Il 20 ottobre 2024 potrebbe segnare un momento decisivo nella storia della Moldavia. La popolazione moldava si รจ trovata di fronte a un doppio appuntamento di natura politica: le elezioni presidenziali e il referendum sull’adesione all’Unione Europea.
I risultati di queste consultazioni definiranno il futuro politico del Paese, influenzandone le relazioni internazionali, da sempre divise tra lโattrazione verso l’Occidente e la storica influenza russa.
La Moldavia verso un futuro nell’Ue?
Le elezioni presidenziali hanno riconfermato la liberale Maia Sandu, leader del Partito Azione e Solidarietร (Pas) e presidente dal 2020. Con una carriera avviata come ministro dell’Istruzione e successivamente come premier, Sandu รจ nota per la sua posizione apertamente europeista e per il suo impegno nellโavvicinare la Moldavia all’Ue e ridurne la dipendenza energetica dalla Russia. Durante il suo mandato, Sandu si รจ guadagnata un certo riconoscimento per aver tentato di contrastare la corruzione nel Paese, un problema saldamente radicato nella politica moldava.
Al primo turno delle elezioni, Sandu ha ottenuto il 39,78% dei voti, consolidando la propria posizione nella politica del Paese,nonostante le numerose sfide interne e esterne che si รจ trovata ad affrontare. Di fatto, le autoritร moldave hanno dichiarato che l’intelligence russa ha attivamente tentato di incidere sui processi democratici, sia per quanto riguarda le elezioni presidenziali sia per quanto riguarda il referendum sull’adesione all’Ue.
Nonostante la vittoria, Sandu non ha raggiunto la maggioranza assoluta, rendendo necessario un nuovo round di votazioni: il secondo turno di ballottaggio รจ previsto per il 3 novembre e sarร quello decisivo. Sandu dovrร confrontarsi con il candidato socialista e filo-russo Alexandru Stoianoglo, che durante il primo turno ha ottenuto il 27,63%, posizionandosi secondo dopo Sandu.
Stoianoglo รจ generalmente percepito come vicino agli interessi russi, avendo promosso una politica estera piรน bilanciata tra l’Occidente e la Russia. Pur non essendo esplicitamente sostenuto da Mosca, le sue posizioni contrastano con l’approccio filo-europeo dell’attuale leadership, attirando il sostegno degli elettori piรน scettici nei confronti dell’integrazione europea, favorevoli al mantenimento dei legami con la Russia.
Un voto per l’Europa
Posti dinanzi al quesito “Sostieni l’adesione della Moldavia all’Unione Europea?” i moldavi hanno espresso la loro volontร di aderire allโUe. Seppur con un margine risicatissimo, solo il 50.38% dei voti, la corrente politica filo-europeista ha vinto su quella euro-scettica che, storicamente, ha sempre detenuto il primato dei consensi nel Paese.
Il risultato del referendum, di natura consultiva, richiede ora una revisione costituzionale. Sebbene non vincolante, il voto popolare conferisce al governo moldavo un mandato politico per procedere con le riforme necessarie, incluse eventuali modifiche legislative e costituzionali, al fine di allineare la Moldavia agli standard europei.
I sondaggi pre-referendum indicavano un sostegno piuttosto ampio tra gli elettori per lโingresso nellโUnione che, oltre a sancire un posizionamento politico filo-occidentale, rappresenterebbe una significativa occasione di prosperitร economica per la Moldavia, uno dei Paesi piรน piccoli e piรน poveri dโEuropa, con circa 2,5 milioni di abitanti, incastrato tra la Romania e lโUcraina.
Un dato interessante รจ che il voto della diaspora รจ stato determinante: circa il 77% dei voti favorevoli รจ stato espresso da cittadini moldavi residenti fuori dai confini del Paese, secondo quanto riportato dal sito ufficiale del referendum della Repubblica di Moldavia. A fare da contrappeso allโinfluenza decisiva del voto dallโestero, una forte resistenza allโintegrazione europea, rappresentata dal 49.62% dei votanti, persiste allโinterno del Paese.
Emerge chiaramente come la vittoria del “sรฌ” sia attribuibile in larga parte alla diaspora moldava: se il voto fosse stato riservato ai soli residenti, il “no” avrebbe avuto la meglio. Questo scenario evidenzia profonde spaccature allโinterno del Paese. La tendenza antieuropeista affonda le sue radici in motivazioni storiche e culturali legate al passato sovietico ed รจ ancora ben radicata nelle regioni rurali, ma non solo.
Infatti, i cittadini moldavi che risiedono in Russia, molti dei quali hanno doppia cittadinanza, hanno contestato il risultato del referendum lamentando di aver riscontrato, durante il voto, varie difficoltร logistiche legate alla scarsitร dei seggi disponibili nel Paese, che erano solo tre, e allโinsufficienza di schede elettorali.
La Moldavia tra Mosca e Bruxelles
Secondo quanto riportato da varie testate giornalistiche e dai report degli osservatori internazionali, le recenti elezioni non sarebbero state scevre da interferenze esterne, principalmente da parte della Russia. La persistente influenza russa allโinterno delle dinamiche del Paese dellโex Unione Sovietica non รจ cosa nuova.
Tuttavia, la portata delle recenti interferenze รจ stata definita dal Consigliere per la sicurezza nazionale Stanislav Secrieru ยซsenza precedentiยป. Stando a quanto riportato da Politico, il capo della polizia del Paese avrebbe affermato che nel periodo precedente le elezioni piรน di 15 milioni di dollari presenti in fondi russi sono stati incanalati nei conti bancari di oltre 130.000 cittadini moldavi.
ร probabile che la doppia votazione del 20 ottobre abbia suscitato, piรน che in passato, la preoccupazione di Mosca. Storicamente, la Moldavia รจ sempre stata soggetta allโinfluenza russa, mentre le tendenze politiche che propendono per una maggiore integrazione con Bruxelles sono piรน recenti.
ร solo nel marzo del 2022, in seguito all’invasione russa dell’Ucraina, che la Moldavia ha chiesto ufficialmente di aderire all’Unione Europea. Fino a quel momento, il Paese aveva instaurato solo relazioni di cooperazione con Bruxelles. A partire dagli anni ’90, dopo la disgregazione dell’Urss, vennero stipulati i primi accordi di partenariato. Con la formazione della coalizione pro-europea “Alleanza per l’Integrazione Europea” nel 2009, le relazioni con lโUnione hanno cominciato a rafforzarsi.
La coalizione ha avviato un percorso di riforme che ha portato, nel 2014, alla firma dell’Accordo di Associazione con l’Ue, un passo concreto verso una maggiore integrazione economica e politica. Nel 2016, l’elezione del presidente filo-russo Igor Dodon ha impresso una battuta dโarresto a questo processo.
Con la vittoria di Maia Sandu nel 2020, la spinta verso l’integrazione europea ha perรฒ ripreso vigore e, nel giugno 2022, l’Unione ha ufficialmente concesso alla Moldavia lo status di Paese candidato, segnando una nuova fase per le aspirazioni europeiste di Chiลinฤu.
Al momento, oltre alla presidente, anche la maggioranza parlamentare รจ europeista, e ciรฒ aveva spinto Sandu a indire il referendum per legittimare la direzione politica che intende dare al Paese. Mosca, vistasi estromessa dallโEuropa orientale, in un momento giร delicato e caratterizzato da forti tensioni con lโOccidente a causa della guerra in Ucraina, avrebbe cercato di arginare la propensione del popolo moldavo per lโeuropeismo.
A conti fatti, la scommessa si รจ rivelata essere piรน rischiosa del previsto per la presidente. Dopo la chiusura dei seggi, infatti, รจ stata la stessa Sandu a dichiarare pubblicamente, durante una conferenza, che la campagna elettorale รจ stata fortemente influenzata dalla propaganda di ยซforze straniereยป volta a destabilizzare il Paese e ad alterare il risultato delle elezioni. Inoltre, la presidente ha fatto riferimento ad una vasta campagna di disinformazione orchestrata per disgregare lโunitร nazionale e manovrare lโopinione pubblica.
I nodi di Transnistria e Gagauzia
I risultati delle recenti consultazioni hanno dimostrato quanto l’elettorato moldavo sia sostanzialmente diviso tra le aspirazioni europeiste e le inclinazioni filo-russe. Su questo scenario incide la questione dellโautoproclamata indipendenza delle regioni della Transnistria e della Gagauzia, che rimane uno dei nodi piรน intricati della politica moldava.
La Transnistria, situata nella parte orientale del Paese, si รจ autoproclamata indipendente dalla Moldavia nel 1990 con il sostegno militare e politico della Russia. La regione, la cui indipendenza non รจ riconosciuta a livello internazionale, ospita circa 1.500 soldati russi, fungendo da avamposto per l’influenza di Mosca nell’area.
Questa situazione di โconflitto congelatoโ rappresenta un punto di attrito tra Chiลinฤu e Mosca, con il governo moldavo che cerca di ripristinare la sua sovranitร sulla regione separatista e di arginare lโinfluenza russa nella regione.
Nel 1990 anche la Gagauzia, regione situata nella parte sud-occidentale del Paese, dichiarรฒ la propria indipendenza. Nel 1994, a seguito di alcune negoziazioni con il governo moldavo, le venne concesso lo statuto di regione autonoma all’interno della Moldavia e, attualmente, permane sotto sovranitร moldava, nonostante goda di ampia autonomia per quanto concerne le questioni interne.
Tuttavia, la tensione politica tra il governo centrale e la regione persiste: la Gagauzia รจ tra le aree piรน critiche rispetto alle politiche filo-europee di Maia Sandu e tende a favorire legami piรน stretti con la Russia.
L’influenza che Mosca esercita su queste regioni, nonchรฉ le decennali frizioni tra il governo centrale e una parte della popolazione moldava, hanno intensificato la spaccatura interna del Paese, ponendosi come ostacolo alla piena integrazione della Moldavia con l’Occidenteโ.
Le conseguenze geopolitiche del nuovo posizionamento moldavo
Negli ultimi anni la Moldavia sta realizzando un percepibile spostamento verso l’Occidente, accelerato dalla guerra in Ucraina che infuria appena oltre il confine. Se la vittoria di Maia Sandu dovesse essere confermata, Chiลinฤu si allontanerebbe ulteriormente dall’influenza russa. Lโesito positivo del referendum europeo, nonostante la risicata maggioranza, ha rafforzato la legittimitร del governo Sandu, esacerbando le tensioni con Mosca.
Se da un lato l’eventuale adesione del Paese all’Ue lo rafforzerebbe, dallโaltro potrebbe esporlo alla ritorsione di Mosca che, probabilmente, reagirebbe ad un ulteriore allargamento dellโUnione in prossimitร dei suoi confini, plausibilmente riducendo o limitando le forniture energetiche oppure sostenendo con ancora maggiore veemenza le tendenze separatiste esistenti.
Un simile scenario, oltre a modificare l’assetto geopolitico della regione, potrebbe influenzare anche il percorso politico di altri Paesi post-sovietici, come la Georgia, rafforzando un asse sempre piรน filo-occidentale nellโEuropa orientaleโ e, per estensione, nei Balcani. Proprio in Georgia, un paese fortemente diviso tra le stesse due fazioni, si voterร oggi, 26 ottobre 2024.
Chiaramente, lโesito positivo del referendum sull’entrata del Paese nell’Unione Europea non implica che una simile circostanza si verificherร . Spetta comunque allโUe valutare se la Moldavia sia effettivamente in possesso dei requisiti richiesti per accedere allโorganizzazione, e il processo di adesione resta lungo e complesso.
I criteri di Copenaghen, formalizzati nell’art. 49 del Trattato sull’Unione Europea, stabiliscono che un paese candidato debba garantire democrazia, Stato di diritto, rispetto dei diritti umani e stabilitร economica e politica. Sebbene non si menzionino specificamente le dispute territoriali, l’Ue valuta con attenzione la stabilitร interna ed esterna dei Paesi candidati: conflitti territoriali irrisolti possono rallentare o complicare significativamente l’iter.
Per ora, nonostante l’opposizione interna di una parte significativa dell’elettorato, al banco di prova rappresentato dal referendum il fronte europeista in Moldavia ha retto, espressione di un nuovo sentimento che inizia a diramarsi nella societร moldava.
Tuttavia, il futuro rimane incerto: lโorientamento europeo della Moldavia, se la vittoria di Sandu venisse confermata, poggerebbe su un equilibrio precario, soprattutto considerando il ruolo determinante che ha giocato il voto della diaspora.
Foto in evidenza: By ยฉ European Union, 2024, CC BY 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=132574650
