La guerra tra Stati Uniti e Iran è in una fase confusa. Le continue alternanze tra escalation e de-escalation, unite alle reciproche minacce, alimentano la volatilità dei mercati energetici: il Brent è tornato a sfiorare i 100 dollari al barile, per poi ripiegare.
Ad aggravare la situazione contribuiscono gli Houthi dello Yemen, milizia sciita legata all'Iran, responsabili dei recenti raid nel Mar Rosso.
Per il mercato dei prodotti energetici, si tratta di un problema di non poco conto, poiché la possibilità di deviare tra i 4 e i 5 milioni di barili dallo Stretto di Hormuz al Mar Rosso, sfruttando l'oleodotto saudita East-West, aveva mitigato l’eccezionale crisi di offerta che il mondo sta vivendo.
Gli attacchi della milizia yemenita a danno delle infrastrutture e delle petroliere saudite mettono però a serio rischio questa “fonte di ossigeno” per il mercato.
