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Il paradosso tedesco del riarmo: potenza militare senza cultura della guerra

Il paradosso tedesco del riarmo: potenza militare senza cultura della guerra

Berlino vuole diventare il pilastro militare dโ€™Europa, ma le sue ambizioni restano frenate da storia, cultura politica e diffidenze europee.

Negli ultimi mesi Berlino ha abbandonato ogni residua ambiguitร : la Germania intende diventare il principale pilastro militare del continente europeo.

Con la presentazione della nuova strategia militare, la prima dal dopoguerra, e lโ€™obiettivo dichiarato di trasformare la Bundeswehr nella piรน grande forza convenzionale dโ€™Europa entro il 2039, il governo federale ha assunto un ruolo che per decenni aveva evitato con cura.

Il riarmo non รจ piรน un fatto contingente o emergenziale, ma una scelta strutturale, destinata a ridefinire in profonditร  gli equilibri strategici europei.

Lโ€™accelerazione nasce dallโ€™incrocio di tre fattori. In primis la Russia, indicata come minaccia primaria e come potenza che combina guerra convenzionale e coercizione ibrida.

A seguire, lโ€™incertezza sul ruolo americano, con Washington sempre piรน assorbita altrove e condizionata da una politica interna che rende meno scontato il pilastro transatlantico.

Infine, la pressione dei partner europei, che chiedono a Berlino massa, capacitร  e comando per colmare vuoti di sicurezza sempre piรน evidenti.

Eppure, proprio mentre la Germania progetta una leadership militare senza precedenti nel dopoguerra, riaffiora un interrogativo antico: una potenza segnata dal rifiuto storico della guerra puรฒ davvero farsi garante della sicurezza armata dellโ€™Europa?

Lโ€™ambizione strategica: Berlino come pilastro militare dโ€™Europa

La nuova postura strategica tedesca rompe con la tradizione della Zivilmacht, la โ€œpotenza civileโ€ che per decenni ha privilegiato influenza economica, diritto e integrazione europea.

Il 22 aprile 2026 il ministro della Difesa Boris Pistorius ha presentato la Verantwortung fรผr Europa, una strategia che non si limita a elencare prioritร  operative, ma ridefinisce implicitamente lโ€™identitร  internazionale della Germania e ne sancisce un onere diretto nella sicurezza del continente.

La Russia viene indicata come principale minaccia alla sicurezza euroโ€‘atlantica, mentre a Berlino รจ assegnata una funzione centrale nella difesa collettiva, non piรน soltanto come attore economico o logistico, ma come potenza militare a pieno titolo.

Lโ€™obiettivo non รจ esclusivamente quello di ampliare le Forze armate o accrescere il bilancio della difesa. Il cuore della strategia รจ rendere la difesa collettiva realmente operativa.

In questo schema la potenza militare non si misura nella semplice disponibilitร  di piattaforme, ma nella capacitร  di far funzionare lโ€™intero sistema Nato. Logistica, infrastrutture, prontezza, protezione delle infrastrutture critiche, comando e sostegno alle forze alleate diventano i veri moltiplicatori di potenza.

รˆ in questo passaggio concettuale, dal riarmo allโ€™enablement, che la svolta tedesca assume un carattere distintivo. La Bundeswehr viene pensata come la spina dorsale credibile della deterrenza europea.

La stessa dottrina riflette questo cambio di prospettiva. Lโ€™adozione del concetto di โ€œteatro unicoโ€, che collega spazio euroatlantico, Medio Oriente e Indoโ€‘Pacifico come spazi interconnessi, segnala che Berlino non si percepisce piรน come attore puramente continentale, ma come parte di un sistema di sicurezza globale.

Anche sul piano delle capacitร  il cambiamento รจ significativo. Vengono progressivamente abbandonate le quote rigide in favore di una pianificazione per effetti.

Ciรฒ che conta non รจ quante piattaforme si possiedono, ma quali risultati operativi si รจ in grado di produrre. Tra le prioritร  indicate emergono la capacitร  di deep precision strike, la difesa aerea contro minacce avanzate e lo sviluppo dellโ€™impiego di sistemi senza pilota.

Lo stesso ministro ha riconosciuto che in alcuni ambiti, come il longโ€‘range strike, la Germania รจ costretta a ripartire quasi da zero.

Numeri, risorse e centralitร  tedesca

Il capitolo personale รจ altrettanto ambizioso e, in Europa, fa notizia quanto il bilancio. Il piano prevede lโ€™incremento dei militari in servizio attivo da circa 185.420 a 260 mila entro la metร  degli anni Trenta e un rafforzamento della riserva da circa 60 mila ad almeno 200 mila, per una forza complessiva di circa 460 mila unitร .

La crescita รจ scandita in tre fasi: accelerazione fino al 2029, espansione orientata alle capacitร  fino al 2035, quindi una fase centrata sulla superioritร  tecnologica verso il 2039.

A sostenere questa strategia cโ€™รจ una traiettoria di spesa che, nelle analisi pubbliche, appare tuttโ€™altro che episodica: circa 86 miliardi di Euro nel 2025, poi una progressione pianificata verso 108 miliardi nel 2026, 120 nel 2027, 136 nel 2028 e 152 nel 2029.

Il quadro รจ legato alla pianificazione Nato e allโ€™orientamento verso un obiettivo del 3,5% del Pil per la Difesa (piรน 1,5% per misure โ€œdefenceโ€‘relatedโ€). Tradotto: non un โ€œpiccoโ€ temporaneo, ma una base finanziaria destinata a stabilizzarsi e a spostare lโ€™equilibrio europeo nel lungo periodo.

Il ritorno della Germania come potenza militare centrale genera reazioni contrastanti in Europa. I paesi dellโ€™Est vi vedono una garanzia di sicurezza. Francia e Polonia temono invece che un riarmo asimmetrico ridisegni in modo duraturo gli equilibri industriali e strategici.

Il disagio รจ ormai esplicito: funzionari europei riconoscono che la traiettoria della spesa militare tedesca solleva interrogativi strutturali sugli equilibri dellโ€™Unione, arrivando a collocarla tra le principali sfide di sicurezza percepite e a mettere in discussione il carattere realmente europeo del riarmo di Berlino.

Berlino si muove cosรฌ in una zona grigia. Ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti senza trasformare la leadership in dominio. รˆ in questa tensione che prende forma una dinamica di egemonia involontaria, nella quale la centralitร  tedesca eccede le intenzioni politiche dichiarate.

Denaro, deterrenza e realtร : le sfide strutturali del riarmo

La seconda dimensione del dibattito riguarda lโ€™efficacia concreta di questo sforzo senza precedenti. Lโ€™aumento del bilancio e delle dimensioni delle Forze armate non si traduce automaticamente in una trasformazione qualitativa della capacitร  militare.

Al contrario, una parte significativa delle risorse sembra destinata al recupero di capacitร  esistenti, piรน che a una profonda innovazione dottrinale o tecnologica.

La scansione temporale lo suggerisce. Le fasi fino al 2029 puntano a massimizzare readiness e sostenibilitร  ma i cambiamenti davvero significativi, come nuovi sistemi, riforme profonde e crescita strutturale, rischiano di maturare soprattutto dopo il 2029.

Ciรฒ significa che lโ€™ambizione ricade inevitabilmente su piรน governi e su una burocrazia che, per storia e cultura amministrativa, presenta forti rigiditร .

Esiste inoltre un vincolo politico spesso sottovalutato. La Germania mantiene un controllo parlamentare robusto sullโ€™impiego delle Forze armate e una cultura decisionale che tende a ridurre lโ€™autonomia militare.

รˆ un punto di forza democratico, ma in uno scenario di alta intensitร  puรฒ trasformarsi in una frizione operativa. La credibilitร  della deterrenza dipende anche dalla rapiditร  con cui si decide e si implementa, non solo da ciรฒ che si possiede.

Sul piano industriale, la guerra in Ucraina ha mostrato che la capacitร  di produrre e rigenerare scorte conta quanto la sofisticazione tecnologica.

La Germania si confronta qui con una filiera che deve espandersi dopo decenni di sottoโ€‘investimento e con un sistema di acquisizione caratterizzato da tempi lunghi e procedure complesse, anche se in alcuni segmenti lโ€™accelerazione รจ stata significativa.

Esemplare รฉ stato il rapido aumento della capacitร  produttiva di proiettili di artiglieria a livelli che superano quelli statunitensi.

Se la dottrina punta agli effetti, diventa inevitabile un salto politico che chiarisca cosa si intende ottenere e che costruisca catene di comando e approvvigionamento coerenti con tale obiettivo.

Il nodo irrisolto: una potenza armata senza cultura del combattimento

รˆ perรฒ nella dimensione culturale che il riarmo tedesco mostra la sua contraddizione piรน profonda. Se la trasformazione materiale procede, quella identitaria e politica resta incompleta.

La societร  tedesca sostiene in larga misura lโ€™aumento della spesa militare, ma continua a manifestare una forte riluttanza ad accettare un ruolo militare guida in Europa.

Il consenso si arresta spesso alla deterrenza astratta, mentre lโ€™uso concreto della forza e il suo costo umano rimangono un tabรน difficilmente superabile.

Questa ambivalenza affonda le radici nella storia del Paese: nel controllo parlamentare stringente sulle missioni allโ€™estero, nella necessitร  di un mandato internazionale, in una diffidenza strutturale verso lโ€™autonomia strategica.

Le esperienze in Afghanistan e, piรน recentemente, il dibattito sul sostegno militare allโ€™Ucraina hanno riattivato paure mai del tutto sopite: il timore che lโ€™uso della forza, una volta normalizzato, possa sfuggire al controllo politico e morale.

Queste sensibilitร  sono state inoltre intercettate e amplificate da forze come lโ€™AfD, che hanno contestato sia il sostegno militare a Kiev sia la traiettoria di riarmo, contribuendo a polarizzare un dibattito destinato a restare centrale nei prossimi anni.

Non รจ un caso che, giร  nelle prime fasi di questa nuova stagione di riarmo, il dibattito tedesco fosse attraversato da una parola chiave ricorrente: la difficoltร  di conciliare necessitร  strategica e identitร  nazionale.

Un tema emerso con forza sin dallโ€™inizio della Zeitenwende, quando appariva evidente che lโ€™accelerazione degli investimenti militari non fosse accompagnata da un equivalente mutamento nel rapporto della Germania con la guerra e con lโ€™uso della forza, un nodo che rimane tuttora irrisolto.

In definitiva, il paradosso resta aperto. Lโ€™Europa ha bisogno di una Germania piรน armata; ma la sicurezza del continente dipenderร  meno dalla quantitร  di armamenti tedeschi che dalla disponibilitร  politica, morale e sociale della Germania ad assumersi il peso della forza che sta accumulando.

Immagine in evidenza: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/f/fd/Two_Bundeswehr_soldiers_fire_their_weapons.JPG?utm_source=commons.wikimedia.org&utm_campaign=index&utm_content=original

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Piervito Tria

Piervito Tria

Manager nellโ€™area della sicurezza delle informazioni, con esperienze lavorative in giro per il mondo, mi occupo della protezione tout-court di aziende ed amministrazioni pubbliche. Ex-allievo della Scuola Militare โ€œNunziatellaโ€ e con un percorso accademico finanziario sono interessato alle dinamiche industriali nel settore Aerospazio, Difesa e Sicurezza.

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