello Stato.

Il mutamento del paradigma neoliberale ha impatti tangibili su settori interi, mentre i governi stanno riconquistando il controllo sulle dinamiche di mercato attraverso misure regolatorie indirette e dirette.

Le prime influiscono su settori esposti come i semiconduttori e le terre rare, imponendo vincoli alla libertร  dโ€™impresa per ragioni di sicurezza nazionale.

Si va dalle restrizioni domestiche sulla vendita di tecnologie sensibili (come i divieti americani su Huawei) alla confisca di asset stranieri, come nel caso della olandese Nexperia, dove lโ€™Aia ha espropriato lโ€™azionista cinese Wingtech per affermare il controllo su un produttore chiave di chip.

Non meno disruptive sono le distorsioni delle catene del valore globali, come ha fatto Pechino limitando le esportazioni di terre rare da imprese statali e private, mentre organismi come il Committee on foreign investment in the United States (Cfius) o i meccanismi europei di screening degli investimenti bloccano acquisizioni ostili.

Ancora si veda il caso di Asml, leader nei litografi per semiconduttori, le cui esportazioni verso la Cina sono state tarpate da pressioni congiunte provenienti dallโ€™Aia e da Washington.

Quando invece parliamo di misure dirette, รจ lo Stato ad agire in prima persona, attraverso strumenti come clausole di veto (golden share), partecipazioni azionarie in imprese strategiche, fondi sovrani o partnership forzate.

Lโ€™Italia ne offre un esempio con Pirelli, leader nella produzione e design di pneumatici, sotto scrutinio della Commissione Golden Power per ridurre lโ€™influenza della cinese Sinochem (34% del capitale).

Dal 17 marzo, le nuove norme americane sui veicoli connessi (quelli dotati di sensoristica e connessione internet) โ€“ che limitano lโ€™accesso a societร  con azionisti cinesi significativi โ€“ hanno spinto i produttori a escludere componentistica โ€œcontaminataโ€ da capitali cinesi.

Le restrizioni nellโ€™accesso al mercato americano hanno alimentato lo scontro per il controllo della societร  tra Camfin, holding di Marco Tronchetti Provera, e il socio cinese.

Casi analoghi si moltiplicano e vedono coinvolti i fondi sovrani cinesi come la China Investment Corporation (Cic) o gli equivalenti occidentali (come il controverso Us Innovation Fund) che puntano a costruire holding pubbliche per settori critici, mentre partnership pubblico-private cercano di accelerare i posizionamenti nazionali in Ia e quantum computing.

Stanno proliferando il protezionismo high-tech e le nazionalizzazioni soft, evidenze dellโ€™erosione dellโ€™ordine liberale post-1989, mentre stiamo entrando in un mondo di โ€œcapitalismo di Stato competitivoโ€, dove lโ€™impresa privata รจ subordinata alla ragion di Stato.

In conclusione, la geoeconomia รจ oggi la direttrice dellโ€™economia tout court. Le potenze che sapranno orchestrare questi strumenti โ€“ bilanciando innovazione e sovranitร  โ€“ detteranno lโ€™agenda del secolo.

Immagine in evidenza: https://unsplash.com/it/foto/primo-piano-di-un-chip-del-processore-del-computer-sul-circuito-stampato-cMoE2tU_BbM

La newsletter di Aliseo

Ogni domenica sulla tua mail, un'analisi di geopolitica e le principali notizie sulla politica estera italiana: iscriviti e ricevi in regalo un eBook di Aliseo

Alessandro Gorgoni

Alessandro Gorgoni

Sono un giurista con una forte competenza in economia e finanza, che mi consente di fare analisi con una visione ampia e articolata. Lavoro negli affari istituzionali e faccio ricerca sulle politiche pubbliche e nell'analisi dell'impatto della regolamentazione.

Dello stesso autore

In evidenza

Aliseo sui social