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L’ultimo numero della rivista di Aliseo, dedicato al futuro degli Stati Uniti. 14 analisi per capire l’America, dalla geopolitica alla crisi interna

Gli Houthi nella grande guerra in Medio Oriente

Gli Houthi nella grande guerra in Medio Oriente

Lโ€™escalation regionale guidata dallโ€™Iran coinvolge milizie e alleati, mentre il possibile intervento degli Houthi resta il vero punto di svolta

La guerra condotta da Stati Uniti e Israele contro lโ€™Iran, nonostante le parole di Trump, non accenna a una riduzione di intensitร . Al contrario, la Repubblica Islamica sembra stia puntando su una progressiva escalation regionale, colpendo le basi americane nel Golfo e minando direttamente il commercio globale con il blocco de facto dello stretto di Hormuz.

Questa tattica รจ messa in atto anche nel tentativo di coinvolgere e stringere a sรฉ i vari alleati regionali, nonchรฉ parte delle popolazioni sciite in Medio Oriente, minando direttamente la stabilitร  dei Paesi arabi nemici. Hezbollah e le milizie sciite irachene sono intervenuti a favore della Repubblica Islamica colpendo gli obiettivi nemici nella regione, mentre gli Houthi, nonostante le minacce, mantengono una posizione prudente.

Prolungare il conflitto nel tempo e trasformarlo in una guerra dโ€™attrito รจ un obiettivo necessario per mettersi in una posizione di forza e fiaccare le energie di Stati Uniti e alleati per costringerli a una sconfitta strategica. Solo cosรฌ la Repubblica Islamica puรฒ dichiarare vittoria nel suo secondo conflitto esistenziale dopo quello con lโ€™Iraq (1980-1988) e proporsi ancora come uno Stato forte che non si sottomette allโ€™imperialismo americano.

Il tempestivo intervento di Hezbollah e delle milizie irachene a favore dellโ€™alleato persiano si deve allo strettissimo legame con la Repubblica Islamica che ebbe un ruolo importante nella loro creazione. Invece, gli Houthi risultano essere una forza politica autoctona i cui legami con Teheran sono giustificati da interessi strategici convergenti e dalla medesima narrazione.

Il loro possibile coinvolgimento costituisce uno degli aghi della bilancia del conflitto, per via delle loro capacitร  belliche e della possibilitร  di influenzare direttamente un passaggio chiave della regione: il Mar Rosso.

Gli Houthi tra autonomia e allineamento all’Iran

La milizia yemenita รจ salita alla ribalta nel 2023 a seguito dei suoi ripetuti lanci di droni e missili verso Israele e contro le navi che transitavano nello stretto di Bab al-Mandeb, capaci di influenzare notevolmente il commercio marittimo. Il motivo di questi attacchi era il sostegno alla popolazione palestinese e ai gruppi armati della resistenza islamica contro la guerra mossa da Israele dopo il 7 ottobre 2023, esplicitando in maniera evidente lโ€™elemento ideologico fondamentale del gruppo.

Ufficialmente chiamata Ansar Allah (partigiani di Dio), la milizia yemenita nasce alla fine degli anni Novanta come movimento di resistenza della popolazione zaydita, nella regione di Sadah, ai tentativi di soppressione culturale imposti dal governo dello Yemen col supporto saudita.

Facendo leva sulle caratteristiche dellโ€™Islam sciita Zaydita, che crea una mitologia di resistenza intorno alla sconfitta e alla sofferenza, Husayn Al-Huthi รจ stato capace di coagulare intorno a sรฉ gran parte della popolazione yemenita, comprese le tribรน non zaydite e non ideologicamente allineate al movimento.

Gli Houthi si attestano sulla scena regionale nel corso delle Sei guerre di Sadah (2004-2010) fino alla conquista della capitale Sanaโ€™a nel 2014, mostrando, oltre alle eccezionali capacitร  belliche, anche una relativamente buona amministrazione del territorio controllato, fino ad arrivare a costituire uno Stato in piena regola, sebbene non riconosciuto.

Il loro piรน grande merito รจ stato quello di sapersi infiltrare nei vuoti lasciati dallo Stato per ottenere il supporto delle fasce piรน marginalizzate della popolazione.

Uno dei momenti di svolta che ancora oggi ne influenza la traiettoria fu lโ€™uccisione di Husayn Al-Huthi nel 2004 che, invece di fiaccare la resistenza, elevรฒ il suo personaggio al rango di martire intorno al quale si รจ costruita una mitologia attualmente richiamata a seguito del martirio di Khamenei, il quale, nonostante le differenze teologiche, rappresentava una guida per tutta la comunitร  sciita.

Il giorno dopo lโ€™uccisione dellโ€™Ayatollah, migliaia di sostenitori degli Houthi si sono radunati nella capitale Sanaโ€™a per esprimere il proprio lutto bruciando bandiere israeliane e americane e gridando lo slogan del movimento โ€œmorte allโ€™America, morte a Israele, maledizione sugli ebrei, vittoria per lโ€™Islamโ€.

I legami politici con lโ€™Iran risalgono circa al 2009, quando la milizia era giร  un attore capace di imporsi nella regione. Questo passaggio รจ fondamentale per capire come gli Houthi siano una creazione totalmente autoctona, capace di imporsi nella regione con le proprie forze.

Lโ€™aiuto iraniano รจ stato fondamentale per dare una svolta militare a un gruppo con una base culturale e politica giร  consolidata che lo inserisce allโ€™interno del cosiddetto โ€œasse della resistenzaโ€ fondato sul sostegno retorico, oltre che militare e finanziario, delle popolazioni sciite marginalizzate al fine di costruire una narrazione di โ€œresistenza degli oppressiโ€ contro le รฉlite alleate di Stati Uniti e Israele.

Sebbene la milizia non sia tenuta necessariamente a entrare in guerra a sostegno dellโ€™Iran, le radici del movimento e la sua forte matrice ideologica antimperialista la pongono davanti a un bivio. La retorica della difesa dellโ€™Islam dallโ€™imperialismo occidentale รจ stata uno dei suoi collanti ideologici che gli ha consentito di guadagnare consensi a scapito del governo yemenita accusato di essere un fantoccio degli Stati Uniti per il suo sostegno alla War on terror di George W. Bush.

Gli attacchi alle navi transitanti per Bab Al-Mandeb negli ultimi due anni hanno anticipato una delle costanti del conflitto attuale, ossia lโ€™interruzione dei traffici marittimi come strumento di pressione economica. Ogni conflitto recente in Medio Oriente รจ di carattere esistenziale; quindi, ogni attore รจ pronto a giocarsi le carte disponibili per sopravvivere.

Nel caso di Iran e alleati, non potendo contare su un apparato militare tecnicamente allo stesso livello dei nemici israeliani e americani, sono costretti a rimediare verso forme di guerra ibrida e asimmetrica.

Non si entra in guerra per ragioni ideologiche, ma per imperativi strategici. Nonostante ciรฒ, la narrazione antimperialista va preservata per consentire al movimento di riprodursi e mantenere i consensi necessari alla sua sopravvivenza. Il supporto alla Palestina ha permesso loro di ergersi a paladini del mondo arabo e musulmano.

La leva strategica del Mar Rosso

Gli Houthi cercano riconoscimento internazionale come attore di primo piano. Le loro capacitร  strategiche sono state messe in mostra con gli attacchi alle navi commerciali transitanti nello stretto di Bab Al-Mandeb. Consapevoli che la globalizzazione e lโ€™impero americano si reggano sul controllo degli stretti marittimi e sul libero commercio garantito dalla talassocrazia statunitense, gli Houthi colpiscono dove fa piรน male, ma giocando sul proprio terreno.

Italia, Francia e Germania su tutti hanno risposto con la missione Aspides, recentemente rinnovata fino al 2027. Lo scopo della missione difensiva รจ garantire un passaggio sicuro alle navi mercantili nel Mar Rosso, un intervento che tuttavia non ha fermato gli attacchi dei miliziani.

La roccaforte montuosa di Sadah consente agli Houthi una ottima barriera orografica per schermarsi dai bombardamenti nemici. Dieci anni di attacchi sauditi e israeliani, nonostante i duri colpi inflitti, non sono riusciti a minare la struttura del gruppo che, secondo fonti israeliane, ha ricostruito il proprio arsenale di missili e droni.

Una tale resistenza lascia prospettare per Ansar Allah un ruolo centrale nel proseguimento di questa guerra di logoramento e come attore chiave nelle politiche regionali nel lungo periodo. In questo scenario, il possibile supporto russo alla milizia nellโ€™intelligence e nella vendita di missili antinave mette gli Houthi in una posizione di forza per agire a lungo su Bab Al-Mandeb.

Nei calcoli strategici che giustificano la prudenza della milizia entrano anche i recenti sviluppi sul fronte di opposizione interna allo Yemen. Con la sconfitta del Consiglio di transizione del Sud a opera del governo yemenita sostenuto dai sauditi, Ansar Allah si ritrova in una posizione meno sicura, un fronte nemico unito puรฒ costituire nuovamente una minaccia.

Tale rafforzamento dellโ€™Arabia Saudita potrebbe escludere un attacco degli Houthi contro gli storici nemici regionali e, forti delle protezioni geografiche del territorio, portarli a concentrare le forze verso il Mar Rosso.

Sebbene non controlli nessuna risorsa energetica disponibile in Yemen, la milizia zaydita ha dimostrato grande consapevolezza del proprio ruolo geopolitico, volgendo lo sguardo al mare per il controllo dello stretto di Bab Al-Mandeb, arteria vitale per i propri rifornimenti energetici e militari.

In conclusione, considerando la fase di escalation che si puรฒ osservare fin dai primi giorni di guerra e il tentativo iraniano di trasformare lโ€™operazione statunitense in una guerra dโ€™attrito, al fine di non perdere la retorica antimperialista รจ probabile che gli Houthi possano intervenire nel conflitto per aiutare lโ€™alleato nel momento di maggiore difficoltร .

Pertanto, un intervento ritardato degli stessi potrebbe aiutare lโ€™Iran a prolungare nel tempo la guerra e a sopperire, cosรฌ, ad eventuali mancanze di approvvigionamento militare.

Immagine in evidenza: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/9/95/Tribesmen%2C_Yemen_%2816240674572%29.jpg

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Lorenzo Timitilli

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