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L’ultimo numero della rivista di Aliseo, dedicato al futuro degli Stati Uniti. 14 analisi per capire l’America, dalla geopolitica alla crisi interna

Europa: storia di un’idea, dalla Grecia al mondo

Europa: storia di un’idea, dalla Grecia al mondo

Europa come idea incapace di darsi confini geografici. Storia di un concetto che dalla Grecia antica arrivรฒ ai quattro angoli del mondo

Non รจ facile rispondere. Si tratta di un interrogativo intorno al quale si sono spese le energie intellettuali di alcune tra le migliori menti della storia occidentale e non solo. Viene naturale chiedersi se sia appropriato ragionare in simili termini per quanto riguarda una questione di tale natura: come se lโ€™Europa non fosse che una nuvola suscettibile ad essere modificata dal primo colpo di vento, o una porzione di mare delimitata da barriere galleggianti che mutano la propria disposizione ad ogni cambio di corrente.

Eppure, a un piรน attento esame dei fatti, รจ impossibile che sfugga lโ€™estrema difficoltร  che hanno avuto pensatori e politici di tutte le epoche a definire lโ€™Europa tanto da un punto di vista geografico, individuando dei confini oggettivi per questa estrema propaggine dellโ€™Asia, quanto da un punto di vista culturale, assegnando dunque una forma allโ€™idea di Europa โ€“ la quale รจ mutata, effettivamente, ogni volta che si sono alzati i venti della storia.

L’idea di Europa

Sfogliando la premessa al volume intitolato Storia dellโ€™idea di Europa di Federico Chabod, รจ possibile che lโ€™attenzione del lettore venga catturata dalla seguente citazione, ardita quanto originale โ€“ ma in realtร  piuttosto famigliare per quanti si interessino o scrivano di Europa โ€“, ad opera dellโ€™intellettuale irlandese Edmund Burke: ยซNessun europeo potrebbe essere completamente esule in alcuna parte dโ€™Europaยป. Tale affermazione รจ giustificata alla luce di un ยซsistema di vita e dโ€™educazione piรน o meno uguale in tutta questa parte del mondoยป che portรฒ a una ยซsomiglianza di consuetudini sociali e di forme (ndr. stili) di vitaยป che il suo autore ravvisa su tutto il continente giร  nellโ€™epoca in cui scrive, e cioรจ la seconda metร  del Settecento.

Niente di piรน lontano dal vero, come gli ultimi due secoli e mezzo ci hanno dimostrato. Proprio verso la fine del ‘700, il fragile equilibrio fondato sulla comunanza dei costumi cui Burke fa riferimento sarebbe precipitato a causa degli eventi innescati dalla Rivoluzione francese; si considerino anche il rafforzamento di principi libertari poi esportati dalle guerre napoleoniche e successivamente rimessi in discussione dalla Restaurazione, lโ€™affermazione incontrastata del capitalismo in maniera parallela e complementare al trionfo della Rivoluzione industriale. Aspetti, questi ultimi, che portarono alla creazione di una fiorente industria nel Nord Europa e, di contro, alla polarizzazione della societร  in borghesia e proletariato, e si potrebbe continuare.

Quello che ha lโ€™aria di essere un errore di valutazione commesso da Burke in merito a un ragionamento squisitamente oggettivo di natura sociale, quello cioรจ che considera lo stile di vita degli โ€œeuropeiโ€, puรฒ essere spiegato ipotizzando che lโ€™affermazione di partenza vada rovesciata: รจ come se, pur avendo scritto che la comunanza dei costumi e degli stili di vita accomuna tutti gli europei, Burke in realtร , anche solo inconsciamente, intendesse significare che รจ lโ€™essere europei ad accomunare i diversi costumi e stili di vita diffusi per tutto il continente.

La situazione geopolitica dei Paesi dellโ€™Europa occidentale allโ€™indomani del termine della Seconda guerra mondiale, caratterizzata da un piรน o meno enfatico abbandono delle politiche di potenza, seguito da un ridimensionamento ad attori regionali di seconda fascia a vantaggio quasi esclusivo degli Stati Uniti, insieme a una certa uniformitร  degli stili di vita allโ€™insegna del benessere โ€“ questo a sua volta garantito dallโ€™arrivo di copiosi investimenti proprio da Oltreoceano โ€“ portano a uno scenario probabilmente vicino a quello immaginato da Burke e costituiscono le premesse per lโ€™inizio di un processo di integrazione prima tra i principali Paesi dellโ€™Europa occidentale, e poi dellโ€™Europa tutta.

Questa nuova forma di collaborazione tra le potenze europee prevede inizialmente un semplice coordinamento delle economie, ma alcune tappe della sua evoluzione mostrano il tramutarsi di tale idea di Europa in una convergenza politica. Il processo di integrazione comincia nel 1951 con la firma del Trattato di Parigi da parte di sei Paesi che decide la creazione della Ceca e arriva al Trattato di Maastricht del 1993, con cui nasce l’Unione europea.

Con il passare degli anni i confini di โ€œquestaโ€ Europa โ€“ tutta politica e storicamente determinata, ad oggi quantomeno di gran lunga inferiore rispetto allโ€™idea sui si fonda โ€“ si sono allargati sempre di piรน: dal punto di vista del numero dei Paesi membri (passati dai sei che firmarono gli accordi della Ceca nel 1951 ai 27 che attualmente compongono lโ€™Unione Europea), e dal punto di vista dei confini politici e giuridici che la definiscono, alla luce dellโ€™abolizione delle frontiere interne decisa dalla Convenzione di Schengen nel 1990, sostituite da un’unica imponente frontiera esterna. L’area o spazio Schengen oggi comprende 26 paesi e copre una porzione considerevole del continente che chiamiamo Europa.

Questa รจ la forma che oggi lโ€™Europa assume agli occhi dei piรน. Ripercorrere lโ€™evoluzione della forma del nostro continente, decisamente liquido sebbene non sia composto da mari, isole e arcipelaghi come lโ€™Oceania, o ancora pieno di laghi e fiumi alla stregua dellโ€™America Settentrionale, puรฒ dirci molto sulle diverse idee che nei secoli si sono avute dello stesso e quindi su unโ€™eventuale identitร  europea.

Dalla Grecia al mondo

I Greci non inventarono semplicemente il nome โ€“ attribuendolo perรฒ a una donna meravigliosa capace di far innamorare di sรฉ un dio โ€“ ma lo riempirono di un significato. Lโ€™idea di Europa si definisce fin da subito in contrapposizione allโ€™altro, e il grande Altro nella storia occidentale รจ sempre stato lโ€™Asia, in materia di costumi e, ancora prima, di organizzazione politica; lโ€™Europa (che per loro corrisponde alle aree storicamente in contatto con il mondo greco, Italia e la costa meridionale di Francia e Spagna) possiede lo spirito di libertร  antitetico al dispotismo tipicamente asiatico. In sintesi, partecipazione di tutti alla vita pubblica e condurre la vita secondo le leggi, non secondo lโ€™arbitrio di un despota.

La conquista di Alessandro Magno e la creazione dellโ€™enorme โ€œecumene ellenisticaโ€ avrebbero tagliato alla radice ogni ulteriore sviluppo del concetto appena nato di Europa, che si definisce nel confronto con lโ€™alteritร ; poco piรน tardi unโ€™altra ecumene intercontinentale, quella romana, avrebbe operato nella stessa direzione lasciando in vita una sola contrapposizione, la coppia romano-barbaro. Il Medio Evo in questo non altera di molto la situazione: la nuova idea di christianitas, fondata sulla contrapposizione cristiano-pagano e quindi intesa come insieme geografico di tutte le aree del mondo abitate da quanti hanno fede in Cristo, sembra apparentemente trascendere lโ€™idea di Europa, che quindi resta in secondo piano.

Ciononostante, qualcosa inizia a cambiare. Anzitutto Germania e Inghilterra sono acquisizioni medievali che entrano a far parte del mondo culturale cristiano romano. Inoltre, con lโ€™invasione araba dellโ€™Africa settentrionale il Mediterraneo cessa di essere Mare Nostrum. Infine, lโ€™Impero bizantino, che era stato il nucleo originario dellโ€™idea di Europa, la cellula geminatrice di tale mondo spirituale, da sempre geograficamente compreso sotto il punto di vista geografico, esce lentamente dalla sfera morale dellโ€™Europa: tale processo, iniziato giร  durante i secoli del Basso Impero, trova il suo coronamento simbolico con lo Scisma dโ€™Oriente nel 1054.

Machiavelli รจ il primo a formulare, rifacendosi ai Greci, lโ€™Europa come una comunitร  che ha caratteri specifici anche al di fuori dellโ€™ambito geografico, e puramente terreni, laici e non religiosi. Lโ€™Europa, a differenza dellโ€™Oriente dei grandi imperi, ha una sua personalitร  basata su un proprio caratteristico modo di organizzazione politica: รจ sempre stata composta da tanti piccoli poteri perennemente in conflitto tra loro.

Piรน tardi, nel pensiero dei filosofi illuministi settecenteschi che riprendono e sviluppano le idee dellโ€™autore del Principe, sono i principi di un diritto pubblico comune ad accomunare veramente tutte le entitร  statali del continente, fatta eccezione per la Russia, e non piรน una manciata assiomi di mera politica pratica. Le supposte caratteristiche politiche dellโ€™Europa non sono piรน sufficienti, ยซcon il tipo politico europeo รจ collegato un tipo di civiltร  diverso da quello degli altri continentiยป.

Lโ€™idea di un diverso modello di civiltร  รจ naturalmente il frutto dellโ€™esperienza maturata dagli Stati europei nei due secoli che separano Machiavelli da Voltaire, quella che passa alla storia come lโ€™era delle โ€œgrandi scoperte geograficheโ€. Lโ€™uomo europeo, il quale ha pensato di โ€œinventareโ€ lโ€™America (cfr. Todorov, La conquista dellโ€™America, il problema dellโ€™altro), tracciare i confini di molti Paesi africani con squadra e compasso, aprire a colpi di cannonate le porte di alcune capitali nellโ€™estremo Oriente, non puรฒ che agire in nome di un nuovo modello di civiltร , cui lui appartiene a spese degli altri. Per un periodo storico tutto sommato limitato ma decisamente significativo per le sorti del pianeta, i confini dellโ€™Europa sono stati estesi allโ€™intero pianeta.

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Non che tutto il mondo fosse Europa: non si trattรฒ mai di un mondo europeo, quanto di unโ€™Europa mondiale, in condizione di dire la sua in ogni angolo del globo. Lโ€™Europa, a differenza degli altri continenti, รจ sempre esistita indipendentemente dai propri confini geografici, pressochรฉ inesistenti, e da quelli politici, continuamente mutati. In sintesi, non possiamo che confermare lโ€™osservazione di partenza secondo la quale rispondere a una domanda come quella che ci siamo posti inizialmente non รจ affatto cosa semplice.

A differenza di quanto accade per le forme geometriche, infatti, nellโ€™ambito della cultura e della politica non esistono assiomi che ci possano guidare verso la comprensione immediata delle cose e della loro natura, che nel caso dellโ€™Europa รจ un poโ€™ anche la sua forma.

Foto in evidenza: “Europa, 1538 / Pomponio Mela” byย Biblioteca Nacional de Espaรฑaย is licensed underย CC BY-NC-ND 2.0.

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Stefano Dal Canto

Stefano Dal Canto

Studente di Lingue e letterature straniere presso lโ€™Universitร  di Pisa e allievo del corso ordinario di Filologia, letteratura italiana e linguistica della Scuola Normale Superiore di Pisa. Inseguo un tipo di cultura capace di uscire dai grigi studioli accademici per suscitare un riscontro concreto nella realtร  che ci circonda. Per Aliseo scrivo articoli dal taglio prevalentemente storico e sociologico, con una particolare predilezione per l'America Latina.

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