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Di nuovo al centro: la scommessa di Feijóo e dei popolari spagnoli

Il nuovo leader popolare vince in Andalusia e si candida a governare la Spagna, puntando sulla differenziazione da Vox

Alberto Núñez Feijóo | Flickr

Il nuovo leader popolare vince in Andalusia e si candida a governare la Spagna, puntando sulla differenziazione da Vox

La Galizia, piccola regione all’estremità nord-occidentale della Penisola Iberica, è terra di passioni e contraddizioni politiche. I suoi abitanti sono fieri della loro lingua (ancora relativamente diffusa) e delle proprie specificità, incarnate principalmente dal partito autonomista di sinistra Bloque Nacionalista Galego. Allo stesso tempo è un feudo della destra, che vi vince regolarmente le elezioni.

Galiziano è stato l’ultimo primo Ministro popolare Mariano Rajoy, così come lo era Manuel Fraga, figura chiave del conservatorismo spagnolo. Ministro con Francisco Franco (che a sua volta era originario della regione), Fraga fu tra coloro che si spesero per un passaggio indolore dalla dittatura alla democrazia e fondò Alianza Popular, l’antenato del Partido Popular (PP), il principale partito del centrodestra spagnolo. Suo successore alla guida della Galizia è stato Alberto Núñez Feijóo, attuale leader del PP e protagonista della sua rinascita dopo anni difficili.  

Vox, l’elefante nella stanza

Lo scorso 19 giugno il PP ha avuto una delle giornate di maggior gloria della propria storia: con il 43,13% dei voti ha ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi in Andalusia, la più popolosa delle Comunità Autonome spagnole e tradizionale roccaforte socialista. La vittoria è frutto certamente della gestione di successo del presidente popolare uscente Juanma Moreno, ma non si può negare che inizi ad esistere un “effetto Feijóo”, che per comprendere necessita di un passo indietro.

Dopo la sfiducia del governo Rajoy e la conseguente ascesa del socialista Pedro Sánchez a presidente del Governo spagnolo nel 2018, il Partido Popular affidò la propria leadership al 37enne Pablo Casado. Considerato un radicale nel suo partito, il nuovo leader fece una dura opposizione al governo Sánchez, calcando in particolare sul sostegno all’esecutivo da parte degli indipendentisti baschi e catalani.

Tuttavia, la linea di Casado è stata punita dagli elettori nel 2019, in cui il leader socialista ha ottenuto un nuovo mandato di 4 anni e il PP ha avuto il peggior risultato della propria storia. La deludente prova nelle elezioni regionali della Castilla y León di febbraio 2022 e la lite intestina con la popolare leader della Comunità di Madrid Isabel Díaz Ayuso sono state le gocce che hanno fatto traboccare il vaso per Casado, dimessosi dalla guida del partito nell’aprile 2022.

Per sostituirlo è stato scelto Alberto Núñez Feijóo. 60 anni e vincitore quattro volte delle elezioni in Galizia, il nuovo leader del Partido Popular è considerato un moderato. Riservato e sfuggente, Feijóo è un personaggio che tende a non scoprire molto le sue carte. Ma da politico navigato ha compreso, per dirla con le parole del giornale Politico, che il suo partito aveva un elefante nella stanza. Il suo nome? Vox.

Movimento nazionalista nato nel 2013 da una scissione verso destra del PP, Vox è guidato dal carismatico Santiago Abascal. Inizialmente ha stentato ad avere successo, ma dopo gli attentati islamisti di Barcellona del 2017 e soprattutto dopo la tentata dichiarazione di indipendenza catalana dello stesso anno, si è definitivamente affermato come uno dei principali partiti politici spagnoli.

Molto del suo seguito viene proprio dagli elettori delusi del centrodestra, considerato troppo morbido con il secessionismo e l’Unione europea e colluso col malaffare. Casado inizialmente si era presentato con argomenti simili a quelli di Vox, salvo poi optare per una poco credibile svolta moderata. Uno degli ultimi atti dell’ex leader è stato infatti il benestare per il primo (e finora unico) governo di coalizione PP-Vox, proprio nella regione della Castilla y León.

Il nuovo corso di Feijóo

Feijóo ha scelto invece una strada di più netta contrapposizione con Vox, valutando che appiattirsi sulle posizioni di Abascal semplicemente non avesse pagato a livello elettorale. In Andalusia, il leader popolare ha parlato di «trionfo della moderazione». In un comizio precedente a Málaga, Feijóo aveva usato toni apertamente anti-populisti: «La Spagna ha sofferto negli ultimi anni di troppa frivolezza nella sua politica. Questo discorso potrebbe suonare antiquato, noioso e non alla moda, ma mi dispiace, la politica non è una moda o un reality show e non dovrebbe esserlo», ha detto alla folla il 60enne galiziano.

La strategia di Feijóo finora sta pagando. Il partito è in grande rialzo nei sondaggi, in cui ha definitivamente staccato i socialisti di Sánchez e, per la prima volta da parecchio tempo, si inizia a vedere un calo di Vox. Per questo è appoggiato anche dall’ala più radicale dei popolari, soddisfatta anche dall‘ampia autonomia lasciata ai leader locali del partito. Díaz Ayuso ha definito «complementari» le visioni sua e del leader del partito, respingendo l’idea che il partito abbia due anime come «un’invenzione della sinistra».

Sinistra che inizia invece ad essere preoccupata, sebbene ufficialmente si mostri serena e attribuisca la sconfitta andalusa a questioni locali. I sondaggi mostrano Feijóo come il leader più apprezzato del Paese, con Sánchez che viene staccato anche dalla ex comunista Yolanda Díaz. Al prossimo voto, previsto salvo stravolgimenti a novembre 2023, la strada per confermarsi è in salita. Il primo Ministro punterà sul fatto che, nonostante la retorica moderata, Feijóo per governare dovrà allearsi con Vox. Probabilmente è vero, ma doveva esserlo anche in Andalusia.

Questo è il primo articolo di Eupoleis, una rubrica curata da Rodolfo Fabbri, che uscirà qui su Aliseo ogni lunedì. L’Europa è il nostro continente e le decisioni che si prendono a Bruxelles e nelle altre capitali europee influenzano le nostre vite almeno quanto quelle prese a Roma, ma tendiamo a parlarne a spizzichi e bocconi. Macron ha vinto le elezioni, e poi? Ne riparliamo tra 5 anni. Eupoleis nasce per questo, seguire la politica europea (dell’Unione ma soprattutto degli Stati, che continuano a mantenere il grosso del potere) mentre gli altri se ne dimenticano. Una storia a settimana e dei consigli di lettura. Perché non si possa dire: ma in fin dei conti in questi 5 anni, che ha fatto Macron?

Rodolfo Fabbri

Giornalista, da sempre affascinato da storia, geografia e politica. Milanese con esperienze in giro per l'Europa, ho una passione che sfiora la maniacalità per mappe e dati. L'obiettivo che mi pongo è quello di raccontare con equilibrio quel che ci succede intorno. Perché se è vero che nel giornalismo l'oggettività non esiste, ritengo che il nostro dovere sia di fare tutto il possibile per avvicinarvisi

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