Il 19 novembre scorso, la Polizia Federale brasiliana (Pf) ha arrestato cinque persone accusate di aver preso parte alla progettazione di un fallito colpo di Stato che si sarebbe dovuto svolgere nel dicembre del 2022.
Tutti gli accusati esercitavano incarichi pubblici, infatti quattro di loro sono militari e uno è un poliziotto. I soldati sono membri del gruppo kids pretos, forze speciali allenate per attuare missioni segrete, in ambienti ostili o politicamente sensibili.
Questa notizia ha scoperchiato un vaso di Pandora, poiché ne è seguita la pubblicazione del rapporto di 884 pagine redatto dalla Polizia Federale, in cui si svelano dettagli inquietanti e dove compaiono nomi importanti, come quello dell’ex presidente Jair Bolsonaro.
Il sigillo posto sull’investigazione è stato tolto dal Ministro del Tribunale Supremo Federale Alexandre de Moraes, che all’epoca dei fatti era il presidente del Tribunale Superiore Elettorale. Anche il nome del ministro compare nel rapporto della Pf, ma non nella lista degli indagati.
Moraes infatti, insieme all’attuale presidente Luiz Inácio Lula da Silva e al suo vice Geraldo Alckmin, avrebbe dovuto essere tra le vittime del golpe. Il piano punhal verde amarelo prevedeva l’avvelenamento di Lula e, poiché il presidente ha spesso problemi di salute, l’assunzione di una sostanza che gli avrebbe causato un collasso organico sarebbe passata inosservata, secondo gli indagati.
La morte di Moraes sarebbe dovuta avvenire in pubblico, ma vi erano diverse opzioni sul modo di esecuzione. Le proposte erano: un avvelenamento durante un evento, un’esplosione, l’utilizzo di armi belliche come mitragliatrici e granate, o una Fiat Palio appartenente all’esercito (probabilmente per sequestrarlo prima di ucciderlo).
Insieme a lui, sarebbe dovuta morire anche la sua équipe di sicurezza (nel piano golpista ciò viene definito come “effetti collaterali accettabili”). Geraldo Alckmin avrebbe dovuto essere neutralizzato, senza specificare come, poiché il vicepresidente avrebbe dovuto assumere il potere in caso Lula fosse deceduto. Tutto ciò sarebbe dovuto succedere il 15 dicembre 2022.
Perché il piano di colpo di Stato è fallito
Il piano è fallito a causa della mancata adesione di due comandanti dell’esercito, il generale Marco Antonio Freire Gomes, e il tenente brigadiere dell’aeronautica Carlos de Almeida Baptista Junior. Il 7 dicembre 2022, Bolsonaro ha riunito nel Palácio da Alvorada i comandanti delle forze armate e il ministro della Difesa per presentare la bozza del decreto che avrebbe sovvertito lo Stato di diritto in Brasile.
Il comandante della marina avrebbe appoggiato il piano golpista, mentre gli altri due comandanti, nonostante le molte pressioni, si sarebbero opposti “ad aderire a qualunque progetto che impedisse l’insediamento del governo legittimatamene eletto”.
Secondo la Pf, il loro appoggio sarebbe stato fondamentale per garantire il supporto armato per esercitare le misure di eccezione che sarebbero servite per mantenere Bolsonaro al potere. Ciò ha intensificato l’attività della milizia digitale, ossia un gruppo di persone che, in modo coordinato, usano i social per propagandare notizie false e incentivare discorsi di odio.
Essa ha iniziato a fare attacchi personali contro i due militari, definendo loro e i loro familiari come “traditori della patria” e “alleati del comunismo”. Inoltre, la mancata adesione al piano ha causato una rottura tra i militari di alto rango favorevoli al golpe e quelli contrari.
Un altro motivo per il quale il golpe non ha funzionato è stato il comportamento degli Stati Uniti riguardo le elezioni brasiliane. Nel settembre 2022, pochi giorni prima del voto nel Paese latino, il senato americano aveva approvato una risoluzione che raccomandava la rottura delle relazioni tra Stati Uniti e Brasile nel caso in cui la sovranità popolare non fosse stata rispettata.
Gli Stati Uniti non solo sono il secondo partner commerciale del Paese (dopo la Cina), ma sono inoltre fondamentali dal punto di vista militare. Infatti, l’esercito brasiliano è molto dipendente dagli Stati Uniti per questioni come l’addestramento dei militari, la loro formazione e la fornitura di armamenti.
Nonostante il progetto del colpo di Stato fosse stato abortito, gli indagati hanno continuato a cercare di organizzare un’azione che potesse scatenare la rottura istituzionale, quindi hanno mantenuto il finanziamento e l’incitamento delle manifestazioni antidemocratiche. Ciò culminò negli atti violenti dell’8 gennaio 2023 a Brasilia. Circa 4mila bolsonaristi estremisti marciarono verso la piazza dei Tre Poteri, scontrandosi con la polizia.
I manifestanti invasero e vandalizzarono il Congresso, il palazzo del Tribunale Supremo Federale e il Palácio do Planalto, sede della Presidenza della Repubblica. Bolsonaro, per evitare una possibile incarcerazione nel caso in cui il golpe fosse fallito, si recò negli Stati Uniti verso la fine del 2022. In seguito agli eventi dell’8 gennaio, gli indagati crearono un documento dove cercano di accusare l’attuale governo di essere il mandante per ottenere l’impeachment di Lula.
In Brasile l’ordine democratico continua a essere minacciato
Attualmente, le persone condannate per gli attacchi alle sedi dei Tre Poteri sono 310 (229 per aver partecipato alla distruzione e 81 per incitazione agli atti). Altre 500 hanno aderito a un accordo con la Procura Generale della Repubblica che prevede l’ammissione dei reati commessi, il pagamento di una multa e l’obbligo di seguire un corso sulla democrazia.
I numeri delle persone condannate sicuramente cresceranno, infatti gli indagati sono stati divisi in quattro gruppi: esecutori, incitatori, finanziatori e autorità. Al momento solo i primi due gruppi sono stati giudicati dal Tribunale Supremo Federale. Le pene più gravi tra il gruppo degli esecutori arrivano a 17 anni di carcere.
Secondo la polizia federale, sono stati gli attacchi sistematici ai valori democratici perpetuati dalla milizia digitale che hanno portato alla radicalizzazione degli estremisti. Ciò è culminato negli attacchi dell’8 gennaio, ma ancora si trovano elementi reazionari latenti nella società, come dimostra l’attentato suicida a Brasilia del 13 novembre 2024.
Quella notte, Francisco Wanderley Luiz, ex candidato del Partito Liberale, aveva intenzione di compiere un attentato contro Alexandre de Moraes. Ha disseminato bombe artigianali vicino ai luoghi di potere di Brasilia. Per prima è esplosa la sua auto, parcheggiata vicino alla Camera dei deputati. In seguito, ha lanciato delle bombe verso la sede del Tribunale Supremo Federale.
Dopodiché, si è sdraiato a terra di fronte a un vigilante e si è fatto esplodere, vestito da Joker. Il giorno dopo, la polizia ha mandato un robot antibomba nella casa del terrorista. L’abitazione è esplosa e sono stati trovati altri esplosivi rudimentali. Per questo motivo, il deputato federale André Janones ha presentato una petizione al Gruppo Strategico per la Lotta contro gli Atti Antidemocratici una richiesta di estinzione del Partito Liberale (Pi).
Secondo il deputato di Avante, “la continuità delle pratiche del Partito Liberale rappresenta una minaccia diretta all’ordine democratico e alla pace sociale”, perciò sarebbe necessario un “intervento energico per preservare la stabilità dello Stato di Diritto Democratico.”
Attualmente, Bolsonaro continua a negare di essere coinvolto. Afferma di essere perseguito dalla Giustizia e che la Polizia Federale menta. Il suo avvocato Paulo Cunha Bueno, nel mentre, sta cercando di scaricare ogni responsabilità sui militari coinvolti nel tentato golpe. Secondo Cunha Bueno, chi avrebbe beneficiato del colpo di Stato sarebbe stata una giunta nella quale Bolsonaro non era incluso.
Oltre a questo, la difesa ha fatto ricorso per chiedere che Alexandre Moraes, relatore del caso presso la Corte Suprema (Stf) venga dichiarato impossibilitato a giudicare questo processo poiché sarebbe, “parzialmente o direttamente interessato”. Tuttavia, il 13 dicembre, i magistrati hanno raggiunto la maggioranza per respingere il ricorso.
Secondo i giudici, i motivi per i quali un giudice può essere rimosso da un processo sono scritti nel Codice penale e il caso di Moraes non sarebbe nell’elenco. Inoltre, aggiungono che i reati che verranno giudicati hanno come vittima la collettività, non solo Moraes.
Immagine in evidenza: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Jair_Bolsonaro_em_19_de_julho_de_2019_%282%29.jpg; immagini presenti nell’articolo: 1) https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Foto_oficial_de_Luiz_In%C3%A1cio_Lula_da_Silva_%28horizontal%29.jpg; 2) https://it.wikipedia.org/wiki/Assalto_al_Congresso_nazionale_del_Brasile_del_2023#/media/File:Bolsominions_em_Ilh%C3%A9us_17.jpg
