Lo sviluppo, la sicurezza e la qualitร della vita di uno Stato dipendono dal funzionamento continuo e connesso di un insieme di impianti che per la loro importanza sono definite infrastrutture critiche. In questa definizione rientrano gli impianti e le reti energetiche, i sistemi di comunicazione, nonchรฉ le reti informatiche civili e militari. Il danneggiamento involontario o deliberato di tali infrastrutture comporterebbe la distruzione economica di uno o piรน Stati.
In seguito al danneggiamento del gasdotto Nord Stream (valutato come presunto sabotaggio), il timore che altre strutture vengano danneggiate รจ aumentato. Ma quello nel Mar Baltico รจ tuttโaltro che un caso isolato. Ancor di piรน, oltre ai gasdotti (nel mare nostrum corrono il Tap, Green Stream e Transmed), sono presenti chilometri e chilometri di cavi in fibra ottica: arterie vitali dal punto di vista commerciale e cibernetico.
La marina della Federazione russa ha dimostrato nel corso degli anni una capacitร non indifferente nel condurre operazioni di sabotaggio, controllo e individuazione di infrastrutture critiche. Attraverso sottomarini e navi speciali, dotati di veicoli telecomandati, midget submarine e veicoli autonomi, i marinai russi sono in grado di tranciare cavi subacquei o sistemare dispostivi di ascolto per carpire informazioni sensibili.
Giร da anni, anticipando futuri scenari di guerra, Mosca conduceva operazioni di mappatura dei fondali marini nel Mediterraneo, nel Mar del Nord, ma anche nellโAtlantico occidentale dove sono presenti sensori subacquei statunitensi del Dodin (Department of Defence Information Networks).
All’interno del paper troverai
- Operazioni e sabotaggi contro le infrastrutture critiche negli ultimi anni
- Le capacitร di sabotaggio della Federazione russa
- Una mappatura dei movimenti di navi e sommergibili
- Un elenco dei mezzi a disposizione di Mosca
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Antonio Masiello: 1ยฐ Lgt. Antonio Masiello. Primo Luogotenente in riserva della Marina Militare italiana ed ex-analista intelligence. Ha partecipato allโOperazione DINAK, allโOperazione NATO Allied Force (ex-Jugoslavia) e allโOperazione NATO Ocean Shield (antipirateria in Oceano Indiano, Mar Arabico, Golfo di Aden). Dal 1985 al 1997 ha prestato servizio presso il Servizio informazioni operative e situazione (SIOS) di Forza Armata e dal 2000 al 2003 presso lโUfficio della Difesa dellโAmbasciata italiana in Croazia. Dal 2003 al 2017 ha prestato servizio presso il Centro Intelligence Interforze e ha svolto vari corsi intelligence presso il Centro di Formazione Intelligence della Difesa. Ha operato in Bahrain, Libano, Gibuti, Iraq e Somalia. Si occupa di analisi politico-militare e navale, con particolare attenzione alla pirateria marittima.
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