Rientrata la crisi migratoria nell’exclave spagnola di Ceuta, Madrid si trova ora a fare i conti con il lascito di questa pesante falla nella sicurezza delle sue frontiere, che ha permesso a circa 60 mila persone, perlopiù originarie del vicino Marocco, di entrare illegalmente e indisturbate in territorio spagnolo.
Dopo tre giorni di respingimenti, il Ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, e il Ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska, hanno confermato che «praticamente la totalità» delle decine di migliaia di persone entrate è già tornata in territorio marocchino.
Stando ai resoconti degli inviati delle principali testate giornalistiche europee, tuttavia, sarebbero ancora migliaia gli immigrati irregolari presenti nell’exclave.
Occorre però indagare sulle ragioni che hanno condotto a questa crisi. Mentre le autorità spagnole, al fine di scoraggiare eventuali nuove ondate migratorie, hanno installato una barriera galleggiante lunga 500 metri nelle acque circostanti Ceuta, per rafforzare la sicurezza delle frontiere, oltre ad aver intensificato le pattuglie della polizia e dell'esercito.
