Lo scontro tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu dello scorso 1° giugno ha messo in evidenza la distanza che intercorre tra gli interessi strategici israeliani e quelli americani nel contesto della guerra contro l’Iran. Un distacco notato da Teheran, che gioca ad alimentarlo come mezzo per conseguire i propri obiettivi geopolitici.
A rivelare la frattura è stato uno scoop di Axios: durante una telefonata, il presidente americano si sarebbe scagliato con toni durissimi contro il premier israeliano, definendolo un "fottuto pazzo" e accusandolo di ingratitudine.
Questa versione è stata inizialmente smentita dai funzionari israeliani, che attraverso la tv Channel 12 hanno confermato i toni "tesi" della telefonata ma negato gli attacchi personali. Trump stesso, tuttavia, ha poi confermato di aver usato quelle parole, aggiungendo di essere stato "infastidito dal continuo combattere con il Libano" di Netanyahu.
