Il recente incontro tra il Presidente americano Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping ha illuso diversi osservatori sulla possibilità che un reset dei rapporti sino-americani fosse possibile.
L’assenza di qualunque annuncio particolare ha invece dimostrato che la distanza tra le due potenze resta, plasticamente rappresentata dai comunicati separati e molto differenti su quanto affrontato in sede di colloqui.
Un incontro tra i vertici, del resto, poteva forse raggiungere un’intesa su alcuni aspetti contingenti dei rapporti sino-americani, come per esempio il mantenimento di una relativa tregua commerciale tra le due economie più grandi del mondo.
Tuttavia, non poteva modificare trend di lungo respiro ormai avviati e in pieno sviluppo e che vanno nella direzione di una competizione geopolitica rafforzata.
In particolare, un tema sorprendentemente assente nelle dichiarazioni ufficiali – fortemente concentrate su tematiche commerciali o relative alla crisi di Hormuz – è stato il rapido e strutturato riarmo che la Repubblica Popolare Cinese ha intrapreso negli ultimi anni.
Tema su cui, comprensibilmente, Washington solleva da tempo forti preoccupazioni.
