Nell’ultimo mese, la campagna di attacchi a lungo raggio dell’Ucraina contro obiettivi russi ha mostrato un salto qualitativo sia in termini di frequenza che di selezione dei target.
Le operazioni si sono concentrate in particolare su infrastrutture energetiche e portuali strategiche dal Baltico fino agli Urali.
L’Institute for the Study of War ha rilevato prove geolocalizzate di almeno 18 attacchi ucraini contro infrastrutture petrolifere russe e almeno 41 contro obiettivi militari in 19 regioni federali russe nel corso di aprile. Le operazioni mirano a indebolire la logistica militare di Mosca e a interrompere le entrate petrolifere che finanziano il conflitto.
Il 3 maggio, il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato attacchi contro una corvetta classe Karakurt, un pattugliatore e una petroliera della cosiddetta “flotta ombra” nel terminal di Primorsk e altre navi a Novorossiysk.
Secondo il leader ucraino, dall’inizio dell’anno la campagna avrebbe causato la perdita di almeno sette miliardi di dollari di soli introiti.
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