Una vittoria storica. In Botswana – Paese situato nella parte meridionale del continente africano – il Partito Democratico (Bdp) al potere da 58 anni ha perso le elezioni dello scorso 30 ottobre, per il rinnovo dellโAssemblea Nazionale (il Parlamento dello Stato), lasciando il posto alla coalizione di centrosinistra: Umbrella for Democratic Change (Udc).
Alla guida il neo-presidente Duma Boko, avvocato laureato ad Harvard, a cui la popolazione – soprattutto la fascia degli elettori piรน giovani – ha deciso di rivolgersi, dopo la cattiva amministrazione del precedente governo. ยซAscolterรฒ e presterรฒ attenzioneยป, ha confermato Boko nel suo primo discorso alla Nazione. ยซE cercherรฒ di fare ciรฒ che รจ giusto per le persone e per il Paeseยป.
Si tratta di un evento senza precedenti, che avviene in una delle democrazie piรน stabili dellโAfrica. Con i suoi 2.6 milioni di abitanti – un numero basso considerando che il Paese ha una superficie simile a quella della Francia – il Botswana ha negli anni nominato i suoi rappresentanti tramite elezioni pacifiche e trasparenti, dove il Partito Democratico ha sempre prevalso con la maggioranza dei voti.
Almeno fino a questโanno, quando a causa di una recessione economica e della conseguente crescita di inflazione e disoccupazione (che tocca il 27%, raggiungendo il 38% per quella giovanile), sono arrivate le prime tensioni.
Secondo i sondaggi, lโormai ex Presidente Mokgweetsi Masisi (in carica dal 2018, quando sostituรฌ il suo predecessore Khama) era il favorito, cosรฌ come il Partito Democratico. A rappresentare una potenziale minaccia solo la coalizione dellโUdc, anche se, tra gli esperti, erano in pochi a sperare in un cambiamento simile.
Ancora meno erano le possibilitร degli altri candidati, tra cui Mephato Reatile del Botswana Patriotic Front (il gruppo formato dallo stesso Khama che aveva deciso di abbandonare il Bdp) e il socialdemocratico Dumelang Saleshando del Botswana Congress Party: poi i risultati. Con lโinaspettata vittoria della coalizione di centrosinistra, che si รจ aggiudicata 36 dei seggi presenti in Parlamento, e lโaccettazione della sconfitta da parte di Masisi.
Diamanti ed elefanti: i due problemi chiave
Fin dallโindipendenza dalla Gran Bretagna nel 1966, il Botswana ha basato quasi tutta la sua economia (secondo i dati del World Bank Group si stima circa il 90% delle esportazioni totali) sulla vendita di diamanti.
Non a caso, il Paese ha una delle produzioni piรน importanti del mondo, seconda solo alla Russia. Ma il recente crollo dei prezzi del minerale, dovuto alla ricerca di alternative piรน economiche, ha causato uno stop alle entrate dello Stato e lโinizio di una crisi da cui fatica a uscire.
Su questo tema i candidati principali hanno giocato le rispettive campagne elettorali. Al centro del dibattito anche lโaumento della disuguaglianza sociale (con un allargamento del divario tra ricchi e poveri) e le conseguenze del cambiamento climatico. Negli ultimi anni, il Paese ha dovuto affrontare forti siccitร , con un impatto sia sulla produzione del cibo che sulle riserve di acqua.
Il Global Hunger Index (lo strumento che misura il livello di fame in oltre cento Nazioni nel mondo) indica che oltre il 20% della popolazione vive in uno stato di malnutrizione. E a peggiorare la situazione รจ anche lโelevato numero di animali, in particolare di elefanti. I 130.000 esemplari presenti sul territorio rappresentano da anni un disagio per la popolazione locale, costretta a condividere le proprie risorse.
Nel 2019, dopo la morte di alcuni civili e i danni provocati alle case e ai raccolti, Masisi era stato obbligato a sospendere il divieto di caccia alla specie. Una decisione non apprezzata dai gruppi ambientalisti.
Inoltre, ad aprile lโex presidente aveva minacciato di trasferire oltre 20.000 elefanti alla Germania, dopo la proposta di Berlino di imporre limiti piรน severi sulle importazioni di trofei da caccia, per evitare lโaumento di episodi di bracconaggio.
Il mito delle lotte per l’indipendenza non affascina piรน i giovani?
La decisione inaspettata e il trionfo dellโUdc non sono eventi isolati. Diversi Stati africani hanno dovuto fare i conti con la sconfitta dei partiti di lunga data. Un fenomeno a cui contribuiscono soprattutto i giovani, per cui lโereditร ideologica del gruppo al potere non ricopre piรน un ruolo cosรฌ importante.
Se per generazioni a tenere alto il consenso bastava il ricordo delle battaglie contro le potenze coloniali, della vittoria contro gli oppressori, oggi a preoccupare sono soprattutto la mancanza di accesso allโeducazione e al mondo del lavoro, cosรฌ come lโassenza di prospettive per il futuro.ย
Le conseguenze: un rinnovo dei partiti, che possa aprire le porte a un cambiamento concreto. ร quanto avvenuto lo scorso maggio con le elezioni in Sudafrica, dove lo storico movimento African National Congress ha perso, per la prima volta dalla fine dellโapartheid nel 1994, la maggioranza in Parlamento.
Situazione simile anche in Mozambico: nonostante la conferma del Partito di Liberazione (Frelimo) – con il 70% dei voti complessivi – , la fascia della popolazione piรน giovane non ha riconosciuto i risultati, rivendicando la vittoria del candidato indipendente Venancio Mondlane, supportato dal gruppo Podemos (lโOptimist Party for the Development of Mozambique).
I suoi sostenitori sono scesi in piazza, dando il via a una serie di proteste che hanno causato morti. Al loro fianco anche gli osservatori internazionali che, durante il voto del 9 ottobre, hanno notato irregolaritร e brogli.ย
Si tratta ancora di cambiamenti circoscritti ma che potrebbero aprire la strada a trasformazioni negli altri Stati del continente. Senza dubbio, il Botswana, con la nuova composizione dellโAssemblea Nazionale, giocherร un ruolo chiave nel dimostrare il successo o il fallimento di questo fenomeno.
Foto in evidenza: “Waiting in line to vote in Nyamirambo” by kigaliwire is licensed under CC BY-NC 2.0. “70th Annual General Assembly Debate” by United Nations Photo is licensed under CC BY-NC-ND 2.0. “African Elephants, Botswana” by Dave Govoni is licensed under CC BY-NC-SA 2.0.
