Il 6 giugno scorso è stato adottato il Piano di Azione 2025-2030 Italia-Argentina. Si tratta di un accordo per rafforzare la cooperazione bilaterale tra i due Paesi che pone il focus su diversi temi, come lo sfruttamento di alcuni giacimenti di gas, la lotta alla criminalità organizzata transnazionale e la promozione culturale.
L’impegno politico e il sostegno sul piano internazionale
La volontà di dare uno slancio alle relazioni tra l’Italia e il Paese sudamericano è nata durante il colloquio tra Giorgia Meloni e Javier Milei, presidente della Repubblica Argentina, avvenuto il 20 novembre 2024 a Buenos Aires. Ciò si è concretizzato durante l’incontro del 6 giugno a Roma tra i due presidenti, conclusosi con la firma del piano di azione strategico.
L’accordo comprende otto settori in cui cooperare: politico, economico-commerciale, economico-strategico per lo sviluppo minerario e per l’estrazione di Gnl, spaziale, della Difesa, della sicurezza, culturale e politico-sociale.
L’incontro si inserisce nel tour diplomatico di Milei in Europa e Israele. La prima nazione visitata è stata l’Italia, proprio per la riunione con Giorgia Meloni. In seguito, si è recato in Vaticano, dove è avvenuto il primo incontro tra il presidente argentino e il papa Leone XIV. Domenica 8 ha partecipato all’ultima giornata del Madrid Economic Forum, dove ha parlato dei progressi dell’economia argentina durante la sua presidenza.
Il giorno seguente ha incontrato il presidente francese Emmanuel Macron a Nizza, dove si è tenuta una riunione per rafforzare le relazioni tra i due Paesi. Infine, giovedì 12 ha firmato, in Israele, il Memorandum in difesa della libertà e della democrazia contro il terrorismo e l’antisemitismo.
Tornando al Piano d’azione, il primo punto ha come obiettivo l’incremento del dialogo e il sostegno reciproco a livello internazionale. In particolare, viene fatto riferimento alla proposta italiana di riforma del Consiglio di Sicurezza (CdS) dell’Onu avanzata dal gruppo Uniting for Consensus(UfC), di cui l’Italia è leader e Paese fondatore. Lo scopo sarebbe quello di adattare i seggi del CdS all’odierno scenario internazionale e di aumentare la rappresentatività degli Stati del Sud globale.
Inoltre, le relazioni tra Italia e Argentina sono molto forti a causa della grande migrazione italiana avvenuta nel XIX e nel XX secolo. Si stima che circa il 70% della popolazione argentina, quindi 30 milioni di persone, abbia origini italiane. Per questo, il Paese sudamericano è tra gli Stati che faranno parte della Comunità dell’Italofonia, la quale verrà istituita ufficialmente nell’autunno 2025 a Roma in occasione della Conferenza dell’Italofonia.
L’investimento di Eni in Argentina
Un altro importante obiettivo, quello della cooperazione nei settori economici strategici e delle materie prime critiche, riguarda soprattutto l’Eni. Ciò è fondamentale vista la forte dipendenza energetica italiana dall’estero e la volontà di diversificare i Paesi fornitori. Infatti, secondo i dati del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, nel 2024 l’Italia ha importato il 72% dell’energia consumata.
Questo dato è in calo rispetto agli anni precedenti a causa dell’installazione di nuova capacità elettrica rinnovabile nel territorio italiano. La diversificazione dei fornitori, e il mantenimento di buone relazioni con essi, è fondamentale per ridurre i rischi alla propria economia dovuti a cambiamenti geopolitici, per evitare scenari di crisi come quello verificatosi allo scoppio della guerra in Ucraina.
Per questo motivo, al vertice hanno partecipato anche Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, e il presidente di Ypf, impresa petrolifera argentina, Horacio Marín. Per concretizzare e rendere più efficiente la collaborazione, l’Italia si impegna ad aprire un centro tecnologico nella città di Neuquén per la formazione di operai specializzati nell’utilizzo di macchinari per il settore energetico e minerario.
Ad aprile, venne firmato un memorandum di intesa tra le due compagnie riguardo lo sviluppo del progetto Argentina Lgn (Arglng), per la produzione, trasporto, liquefazione ed esportazione del gas proveniente dal giacimento di idrocarburi Vaca Muerta, nella provincia argentina centro-occidentale di Neuquén. Attualmente, si sta lavorando alla prima fase del progetto che inizialmente porterà all’esportazione di 12 milioni di tonnellate di Gnl all’anno. Questa quantità verrà gradualmente aumentata fino ad arrivare alla capacità di 30 milioni di tonnellate entro il 2030.
Vaca Muerta è una formazione geologica che si estende per 30mila chilometri quadrati ricca di petrolio e gas, tanto da far posizionare l’Argentina al secondo posto a livello mondiale in termini di riserve di gas non convenzionali e al quarto per quanto riguarda il petrolio. Il suo potenziale ha attirato diversi investitori esteri, come la olandese Shell, le statunitensi Chevron ed ExxonMobil, e la norvegese Equinor.
Negli ultimi mesi, anche la più grande compagnia petrolifera cinese PetroChina si è preparata per sbarcare in Argentina, annunciando l’apertura di una sua sede a Buenos Aires entro la fine del 2025. Questo ha creato preoccupazione tra le imprese argentine che operano nella zona.
Paolo Rocca, presidente dell’impresa italo-argentina Techint, durante l’ultimo seminario di ProPymes ha espresso il suo malcontento affermando che la Cina rappresenti un avversario disleale che «gioca un’altra partita, con un intervento statale enorme».
Il progetto si inserisce nell’obiettivo di Eni di raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050 attraverso lo sviluppo della produzione di gas. Tuttavia, le conseguenze ambientali dovute alle tecniche di estrazione degli idrocarburi nella regione contribuiscono significativamente all’emissione di sostanze climalteranti che producono l’effetto serra.
Inoltre, il fracking, metodo con il quale si estrae il gas che consiste nell’iniezione di acqua, sabbia e prodotti chimici ad alta pressione nelle formazioni rocciose, inquinerebbe le falde acquifere causando danni alla salute umana e a quella della fauna. Questi fattori costituiscono un dilemma per l’Argentina poiché ha preso l’impegno di raggiungere gli obiettivi climatici internazionali.
La lotta contro la criminalità organizzata internazionale
Un’ulteriore meta del piano riguarda la cooperazione giudiziaria e in materia di sicurezza. L’Italia e l’Argentina si impegnano ad assistersi reciprocamente in diversi campi, come quello della lotta alla criminalità organizzata transnazionale, al traffico di esseri umani, al riciclaggio di denaro e al finanziamento del terrorismo.
Inoltre, verrà rafforzata la cooperazione tra le forze di polizia dei due Paesi, in particolare con l’Unità nazionale antimafia argentina, creata nel marzo 2024 dalla ministra della sicurezza Patricia Bullrich.
La nuova unità è nata in risposta all’incremento della violenza nella città di Rosario, la quale si è trasformata nell’epicentro del narcotraffico del Paese. Secondo il think tank InSight Crime, la cocaina arriverebbe a Rosario attraverso il fiume Paraná dalle regioni argentine nel nord e dalla Bolivia, per poi essere inviata in Europa, specialmente in Italia e Albania, e in Africa.
La mafia italiana, in particolare la Ndrangheta, è molto presente in diverse nazioni latinoamericane, tra cui l’Argentina. Per questo motivo una maggiore cooperazione tra le due nazioni in materia giudiziaria è fondamentale per la sicurezza di entrambi i Paesi. Nel 2022 è stato arrestato nella provincia di Buenos Aires Carmine Alfonso Maiorano, capo della Ndrangheta nella nazione sudamericana.
Maiorano era indagato dal 2015 dalla Procura antimafia di Catanzaro e si ritiene che contribuisse all’importazione di cocaina nel Bel Paese dal 2009. Secondo la giustizia italiana, il calabrese coordinava anche i traffici di droga e armi in altri Paesi, come la Colombia e il Brasile, che poi arrivavano principalmente nel porto di Gioia Tauro, in Calabria.
Tra gli strumenti che verranno implementati per la lotta alla criminalità organizzata, troviamo la creazione di una Agenzia Antimafia regionale nell’area Mercosur sul modello della Procura nazionale antimafia e antiterrorismo italiana, la formazione delle forze di polizia argentine e la finalizzazione del Memorandum operativo antidroga tra la Direzione centrale dei servizi antidroga della Repubblica Italiana e la Direzione nazionale per la lotta al traffico di droga e alla criminalità organizzata del ministero della Sicurezza della Repubblica argentina.
In conclusione, il Piano d’azione, coordinato dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano e dal suo corrispondente argentino, condurrà alla realizzazione di progetti che porteranno molteplici benefici a entrambe le nazioni in diversi ambiti. Per esempio, contribuirà all’incremento della sicurezza energetica italiana grazie alla collaborazione con Eni. Inoltre, avrà effetti concreti anche nella lotta alla criminalità organizzata internazionale che opera nelle due nazioni.
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