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Gas, insorgenza e rotte: il Mozambico come nodo emergente nel Mediterraneo allargato

Gas, insorgenza e rotte: il Mozambico come nodo emergente nel Mediterraneo allargato

Lโ€™Italia rafforza la propria presenza energetica in Mozambico, ma la protezione degli asset resta legata a equilibri regionali sempre piรน fragili

A Cabo Delgado, nella regione nord-orientale del Mozambico, l’Italia conta su investimenti energetici di rilievo crescente. Eni vi opera dal 2022: il Coral Sul Flng รจ il primo impianto di liquefazione galleggiante del gas mai costruito in acque profonde africane, alimentato dai giacimenti del bacino di Rovuma.

Il 2 ottobre 2025 il gruppo italiano ha poi approvato l’investimento per un secondo impianto gemello, Coral Norte, con una capacitร  nominale di 3,6 milioni di tonnellate annue e prima produzione attesa nel 2028.

Il consorzio รจ guidato da Eni come operatore e azionista al 50%, affiancata da Cnpc (Cina), Kogas (Corea del Sud), dalla mozambicana Enh e da Xrg, sussidiaria della emiratina Adnoc.

La produzione di Coral Sul รจ interamente acquisita da Bp attraverso un contratto di offtake ventennale firmato nel 2016 e poi rivenduta sui mercati globali, con destinazioni miste tra Europa e Asia secondo le condizioni di mercato.

Quegli impianti, perรฒ, sorgono in un teatro dove la sicurezza si sta deteriorando progressivamente. In primo luogo, l’insorgenza jihadista opera ininterrottamente dal 2017 e, nell’estate del 2025, lo Stato Islamico-Mozambico (Ahlu al-Sunna wa al-Jamaa, branca regionale dell’Is nell’Africa centrale) รจ tornato operativo simultaneamente in numerosi distretti; Macomia da sola continua a concentrare una quota rilevante degli incidenti dell’intera insorgenza.

Secondo dati Onu e Oim, tra luglio e agosto oltre 57 mila persone vengono sfollate in poche settimane, mentre gli attacchi si espandono ben oltre le aree considerate relativamente stabilizzate. Tra fine settembre e ottobre 2025, Ism colpisce per la prima volta dal 2021 il centro di Palma, fino all’area dell’aeroporto.

La sicurezza degli asset e del corridoio logistico N380 (Silva Macua-Macomia) non dipende dalle Forze armate mozambicane, incapaci di contenere autonomamente l’insorgenza, quanto dalle forze ruandesi (Rdf) dispiegate a Cabo Delgado in base a un accordo bilaterale e sostenute economicamente, fino al maggio 2026, dall’European Peace Facility dell’Ue con circa 20 milioni di euro.

Con la scadenza di quel finanziamento, come si vedrร  piรน avanti, รจ subentrato un regime di pagamento diretto da parte del governo mozambicano.

Il 2 marzo 2026 il Dipartimento del Tesoro statunitense ha inoltre imposto sanzioni all’intera Rwanda Defence Force e a quattro ufficiali di alto rango per il sostegno operativo al gruppo armato M23 in Congo orientale (Nord Kivu). Il Ruanda รจ anche oggetto, dal marzo 2025, di sanzioni mirate Ue su singoli ufficiali militari e sull’agenzia mineraria di Stato.

La pressione operativa sulla missione Rdf in Cabo Delgado era andata accumulandosi negli ultimi mesi: secondo Acled (2025), le truppe ruandesi sarebbero entrate in una fase di disimpegno parziale, presenti nei distretti chiave ma con reazione tardiva agli attacchi anche in condizioni di prossimitร .

A questa pressione si era aggiunta la minaccia di ritiro espressa dal presidente ruandese Paul Kagame nel marzo 2026 in assenza di copertura esterna al termine del finanziamento dell’European Peace Facility.

Il 19 maggio il governo mozambicano ha sciolto questa incertezza assumendo direttamente l’onere finanziario del dispiegamento, in una configurazione che vede oggi Maputo come pagatore solitario di una Forza armata straniera in territorio nazionale.

Sul piano della cooperazione italiana, il principale progetto associato al Piano Mattei in Mozambico รจ il Caam (Centro Agroalimentare di Manica), rilanciato nel luglio 2024 con circa 38 milioni di euro complessivi, di cui 35 a dono e tre a credito (Maeci e Aics).

Il progetto, attualmente nella fase di studio di fattibilitร , si colloca nella provincia centro-occidentale di Manica, a circa mille chilometri di distanza in linea d’aria dalla provincia di Cabo Delgado.

La copertura militare italiana esiste, ma รจ di addestramento e non esecutiva: l’Italia รจ tra gli 11 Stati membri che contribuiscono a Eumam Mozambique, missione Ue con quartier generale a Maputo e addestramento operativo concentrato nei campi di Katembe e nell’area di Dongo.

La missione ha formato circa 1.700 soldati distribuiti su 11 Quick Reaction Forces dell’esercito mozambicano. Il Consiglio Ue ha esteso il mandato Eumam fino al 31 dicembre 2026, prolungandone la presenza oltre la scadenza originaria del 30 giugno.

L’importanza del canale del Mozambico

A questa fragilitร  cinetica si somma una vulnerabilitร  geografica: il Canale del Mozambico รจ diventato uno dei principali corridoi logistici alternativi alle rotte del Mar Rosso dopo la crisi del 2023, una tendenza ulteriormente rafforzata dalla riacutizzazione delle tensioni nel 2026.

Nel primo trimestre 2026 i transiti complessivi attraverso il canale egiziano restavano circa il 60% al di sotto dei livelli del 2023, anche dopo la sospensione delle ostilitร  Houthi del settembre 2025, con il segmento container particolarmente colpito.

I contratti a lungo termine e la riprogrammazione delle flotte, fissati su orizzonti triennali, hanno strutturato il โ€œtemporaneoโ€ in regime permanente, secondo una classica logica di isteresi esacerbata dagli sconvolgimenti piรน recenti nel Golfo Persico.

Il Canale, per geografia, non รจ un chokepoint classico: รจ largo, profondo e privo di strozzature morfologiche. Rischia di diventarlo tuttavia per saturazione operativa: qui l’assenza di un presidio navale occidentale non indica mancanza di pericolo, ma un vuoto di sovranitร  che altri attori sono giร  pronti a colmare.

In questa rotta non opera alcuna missione navale Ue permanente: Aspides estesa il 23 febbraio 2026 fino al febbraio 2027, copre Mar Rosso, Bab el-Mandeb, Golfo di Aden, Mar Arabico, Golfo di Oman e Stretto di Hormuz; Atalanta, pur operando formalmente nell’Oceano Indiano occidentale, resta concentrata nel Golfo di Aden e nel Bacino Somalo.

Con il re-routing strutturale post-Suez, il Canale del Mozambico รจ passato da via secondaria ad autostrada globale: negarne la vulnerabilitร  solo perchรฉ non ha ancora subรฌto un grande sequestro รจ un errore di analisi che scambia l’assenza di prove con la prova dell’assenza.

La sola presenza europea nel Canale รจ territoriale, non navale, e si concentra sulle isole. Mayotte, all’imboccatura settentrionale del Canale, รจ dรฉpartement francese e parte integrante dell’Unione; la Francia mantiene nell’area le Fazsoi (Forces armรฉes dans la zone sud de l’ocรฉan Indien) con basi a Rรฉunion e a Mayotte stessa; poi le Iles Eparses, piccoli territori francesi disseminati lungo il Canale (Juan de Nova, Europa, Bassas da India), la cui sovranitร  รจ contestata dal Madagascar.

La Francia dispone quindi, per via di ereditร  coloniale, di basi sovrane dentro il Canale che potrebbero in linea di principio sostenere un’estensione del perimetro Aspides verso sud, ma questa presenza non รจ stata fino a oggi convertita in dispositivo di sorveglianza marittima multilaterale.

Sul piano della cooperazione bilaterale di Maputo con attori extra-europei, il 21 aprile 2026, durante incontri a Pechino tra Xi Jinping e il presidente del Mozambico Daniel Francisco Chapo, sono stati firmati oltre 20 documenti di cooperazione, che includono la mappatura geologica dei minerali critici di Cabo Delgado e l’implementazione della Global Security Initiative cinese, cornice generale entro cui si articola la cooperazione antiterrorismo, di addestramento e di sorveglianza.

La provincia ospita giacimenti rilevanti di grafite (Balama, Ancuabe), il distretto di Montepuez, noto per i suoi rubini, e un potenziale geologico riconosciuto su litio e terre rare. La mappatura geologica congiunta รจ quindi il presupposto operativo che definirร  quali snodi della filiera mineraria entreranno nel perimetro di interesse industriale cinese nei prossimi anni.

Sul piano marittimo, la stessa dinamica trova un possibile vettore nelle Comore. L’arcipelago, Stato indipendente dal 1975, instabile e con un contenzioso aperto con la Francia sulla sovranitร  di Mayotte, siede su uno snodo strategico ma non ha capacitร  navale autonoma. Moroni dipende per gli aiuti da partner esterni, tradizionalmente Francia e Stati del Golfo, piรน recentemente Cina.

All’interno del consorzio Coral Norte รจ presente, come anticipato in principio, Xrg, sussidiaria della emiratina Adnoc. Abu Dhabi, inoltre, mantiene con Kigali rapporti consolidati: gli Emirati sono oggi primo partner commerciale del Ruanda (1,5 miliardi di dollari nel 2024) e hanno firmato con esso un Memorandum d’intesa specifico su cooperazione di sicurezza e antiterrorismo.

Il quadro che si va configurando vede la sicurezza degli asset italiani dipanarsi attraverso geometrie composite, in cui finanziamento bilaterale mozambicano-ruandese, presenza europea formativa estesa e protagonismo crescente di attori extra-europei dentro il consorzio convivono in un equilibrio multidimensionale.

In questo contesto, la divaricazione tra l’eccellenza operativa dell’industria energetica nazionale e l’inelasticitร  dei dispositivi di difesa marittima multilaterale evidenzia il vero nodo strategico per il sistema-Paese.

La sfida per l’Italia risiede nella capacitร  di capitalizzare l’architettura di cooperazione del Piano Mattei per governare questa asimmetria. Estendendone l’orizzonte analitico e operativo alla sicurezza marittima, il dispositivo puรฒ diventare il vettore ideale per tutelare le filiere critiche nazionali, evitando che la protezione degli asset strategici rimanga esposta a configurazioni di rischio determinate da attori terzi.

Ricondurre il Canale del Mozambico nell’alveo operativo del Mediterraneo allargato รจ una scelta che attiene tanto al perimetro diplomatico quanto a quello della dottrina di sicurezza, e l’efficacia della stessa si misurerร  sulla capacitร  di tradurre una lettura geoeconomica in dispositivo strutturale.

Immagine in evidenza: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/0f/Mozambique_army_personnel.jpg

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Michele Ferretti

Michele Ferretti

Analista geopolitico indipendente. Specializzato in rischio geoeconomico, sicurezza energetica e vulnerabilitร  delle supply chain industriali. Mappo e analizzo le filiere critiche a tutela del sistema produttivo italiano.

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