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Tel Aviv chiama Rabat: come nasce la cooperazione tra Israele e Marocco

Tel Aviv chiama Rabat: come nasce la cooperazione tra Israele e Marocco

Dalle armi allo sviluppo, passando per gli antichi legami culturali, come gli Accordi di Abramo hanno fatto rinascere la strana coppia Israele-Marocco
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Lo scorso 5 settembre la Borsa di Tel Aviv ha ospitato una conferenza marocchino-israeliana, organizzata dallo studio legale Firon-UGC e rivolta ad imprenditori e broker intenzionati ad investire in Marocco. A prendervi parte sono stati i rappresentanti della Bank of Africa e di Casablanca Finance City, insieme allโ€™Associazione dei produttori di Israele e alla Federazione delle camere di commercio israeliane, per confrontarsi su tematiche quali le energie rinnovabili, lโ€™agricoltura, la tecnologia, lo sviluppo sostenibile, lโ€™assistenza sanitaria e i progetti infrastrutturali.

Si apre cosรฌ una nuova tappa nelle relazioni tra Marocco e Israele, dopo che gli accordi di Abramo del 2020 hanno normalizzato i rapporti tra i due paesi, che negli ultimi due anni hanno cooperato in settori importanti come la sicurezza, la tecnologia, lโ€™innovazione e il commercio.

Questโ€™ultimo, in particolare, ha avuto un ruolo centrale nellโ€™agenda dei due paesi. Israele, stando alle dichiarazioni rilasciate lo scorso febbraio dalla Ministra dellโ€™Economia Orna Barbivai, punta ad aumentare i volumi del commercio col Marocco di 500 milioni di dollari.  Si tratta infatti del โ€œpunto deboleโ€ nelle relazioni diplomatiche tra i due paesi. I dati diffusi dallโ€™ Abraham Accords Peace Institute dicono che dal giugno 2021 alla prima metร  del 2022 gli scambi erano passati da 29,3 a 63,9 milioni di dollari, nel giugno dello stesso anno si รจ riscontrato un calo vertiginoso fino a 12 milioni di dollari.

Cooperazione economica

Le relazioni economiche tra Israele e Marocco si sono intensificate a partire dallo scorso marzo, quando il Ministro marocchino dellโ€™Industria e del Commercio Ryad Mezzour ha incontrato a Rabat due vertici della societร  ebraica Israel Aerospace Industries (IAI), il Presidente del Consiglio dโ€™Amministrazione Amir Peretz, ex Ministro della Difesa e poi dellโ€™Economia, e il Direttore Generale Boaz Levy.

Risultato dellโ€™incontro รจ stato un nuovo memorandum di cooperazione per promuovere e innovare il settore dellโ€™aviazione. I progetti in campo riguardano la produzione dโ€™interni di cabine e parti di motori aeronautici, aerostrutture per la produzione di nuovi velivoli, la costruzione di un centro di ricerca e sviluppo, un centro di studio per le problematiche ingegneristiche e la creazione di una rete di fornitori locali.

Importanti sono anche altri due memoranda.

Il primo firmato a maggio dalla Ministra israeliana per la Scienza e la Tecnologia Orit Farkash-Hacohen e il Ministro marocchino per lโ€™Istruzione Superiore, la Ricerca e lโ€™Innovazione Abdellatif Miraoui. Un accordo di cooperazione che mira a creare un gruppo di lavoro congiunto capace di elaborare progetti di ricerca sulla tecnologia del deserto, le tecnologie di trasformazione alimentare, le biotecnologie, le energie rinnovabili, le tecnologie mediche e farmaceutiche, la pianificazione delle โ€œcittร  intelligentiโ€, le tecnologie dellโ€™informazione e della comunicazione (ICT), il settore automobilistico, la desalinizzazione dellโ€™acqua e lโ€™intelligenza artificiale.

Il secondo รจ stato firmato a luglio, a Ginevra, in occasione dellโ€™ultimo incontro dellโ€™Organizzazione Mondiale della Proprietร  Intellettuale (WIPO). Qui il direttore esecutivo dellโ€™Ufficio brevetti israeliano Ofir Alon e il direttore generale dellโ€™Ufficio marocchino per la proprietร  industriale e commerciale Abdelaziz Baqiqi, alla presenza degli ambasciatori alle Nazioni Unite dei rispettivi paesi, hanno siglato un importante accordo dโ€™intesa sulla proprietร  intellettuale e la reciproca protezione dei dati sulla proprietร  industriale.

Occorre segnalare un altro importante accordo riguardante lo sviluppo e il finanziamento di progetti sullโ€™energia rinnovabile siglato tra le societร  energetiche israeliane Enlight Renewable Energy e NewMed Energy  insieme ad alcuni paesi dello scacchiere mediorientale, tra cui i firmatari degli Accordi di Abramo: Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Oman, Arabia Saudita, Egitto, Giordania e  appunto lo stesso Marocco.

Cooperazione diplomatica

Un settore particolarmente fortunato, dato che lo scorso 2 agosto รจ stato annunciato lโ€™accordo per la costruzione dellโ€™ambasciata israeliana a Rabat. Gli sforzi congiunti tra i due paesi si sono concentrati su due campi in particolare.

Per quanto riguarda la ricerca, lโ€™innovazione e lโ€™istruzione sono tre gli episodi fondamentali:

Il primo riguarda la firma di unโ€™importante accordo, lo scorso marzo, tra la marocchina Universitรฉ Euro Mรฉditerranรฉenne de Fรจs (UEMF), eccellenza nel campo dellโ€™innovazione che ha reso il Marocco un leader regionale nel settore dellโ€™intelligenza artificiale e il Sami Shamoon College of Engineering (SCE) riguardante la ricerca accademica al fine di elaborare proposte da presentare allโ€™Unione europea, prevedendo scambi interculturali tra studenti e docenti.

Lo scorso maggio si รจ concluso il programma Leaders of Tomorrow che, a partire dal dicembre 2021, ha coinvolto 40 ragazzi di entrambi i paesi, programmatori e professionisti nel settore ICT, che hanno collaborato a progetti inerenti lo sviluppo tecnologico e lโ€™innovazione.

Infine, lo scorso 27 luglio, cโ€™รจ stata la visita in Marocco del Ministro israeliano per la Cooperazione regionale Issawi Freji, primo esponente di un governo israeliano di origine palestinese e di religione mussulmana. Freji ha presenziato ad un forum regionale, tenutosi a Casablanca, avente lโ€™obiettivo di rafforzare il ruolo delle donne nei media. Ha inoltre incontrato il ministro Abdellatif Miraoui  per parlare di un possibile piano di borse di studio per finanziare scambi interculturali ed iniziative comuni riguardanti lo sport, la comunicazione e la cultura.

Sul fronte della giustizia e della sicurezza, occorre considerare due importanti intese.

Verso la fine di luglio i due Ministri della Giustizia, il marocchino Abdellatif Ouahbi e lโ€™israeliano Gideon Saโ€™ar, hanno firmato il primo memorandum sulla cooperazione legale. Questo prevede lo scambio di competenze tra i due paesi a cui dovrebbe seguire la digitalizzazione dei rispettivi sistemi giudiziari per snellire i processi e collaborare nella lotta alla criminalitร  organizzata, al terrorismo e alla tratta degli esseri umani.

Ai primi dโ€™agosto, Kobi Shabtai รจ stato il primo capo della polizia israeliana a recarsi in visita in Marocco. Il commissario, accompagnato dal capo dellโ€™intelligence e dal capo dellโ€™Unitร  per gli affari esteri della polizia israeliana, ha incontrato  a Rabat il capo dellโ€™intelligence marocchina Abdellatif Hammouchi, alti funzionari di polizia e funzionari della sicurezza nazionale con lโ€™obiettivo di discutere circa il rafforzamento della cooperazione investigativa e di intelligence e rafforzare le relazioni tra le due polizie, in particolare per quanto riguarda la condivisione di informazioni e tecnologie e lโ€™estradizione di criminali israeliani rifugiatisi in Marocco.

Cooperazione militare

Il settore militare ha coinvolto Israele e Marocco giร  prima degli Accordi di Abramo. Nel 2014, quando ufficialmente i due paesi avevano rapporti di โ€œbasso livelloโ€, secondo alcuni report britannici pubblicati dal quotidiano israeliano Haaretz, il Regno alawide avrebbe acquistato da Israele tre droni Heron, aerei, carri armati e altri sistemi di difesa per 50 milioni di dollari, per rafforzare il proprio comparto militare e combattere il Fronte Polisario, movimento armato per lโ€™indipendenza del Sahara Occidentale sostenuto dalla vicina Algeria.

Nel novembre 2021 il Ministro della difesa israeliano Benny Gantz ha firmato, a Rabat, con lโ€™omologo marocchino Abdellatif Loudiyi, un memorandum che ha dato il via libera a scambi nellโ€™ambito degli armamenti e della cyber security. Pochi giorni prima il Marocco aveva ricevuto da Israele quattro droni kamikaze Hermes 900 e firmato un memorandum per la produzione congiunta di sistemi missilistici a corto e medio raggio, veicoli corazzati e carri armati, oltre ad iniziare le trattative per lโ€™acquisto del sistema missilistico Iron Dome e lโ€™apertura di una base militare vicino alla cittร  autonoma di Melilla.

Nel 2022 Israele, rappresentato dal capo della divisione Medio Oriente e Nord Africa dellโ€™Ufficio politico e politico-militare del Ministero della Difesa e due ufficiali dellโ€™IDF, ha partecipato per la prima volta allโ€™African Lion, la piรน importante esercitazione militare su continente africano svoltasiย nelle cittร  marocchine di Agadir, Kenitra, Tan Tan e Taoudant e Mahbes oltre ad alcune tappe in Tunisia, Senegal e Ghana. A luglio si sono fatti ulteriori passi avanti: nellโ€™arco di quattro giorni, da lunedรฌ 18 a mercoledรฌ 20, si รจ tenuta la prima visita ufficiale del capo di stato maggiore dellโ€™IDF Aviv Kohavi.

La Palestina della discordia

Questo percorso non รจ esente da complicazioni. Israele non ha ancora totalmente sciolto le riserve nei confronti del partner nordafricano dato lโ€™approccio realista con cui questโ€™ultimo guarda alle tensioni con lโ€™Autoritร  palestinese. Lโ€™apertura delle relazioni diplomatiche con lo stato ebraico si accompagna alla manifesta solidarietร  con la popolazione palestinese.

Proprio a luglio, Rabat approfittando della distensione con Israele รจ riuscito, con il supporto degli Stati Uniti, a convincere le autoritร  israeliane ad aprire il ponte di Allenby 24 ore su 24. Questo รจ un passaggio attraverso il fiume Giordano, sotto controllo di Israele, che collega la Cisgiordania alla Giordania. Attraverso questo canale i Palestinesi, impossibilitati ad utilizzare gli aeroporti israeliani, possono accedere allโ€™aeroporto internazionale di Amman.

Tuttavia รจ innegabile che Rabat, negli ultimi tempi, abbia edulcorato la sua posizione per andare incontro al partner. Sembra dimostrarlo il lessico utilizzato dal Ministero degli esteri, alla luce degli ultimi scontri lungo la striscia di Gaza in cui sono morti 44 cittadini palestinesi, tra cui 15 bambini. Negli anni scorsi venivano condannate soltanto le violenze dellโ€™esercito israeliano, usando termini come โ€œaggressioneโ€, โ€œoffensiva flagranteโ€, โ€œcondannaโ€ o โ€œbarbarieโ€, in questo caso ci si รจ limitati a far riferimento ad โ€œatti di violenzaโ€ e โ€œcombattimentiโ€.

Si รจ parlato di โ€œevitare ulteriormente lโ€™escalation e di ripristinare la calma in modo che la situazione non degeneri, risparmiando, cosรฌ alla regione ulteriori tensioni che mettono a rischio la possibilitร  di pace [โ€ฆ] la soluzione duratura del conflitto tra le due parti, palestinese e israeliana, risiede nella creazione di uno Stato palestinese indipendente che viva fianco a fianco con lo Stato dโ€™Israele, in sicurezza e paceโ€.

Posizioni che hanno generato malumori tra lโ€™opposizione. Gli islamisti del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo (PJD), al governo quando sono stati firmati gli Accordi di Abramo, hanno definito regressiva la comunicazione del Ministero degli Esteri, soprattutto riguardo allโ€™assenza di riferimenti allโ€™ โ€œassaltoโ€ dei coloni ebrei alla Piana delle Moschee di Al-Aqsa e accusando il governo di โ€œequiparare lโ€™aggressore israeliano alla vittima palestineseโ€.  A ciรฒ hanno fatto seguito le proteste dei cittadini, radunatisi in piazza Sraghna a Casablanca con tanto di kefiah, bandiere palestinesi e cantando โ€œoh governo traditoreโ€, condannando il linguaggio neutrale del governo e chiedendo di annullare lโ€™accordo di normalizzazione con Israele.

Un legame culturale antico

Tuttavia il legame culturale che unisce i due paesi รจ indiscutibile. Attualmente i cittadini israeliani di origine marocchina sono circa un milione, quasi un ottavo della popolazione totale. Tra costoro possiamo ricordare il giร  citato Amir Peretz ma anche quattro ministri attualmente in carica: Meir Cohen, Ministro del Lavoro, degli Affari sociali e dei Servizi sociali; Yfat Sasha-Biton, Ministra dellโ€™Istruzione; la Ministra dellโ€™Uguaglianza sociale Meirav Cohen e la Ministra delle Infrastrutture nazionali dellโ€™Energia Karine Elharrar.

In Marocco i cittadini di fede ebraica sono circa 8.000, si tratta dellโ€™unico paese arabo-mussulmano ad includere nel proprio ordinamento giuridico i tribunali rabbinici.  Qui si trovano due tra i piรน importanti musei riguardanti lโ€™ebraismo: il museo di Casablanca e il Beit Yehuda di Tangeri, inaugurato lo scorso agosto alla presenza di re Mohamed VI e del Segretario generale del Consiglio delle Comunitร  ebraiche marocchine Serge Bardugo.

La cooperazione tra i due paesi, non รจ solo figlia di un accordo siglato nel 2020 con la โ€œbenedizioneโ€ di Stati Uniti e Arabia Saudita, di cui il Marocco รจ solo il quarto firmatario. Essa ha le proprie radici in un legame storico che ha resistito al divide et impera dei colonizzatori franco-spagnoli, che cercarono di assimilare i marocchini ebrei privilegiandoli nellโ€™accesso allโ€™istruzione e alla professione nella pubblica amministrazione, discriminando i cittadini di fede mussulmana, ma anche allโ€™odio antigiudaico del regime collaborazionista di Vichy, sotto la cui influenza ricadeva il protettorato francese di Rabat.

Un legame a cui si puรฒ dare il volto e il nome di re Muhamad V, nonno dellโ€™attuale monarca e allora Sultano, oppostosi ad ogni discriminazione e persecuzione che i rappresentanti del governo del maresciallo Pรฉtain gli avevano ordinato poichรฉ “in Marocco non ci sono ebrei e mussulmani: ci sono solo marocchini”. Un volto e un nome cui i cittadini israeliani rendono tuttโ€™oggi omaggio a Gerusalemme, allโ€™interno del museo Yad Vashem, nel Giardino dove si ricordano i Giusti tra le Nazioni.

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Graziano Davoli

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