I dialoghi sono iniziati, ma la guerra continua a martoriare lโUcraina. Il 18 agosto, nello Studio Ovale, Donald Trump, in concilio con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e i leader europei, ha portato in dono una cartina dellโUcraina mostrando con le dovute percentuali quali aree sono occupate dai russi e quali controllate dallโesercito di Kyiv.
Il conteggio รจ piรน o meno lo stesso da tre anni. La Russia occupa il 19% del suolo ucraino, suddiviso in questo modo: il 99% dellโoblast di Luhansk, il 76% della regione con capitale Donetsk, il 73% dellโoblast di Zaporizhzhia e il 73% di quello di Kherson, oltre allโintera penisola di Crimea.
Il processo di sostituzione etnica e di russificazione delle regioni sta avvenendo con molta rapiditร . Il Cremlino ha affidato il progetto dโintegrazione allโex primo ministro Sergej Kirienko, capace di organizzare senza intoppi i referendum del 2022. Kirienko sta applicando nelle nuove zone occupate un iter procedurale molto simile a quello avvenuto in Crimea nel 2014: nomina di governatori affini, finanziamenti economici, agevolazioni fiscali e una forte propaganda anti-ucraina.
Nonostante gli sforzi, le zone occupate sono ancora fiaccate da unโeconomia in stallo. Ad oggi, lโunica soluzione รจ sopravvivere grazie ai sussidi moscoviti. Uno scenario molto simile a quello che si puรฒ constatare nelle โprovinceโ della Federazione: Transnistria, Abkhazia, Ossezia del Sud. Le autoproclamate repubbliche non sono zone facenti parte la Federazione, ma dipendono quasi completamente da Mosca. Stessa sorte si prospetta per le regioni ucraine inglobate con la forza da Mosca.
Come sta andando la russificazione
Lโassimilazione forzata nei territori ucraini occupati avviene attraverso il meccanismo della โpassaportizzazioneโ, cioรจ lโobbligo per i residenti di disporre di documenti russi per ottenere servizi di base come istruzione, cure mediche o sostegno pensionistico. A pagarne le conseguenze gli ucraini che quei territori li abitavano da decenni, considerati dal 2024 ยซminaccia allโordine costituzionaleยป in caso di non possesso di documenti russi.
Secondo le stime del think tank tedesco Swp, la popolazione nei territori occupati รจ di circa 3,4 milioni di persone, rispetto ai 6,4 milioni prima del febbraio 2022. Un esodo che ha coinvolto milioni di profughi, trasferitisi nellโUcraina occidentale o nel resto dellโEuropa.
Fonti russe sostengono che oltre 3 milioni di passaporti sono giร stati consegnati, legittimando ancor di piรน il controllo futuro sui territori. Per agevolare una migrazione dalle regioni interne a quelle piรน esterne, il Cremlino ha, inoltre, utilizzato la tecnica del patronato, giร vista in Crimea dopo il 2014. I nuovi territori si sono cosรฌ legati ad altre regioni russe attraverso accordi commerciali, che includono costruzione di difese, fondi per lavori di restauro, attrezzature e manodopera qualificata.
Altro punto centrale รจ la propaganda anti-ucraina, veicolata soprattutto attraverso lโistruzione. I programmi scolastici sono stati adattati a quelli del resto della Russia, con materie quale โstoria patriotticaโ. Lโinsegnamento della lingua ucraina, invece, รจ stato fortemente ridotto, con lo scopo di sradicare lโidentitร nazionale da questi territori. Sul piano economico, fin dai primi giorni dellโannessione sono stati stanziati importanti incentivi per la ricostruzione.
Nel biennio 2023-2025, il Cremlino ha speso 1 trilione di rubli (10,76 miliardi di euro) per ammodernare i territori. Tra il 2025 e il 2027 รจ prevista una spesa intorno ai 940 miliardi di rubli (9,68 miliardi di euro), cifre importanti ma insufficienti rispetto alla distruzione subita. Per attrarre investimenti privati, i territori occupati sono stati trasformati in Zone Economiche Franche (Zes), con aliquota zero sugli utili ed esenzioni fiscali per tre anni. Inoltre, lโacquisto di case รจ aiutato attraverso mutui a un tasso ridotto (2%) meno della metร rispetto al resto del Paese.
Nonostante ciรฒ, i problemi restano strutturali, soprattutto nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia, dove la grande tradizione agricola รจ stata devastata dal conflitto. Nellโoblast di Donetsk procede intanto la propagandistica ricostruzione di Mariupol, cittร rasa al suolo durante lโassedio del 2022, quando perse circa il 90% degli edifici residenziali. La messa a nuovo della cittร รจ stata un target importante per lโamministrazione di Putin: lo stesso presidente ha visitato Mariupol nel luglio 2022 e nel novembre 2024.
Gli esiti sono perรฒ parziali: al di lร dei video propagandistici, gran parte del centro abitato รจ ancora segnata da case abbandonate e muri crivellati di colpi. Nonostante ciรฒ, in Russia si celebra giร la rinascita della cittร , mostrando come successo la costruzione di nuovi complessi residenziali e un centro storico ammodernato. I residenti, perรฒ, raccontano unโaltra realtร : ยซQuello che la Russia mostra in tv sono favole. La maggior parte di Mariupol รจ ancora in rovinaยป ha dichiarato un abitante alla Bbc.
Il progetto Crimea e gli altri territori nellโorbita di Mosca
Uno scenario simile lo vivono da tempo anche altre zone che orbitano intorno alla Federazione russa: la Crimea, la Transnistria e le regioni caucasiche dellโOssezia del Sud e dellโAbkhazia. Tutte caratterizzate da una forte dipendenza da Mosca.
Un esempio รจ la repubblica autoproclamata di Transnistria, entitร separatista moldava autonoma da Chisinau dal 1990. La regione ex sovietica, oltre il fiume Nistro, finanziava circa il 55% delle proprie spese correnti grazie alla vendita del gas. Grandi quantitร di idrocarburi venivano fornite gratuitamente da Mosca per consolidare il suo controllo, tramite il gasdotto Bratstvo (Fratellanza) che passava per lโUcraina.
Da febbraio 2025 Kyiv ha deciso di interrompere questo passaggio, tagliando ogni rifornimento energetico a Tiraspol. La Transnistria si รจ trovata cosรฌ in una crisi profonda, con una produzione industriale dimezzata e un Pil al -12% entro il 2026.
Dipendenza analoga caratterizza lโOssezia del Sud: dopo lโindipendenza ottenuta nel 2006 anche grazie a Mosca, la capitale Tskhinvali ha legato il suo destino al Cremlino, che finanzia oltre lโ80% del bilancio statale.
In Abkhazia, invece, la situazione รจ piรน attenuata: nel 2025 la Russia ha finanziato le casse pubbliche con 53 milioni di euro (circa un terzo del bilancio). Nel novembre 2024 la popolazione ha chiesto e ottenuto le dimissioni del presidente Aslan Bzhania, contrario a una legge sugli investimenti russi.
Nonostante una certa consapevolezza popolare incline ad una maggiore autonomia, la Russia รจ vista come unico partner possibile. Entitร da ingraziarsi a ogni costo. Sotto questa luce si puรฒ interpretare la vittoria del candidato filorusso Badra Gunba, alle elezioni di marzo.
Diverso รจ il caso della Crimea, il fiore allโocchiello dellโintegrazione extra-territoriale, dal 2014 entrata a tutti gli effetti nella Federazione russa. Nella narrazione del Cremlino, โricongiuntasi gloriosamenteโ alla madrepatria.
La penisola, luogo di villeggiatura degli zar e prestigioso avamposto nel Mar Nero, รจ considerata lโEldorado russo al di lร delle steppe siberiane. A capo della regione dal 2014 cโรจ Sergej Aksรซnov, esponente locale di Russia Unita, partito di Putin.
Le autoritร russe hanno accorpato le universitร ucraine in istituti russi. Lโofferta culturale ucraina รจ stata sostituita con quella russa, attraverso tournรฉe del Teatro dโArte di Mosca e iniziative di integrazione promosse da Rosatom. L’obiettivo, un’assimilazione forzata degli ucraini di Crimea. Undici anni dopo, la Crimea resta perรฒ dipendente da Mosca per il 60% del suo fabbisogno, dimostrando come i territori annessi tendano a diventare protettorati con scarsa autonomia.
Il destino delle regioni occupate
Quel che si prospetta per le regioni ucraine occupate รจ un destino simile a quello dellโOssezia del Sud o della Crimea: strettissima interdipendenza economica con Mosca e mancato riconoscimento internazionale. Questo scenario rende impossibile per quei liberi commercianti locali diversificare i partner commerciali, rafforzando il cordone ombelicale con Mosca.
A ciรฒ si aggiunge un possibile forte attrito interno, soprattutto nelle aree di Zaporizhzhia e Kherson, dove permangono molti cittadini ucraini. Anche in caso di cessione de facto dei territori, non si possono escludere azioni di guerriglia partigiana capaci di ostacolare i piani del Cremlino.
Dal 2022 รจ attivo, infatti, il movimento partigiano Atesh, composto da civili ucraini impegnati in azioni di sabotaggio e controinformazione, a volte in coordinamento con lโesercito di Kyiv. Nel 2024, ad esempio, un partigiano infiltratosi nelle forze russe ha fornito preziose informazioni sulle postazioni di Mosca.
In caso di futuro cessate il fuoco, il ruolo di questi soggetti potrebbe diventare ancora piรน centrale. Sarร probabile che organizzazioni come Atesh possano diventare il braccio operativo dei servizi segreti di Kyiv (Sbu). I servizi di certo, che ci sia un cessate il fuoco o la guerra sia ancora in corso, continueranno a colpire la Federazione russa. Per uno scenario di conflitto latente che andrร avanti per moltissimo tempo.
Immagine di copertina: https://www.flickr.com/photos/karpidis/8630430944/

