San Salvador. Regione di cui si parla poco in un mondo brulicante di protagonismi talvolta eccentrici, lโAmerica Centrale vive sulle ceneri non sopite ed ancora calde dei forti conflitti sociali che lโhanno colpita nellโultimo quarto del secolo scorso, ma con radici ben piรน profonde. Semplicemente, lo sguardo del mondo ha preso altre direzioni ed i piccoli Paesi che congiungono il nord con il sud del continente sembrano essersi eclissati dalla storia.
Se le armi di grosso calibro sono ancora fumanti, per quanto silenti, quelle di piccolo calibro hanno continuato a seminare vittime fra leย gangย โ e non solo – che si suddividono i territori di competenza. La pax americana ha determinato lโascesa di una classe politica piรน moderata, ma non meno corrotta; sono venute meno le siderali distanze ideologiche fra laย popolazione, un tempo contrapposta fra comunismo e fascismo di pura razza.ย
L’America centrale tra criminalitร e guerre culturali
Ciรฒ, tuttavia, non ha impedito lโevoluzione della criminalitร organizzata, probabilmente figlia di comandanti e combattenti di vario stampo e origine, in un contesto economico arretrato e povero tanto di soldi che dโidee. Il tutto in una regione fertile (i vulcani non portano solo terremoti e distruzione, ma anche terre coltivabili), assolata, in grado di scegliere fra ben due oceani che quasi arrivano a toccarsi; nonostante ciรฒ, non riesce a decollare per ragioni intrinseche ed estrinseche, queste ultime domiciliate piรน a nord.
Gli ingredienti per visitare lโAmerica Centrale sono di grande interesse. Dopo essere venuti a contatto con la cultura Inca in Peru, รจ stato interessante tracciare il parallelo con unโaltra civiltร precolombiana, quella dei Maya, che proprio in questa regione (insieme allo Yucatan messicano) ebbe la sua massima fioritura nella seconda parte del primo millennio dopo Cristo.
Tale cultura รจ tuttโoggi viva, sebbene alterata in seguito allโincontro con iย colonizzatori spagnoli,ย nei costumi e perfino allโinterno della stessa religione cattolica, dove i riti sono stati parzialmente uniformati alle credenze preesistenti. Una forma di sincretismo non cercato ma inevitabile per dare continuitร e rendere digeribile il nuovo credo impostoย manu militari.ย
In tutta lโAmerica Latina la religione riveste un ruolo dominante nelle menti, oltre nei cuori; pertanto, risulta ben radicata nei diversi strati della popolazione. Il cattolicesimo innestato con la forza nel pantheon delle divinitร Maya ha comunque solidificato la struttura sociale intorno alla classe dominante, che era poi il vero scopo dei conquistadores passati e recenti.
I frequenti terremoti hanno limitato lโimponenza architettonica di cattedrali e chiese, ma ultimamente un po’ in tutta lโAmerica Centrale si registrano rilevanti attivitร โsismicheโ che stanno scuotendo alla base il credo cattolico, tramite conversioni favorite da chiese evangeliche di ogni appartenenza o setta. Si vocifera di significative disponibilitร di fondi americani: anche se non giusto parlare di colonizzazione religiosa, non ci si puรฒ attendere che i pastori vengano a predicare contro gli interessi dei Paese che li manda e li finanzia.
Il “caso” El Salvador
ร presto per dire che si sta assistendo ad unโinversione di rotta, ma alcuni governi sembrano muoversi diversamente rispetto al passato, iniziando proprio da quella che era la pecora nera dellโarea: El Salvador. Qui il presidente imprenditore di origini palestinesi Nayib Bukele ha attuato unโopera di “pulizia” senza quartiere contro la criminalitร , imprigionando con metodi spicci oltre 60.000 persone che in precedenza erano state soltanto schedate e costruendo in fretta prigioni (famosa quella di Tecoluca), spesso manchevoli dei servizi basilari. Tale azione ha urtato alcune associazioni umanitarie residenti nei Paesi delle democrazie evolute, ma il presidente Bukele ha reputato di porre in atto estremi rimedi a mali estremi.
Per tutta risposta ha fornito i dati che hanno visto scendere gli omicidi da 60/70 al giorno a poche unitร ed ha messo in evidenza come sia meglio tutelare le potenziali vittime piuttosto che i killer. Facendosi conferire maggiori poteri in virtรน dello stato dโemergenza in vigore da marzo 2022, ha iniziato una caccia senza quartiere culminata a dicembre quando 10.000 militari circondarono la cittร di Soyapango (300.000 abitanti circa con un tasso di delinquenza alle stelle) ed arrestarono un numero notevole di appartenenti alle gang.
La popolazione ha appoggiato laย svoltaย e lโeconomia si sta riprendendo su tutti i fronti: i turisti avvertono un maggior senso di sicurezza mentre gli imprenditori non sono piรน costretti a deviare gli utili verso le organizzazioni sotto forma di pizzo. Resta da vedere cosa ne penserร il grande quanto ingombrante vicino del Nord e se la nuova politica collimerร con i suoi interessi.ย Colpi di statoย etero pilotati non rappresenterebbero una novitร a queste latitudini. Al momento tutto sembra funzionare bene, tanto che ancheย Guatemalaย eย Hondurasย si stanno muovendo nella direzione, sullโonda del successo salvadoregno.
Manca allโappello soltanto in Nicaragua, dove Daniel Ortega continua la sua politica autoritaria collocandosi fuori dal contesto di rinnovamento Centroamericano. La politica รจ comunque un argomento molto sentito e partecipato, specialmente in Guatemala dove assistiamo ad una pressante di affiliazione da parte dei vari movimenti.
Pubblicitร , striscioni, sponsor e pareti decorate ovunque, in stridente contrasto con le difficoltร economiche in cui vive gran parte della popolazione, denunciano da un lato come la politica cerchi di accaparrarsi le menti piรน semplici, dallโaltro che non si รจ ancora giunti al disincanto regnante inย Occidente.
Non in tutti, ma in diversi Paesi dellโAmerica Centrale le prime tre fonti di reddito sono nellโordine: rimesse degli emigrati, traffico di droga e turismo. Una gestione oculata contro la criminalitร puรฒ eliminare allo stesso tempo la piaga delย traffico di drogaย e la necessitร di emigrare causa mancanza di alternative oneste: prima lโalternativa era tra fare la fame e fuggire o entrare in una delleย marasย (bande organizzate).
Parlando con i salvadoregni si ha conferma dellโelevato indice di gradimento goduto dal loro governo, affermazione rara un po’ in tutto il mondo. Pur se il 96% dei consensi appare esagerato, da altre parti viene fornita una percentuale intorno al 90%. Anche volendo prescindere dai numeri plebiscitari, resta il fatto di come Bukele sia riuscito a fare breccia con le sue politiche di pulizia anticrimine in un Paese dove la delinquenza era assurta a livelli istituzionali.
A San Salvador, lo stesso autista di Uber conferma che rifiutava di portare i clienti in alcune Colonias (quartieri) della capitale, mentre ora circola in tutta la cittร senza timore. Inoltre, puรฒ lavorare liberamente, mentre in passato lui e i suoi colleghi erano costretti a pagare 30/35$ al mese di pizzo, vanificando gran parte del lavoro.
Resta comunque difficile comprendere come un governo ed il suo premier siano stati in grado dโimprimere una svolta tanto forte quanto repentina. Non si trattava di delinquenza di basso livello, sicuramente era radicata nei ranghi alti del potere; il fatto di rendere libero il Paese deve aver trovato appoggi ed interessi nellโรฉlite della societร , che hanno favorito il piano del giovane Presidente.
Il riferimento va a latifondisti, esercito e magistratura, senza parlare delle ingerenze esterne che hanno scandito i tempi per decenni. In un apparato statale fragile lโimprovvisa moralizzazione deve ben nascondere qualche interesse; se e quanto durerร lo sapremo fra qualche anno.
El Salvador dopo la svolta Bukele
El Salvador non ha piรน una valuta nazionale, il Colรฒn รจ ormai definitivamente fuori uso. Lโunica in corso ufficiale รจ il dollaro americano, mentre il bitcoin ha valore legale ma viene usato solo per le transazioni virtuali.
A prima vista San Salvador sembra piรน povera di Guatemala City, con edifici che celano una bellezza coloniale, ma fatiscenti come se apparissero da un immediato dopoguerra. Tuttavia, presenta alcuni monumenti di sicuro interesse come la Catedral Metropolitana nella cui cripta รจ sepolto Monsignor Romero, simbolo della lotta contro il regime dittatoriale degli anni Ottanta e a causa di questa sua attivitร ucciso mentre celebrava la Messa poco distante
Sul lato opposto della piazza Barrios sta sorgendo la nuova sede della Biblioteca Nazionale, dove campeggiano cartelloni propagandistici volti ad esaltare la collaborazione fra El Salvador e laย Cina. La cultura di regola non dovrebbe avere connotazioni politiche o ideologiche; tuttavia, qualche dubbio sulle finalitร meramente filantropiche di tanto mecenatismo puรฒ sembrare lecito, ma soprattutto sono legittimi i timori su eventuali reazioni statunitensi nel vedere il suo estero vicino avvicinarsi pericolosamente alย Dragone.
Lโimpatto del Covid ha avuto effetti letali anche dal punto di vista economico. Anche qui sono state istituite delle classi a distanza (non so quanti fossero dotati di PC), potendo si lavorava da casa ed i tassisti si occupavano dellโhome delivery. Nel centro di San Salvador, non distante da quello principale, รจ stato creato un ospedale Covid in zona fiera, attualmente ancora utilizzato ma per malattie specialistiche, creando cosรฌ un polo che risulta essere il piรน grande distretto sanitario di tutto il Centroamerica, nonchรฉ lโunico specializzato in malattie respiratorie.
Chi lavorava nel settore turistico ha visto sparire da un giorno allโaltro la fonte di reddito ed i sussidi pubblici (quando cโerano) bastavano a malapena per non morire di fame. Probabilmente le rimesse dei tanti emigrati negli Stati Uniti hanno impedito la catastrofe. Forse anche per questa ragione, adesso che tutto รจ ripartito il futuro sembra ancora piรน roseo e cโรจ piรน voglia di fare. Nellโalta stagione i turisti non mancano e, fatta eccezione per lโormai fin troppo blasonata Antigua, si ha lโimpressione che gli operatori vedano turisti e viaggiatori come una risorsa irrinunciabile.
Breve storia delle “gang” di El Salvador
In occasione della visita ad uno stabilimento di trasformazione del caffรจ nella regione occidentale di El Salvador riusciamo a raccogliere alcuni commenti di attualitร : anche qui viene confermato il momento felice che sta vivendo il Paese, in relazione ad un recente passato. Gli imprenditori erano ormai esausti dal dover girare gli utili alle bande che li vessavano, ciรฒ ha fatto sรฌ che la produzione si fosse drasticamente ridotta negli anni: prima la guerra civile e poi il taglieggiamento avevano indotto molti produttori di caffรจ a chiudere le loro aziende. Di conseguenza gli operai senza lavoro dovevano emigrare o entrare a loro volta nelle maras.
La storia delle bande trae origine negli anni della guerra civile, quando molti salvadoregni emigrarono negli Stati Uniti e fra questi vi erano anche dei fuorilegge, i quali diedero vita ad attivitร criminali negli States apprendendo nuove tecniche. Molti di essi vennero incarcerati ed una volta rimpatriati trassero profitto delle esperienze maturate approfittando di agganci e conoscenze acquisiti in terra nordamericana.
Il terreno fertile finito in mano al clan Mara Salvatrucha favorรฌ lโalleanza con la mala messicana, pure essa interessata a spartirsi gli ingenti affari illegali, soprattutto legati al traffico della droga e di esseri umani dal Sudamerica agli Stati Uniti. Quando la situazione rischiรฒ di degenerare, lโintelligence statunitense avvertรฌ il governo salvadoregno sui rischi di destabilizzazione, il quale anzichรฉ intervenire sembra aver sostenuto che la criminalitร rappresentava un male minore poichรฉ dava occupazione. Di certo creava anche un indotto fra le forze di polizia ed impresari delle pompe funebri.
Una regione inquieta
Le frontiere fra Guatemala, El Salvador e Honduras restano aree sensibili e vengono presidiate da ingenti forze, che hanno lo scopo, di contrastare narcotraffico e clandestini destinati in Messico per proseguire negli Stati Uniti. In uno degli innumerevoli posti di blocco incontrati, questa volta in El Salvador poco prima del confine honduregno, incontriamo addirittura un militare americano (del Texas) a supporto delle milizie locali. Questo genere di controlli, oltre ad essere molto frequente, richiede normalmente il dispiegamento di molti soldati, anche una ventina, armati fino ai denti ed in assetto antiguerriglia.
Durante il lungo trasferimento da Copan (Honduras) ad Antigua (Guatemala) parliamo diffusamente con lโautista honduregno. Anchโegli concorda sul fatto che la politica rigorosa condotta dal leader di El Salvador nei confronti della criminalitร vada giudicata positivamente e debba servire quale esempio per i Paesi vicini, che soffrono delle stesse criticitร . Nonostante esistano molte difficoltร , sembra ciรฒ stia avvenendo nel suo Paese e la nuova presidentessa (Xiomara Castro, la prima donna a governare lโHonduras eletta lo scorso anno) cerca dโimprimere una svolta anche in quella che veniva chiamata la Repubblica delle Banane.
Chiedendo unโopinione a molti interlocutori su quello che possa essere il gradimento di Bukele a Washington, lโidea corrente รจ che venga accettato o quantomeno tollerato visto lโalto gradimento di cui gode in patria. Unโopinione interessante ma che lascia qualche perplessitร , di certo lo sviluppo economico dovrebbe limitare flussi migratori e narcotraffico verso gli USA.
La soglia di attenzione verrebbe raggiunta qualora El Salvador dovesse avvicinarsi troppo alla Cina: non va dimenticato che nella regione la coltivazione di banane rappresenta la coltura per eccellenza, per Bukele scivolare su una buccia a marchio cinese sarebbe quantomai sgradevole. Non vi รจ dubbio che gli Stati Unitinon scambieranno mai lโincondizionata fedeltร con un buon governo salvadoregno.
Foto in evidenza: “En El Salvador, presidente Danilo Medina asiste a toma de posesiรณn de Nayib Bukele” by Gobierno Danilo Medinais licensed under CC BY-NC-ND 2.0.

