Dopo piรน di una decade di guerra, i gruppi ribelli Unione per la Pace nel Centrafrica (Upc) e Ritorno, Rivendicazione e Riabilitazione (3R) depongono le armi e si dissolvono. La fine dellโattivitร armata delle due milizie Fulani giunge a seguito del cessate il fuoco annunciato fra essi e il governo di Faustin Archange Touadรฉra il 19 aprile.ย ย
Un processo di de-escalation che ha raggiunto il suo culmine in una cerimonia altamente simbolica tenutasi a Bangui il 10 luglio, in cui i leader dei due movimenti- Ali Darassa per lโUpc e Sembรฉ Bobo per il 3R- hanno deposto i propri kalashnikov di fronte al presidente della Repubblica Centrafricana (Rca).
ยซDichiaro dinanzi allโopinione nazionale e internazionale che il nostro impegno รจ sincero e totaleยป ha affermato solennemente Darassa. Un sentimento echeggiato da Bobo, il quale ha ribadito che ยซnel nome del nostro movimento, il 3R, siamo qui per rispondere alla chiamata per la pace; ci impegniamo a onorare questo accordo per lโinteresse supremo della nazione […] vi assicuro che rispetterรฒ le responsabilitร che ho presoยป.
Lโintesa fra Upc 3R e Bangui comporta un tentativo di rivitalizzare lโAccordo Politico per la Pace e la Riconciliazione nella Repubblica Centrafricana (Appr-Rca). Questโultimo documento, firmato nel 2019 a Karthoum, delineava una tabella di marcia per lโintegrazione di 14 gruppi ribelli negli apparati statali.
Tuttavia, complice la creazione della Coalizione dei Patrioti per il Cambiamento (Cpc) โ un raggruppamento delle varie fazioni ribelli lanciata nel 2020 dallโex presidente Franรงois Bozizรฉ col fine di boicottare le elezioni presidenziali del medesimo anno โ lโAppr-Rca si arenรฒ in un nulla di fatto.
Nonostante secondo lโUfficio Regionale per lโAfrica Centrale delle Nazioni Unite (Unoca) giร nellโottobre del 2023 nove dei 14 gruppi ribelli si erano giร disciolti volontariamente, le fazioni armate piรน potenti e rilevanti rimanevano fuori dal processo e aggrappate alle armi. La cerimonia del 10 luglio assume dunque un forte valore sia simbolico che pratico in quanto rilancia in maniera decisa il processo di pace che si era impantanato negli ultimi cinque anni.
Lโaccordo prevede inoltre la riabilitazione e lโintegrazione dei combattenti ribelli nei quadri delle Forze armate centrafricane (Faca) o in altri apparati delle forze di sicurezza. A questo fine i combattenti dell’Upc e del 3R sono giร stati trasferiti e registrati in cinque acquartieramenti nelle roccaforti ribelli nel sud-est e nel nord-ovest del Paese dove verranno disarmati.
Gli ex ribelli ritenuti idonei al servizio inizieranno quindi lโaddestramento, con lโobiettivo di unirsi alle Faca o a uno degli altri rami delle forze di sicurezza del Paese. Al contrario, i combattenti ritenuti non idonei dovrebbero beneficiare del programma di disarmo, smobilitazione e reintegrazione (Ddr) promosso da Minusca , la missione di peacekeeping dispiegata in Repubblica Centrafricana dallโOnu.
I giorni successivi alla cerimonia di Bangui hanno dunque visto lโavvio dellโimplementazione pratica dellโaccordo. A Maloum, 55 chilometri a est di Bambari, hanno preso il via le operazioni di smobilitazione e disarmo degli uomini dellโUpc.
In occasione dellโevento, sia Darassa che il generale centrafricano Henri Wanzet Linguissara hanno ribadito il loro ottimismo ed impegno nei confronti del processo di riconciliazione e reintegrazione dei ribelli. La procedura di disarmo a Maloum dovrebbe completarsi nel corso di due settimane sotto la supervisione della sezione Ddr della Minusca e una delegazione di ministri della Repubblica Centrafricana e del Ciad.
La Tela Internazionale della Pace
Questโultimo Stato ha giocato un ruolo chiave nella conciliazione di Bangui con i ribelli. Nonostante il conflitto in Repubblica Centrafricana fosse primariamente un problema interno al Paese; la sua risoluzione ha infatti chiamato in causa una pletora di attori internazionali estremamente eterogenea.
ร infatti grazie ai buoni uffici del governo di Mahamat Idriss Dรฉby Itno che nella capitale del Ciad si firmรฒ il cessate del 19 aprile. NโDjamena si รจ dunque posta sia come mediatrice che come garante della pace fra 3R, Upc e Bangui. Il Presidente Deby ha pertanto inviato una delegazione di spicco -condotta dal ministro della Difesa Issakha Malloua Djamous e il ministro delle Comunicazioni e portavoce del governo ciadiano Chรฉrif Mahamat Gassim– a presenziare agli eventi di Bangui e Maloum.
Lโimpegno del Ciad รจ mosso dal fatto che, nelle parole di Djamous: ยซLa continua instabilitร nella Repubblica Centrafricana potrebbe destabilizzare il Ciad. Un concetto reiterato da Gassim, secondo il quale: ยซQuando la Repubblica Centrafricana sta bene, anche il Ciad sta bene. Pertanto, il Ciad metterร in campo tutti i mezzi necessari, [โฆ] per garantire il ritorno della paceยป.
ร inoltre interessante notare come la genesi politico-militare di Ali Darassa sia come braccio destro di Baba Laddรฉ, il condottiero dellโex gruppo ribelle Fulani del Ciad; Front Populaire pour le Redressement (Fpr). Dopo aver contrastato il governo del padre di Dรฉby per anni, Laddรฉ fu infine cooptato dal governo del figlio, nel quale ricopre oggi il ruolo di Vicedirettore Generale della Polizia Nazionale.
Alla luce di ciรฒ non si puรฒ escludere che la riabilitazione dellโUpc negli apparati statali sia riconducibile a una piรน ampia strategia promossa dal Presidente del Ciad volta a integrare i vertici regionali della ribellione Fulani nelle amministrazioni governative locali col fine di monitorarli e tenerli sotto piรน stretto controllo. Della serie โtieni i tuoi amici vicini, e i tuoi nemici ancora piรน viciniโ.
ร sempre nel teatro ciadiano che si sono svolti i negoziati fra Bangui e i ribelli, con la Comunitร di SantโEgidio che ha svolto un ruolo fondamentale nel facilitare il dialogo tra gli attori in causa. Lโimportanza primaria degli sforzi diplomatici della comunitร cattolica italiana รจ stata riconosciuta dallo stesso Touadรฉra, il quale, nel corso dellโevento di disarmo nella capitale, ha pubblicamente ringraziato la Comunitร di SantโEgidio per lโimpegno a favore della pace nel Paese.
Un altro Stato che giocherร un ruolo cardinale per la riappacificazione fra 3R, Upc e Bangui รจ il Marocco. Secondo lโaccordo di pace, infatti, sia Bobo che Darassa designeranno 25 dei loro combattenti che verranno inviati nella nazione maghrebina per sostenere lโaddestramento militare sotto la supervisione di istruttori marocchini, per poi essere integrati nelle Faca.
Sempre sul tema dellโistruzione militare, si segnala lโincontro avvenuto il 10 luglio fra il comandante delle truppe francesi in Africa, Pascal Ianni, e il ministro della Difesa centrafricano, Rameaux-Claude Bireau. Lโargomento principale del colloquio รจ stato la ripresa della cooperazione militare fra Parigi e Bangui, lo sviluppo della quale sarebbe incentrata principalmente sullโaddestramento delle Faca.
Mentre non รจ stato esplicitamente dichiarato se tale formazione possa includere ex miliziani dei gruppi ribelli o meno, il tempismo del summit basta per dar vita a speculazioni in merito. Il possibile ritorno dellโinfluenza francese sulle Faca รจ chiaramente orientato a contenere la straripante autoritร militare e politica detenuta nel Paese dal Gruppo Wagner.
Prevedibilmente, anche emissari della Pmc russa erano fra i presenti alla cerimonia di disarmo di Bangui. Sebbene i musicisti di Pavel Prigozhin (figlio di Yevgeny, a capo dei mercenari dalla morte del padre) non abbiano giocato un ruolo di spicco nei negoziati, la pressione militare che da anni applicano sui gruppi ribelli Fulani รจ stata decisiva per condurre questโultimi al tavolo dei negoziati.
La Rca รจ lโunico teatro in cui la Wagner รจ, per ora, riuscita a scampare alla centralizzazione operata dal ministero della Difesa russo e al conseguente ricambio con lโAfrica Corps. Come riportato dallโ Institute for the Study of War, nonostante la pressione del governo di Putin su Bangui per accelerare tale processo, Touadรฉra appare riluttante a sacrificare le reti clientelari costruite in questi anni con i propri consiglieri e la propria guardia presidenziale (composta interamente da membri della Wagner).
Passi avanti, ma il conflitto incombe ancora
Mentre la dissoluzione del 3R e dellโUpc rappresenta un notevole passo in avanti per la risoluzione del conflitto centrafricano, il termine della guerra รจ ancora lontano. Svariati gruppi ribelli infatti rimangono esclusi dal meccanismo dellโAppr-Rca.
Alcuni di essi, come i gruppi Anti-Balaka e il Mouvement Patriotique Pour la Centrafrique (Mpc) condotto da Mahamat Al-Khatim, hanno espresso la propria volontร di sedersi al tavolo dei negoziati. Tuttavia, il piรน potente dei gruppi ribelli, il Front Populaire Pour la Renaissance de la Centrafrique (Fprc) di Noureddine Adam, non sembra intenzionato a deporre le armi.
Il Fprc, di cui lโUpc era un tempo una componente, controlla la maggior parte del nord-est del Paese, area nella quale nel 2014 ha eretto la propria amministrazione parallela fondando la Repubblica del Logone. Proprio lโistituzione di questa proto-repubblica indipendente fu il casus belli che spinse Darassa a scindere i suoi uomini dai ribelli di Adam e a fondare lโUpc.
Sebbene i ribelli di Noureddine Adam restino la principale minaccia per il governo di Bangui, lโerosione del loro potere appare inarrestabile. Un tempo unโorganizzazione che raggruppava pressochรฉ tutti i combattenti ex-Seleka, il Fprc รจ ora una frazione di ciรฒ che era alla sua nascita.
Anni dopo la scissione dellโUpc nel 2014, il leader storico del movimento, Abdoulaye Hissรจne, scavรฒ una seconda spaccatura nel gruppo rifiutando di prendere parte nel Cpc lanciato nel 2020, rimanendo fedele al Appr-Rca firmato lโanno precedente. La rottura lasciรฒ cosรฌ Noureddine Adam a capo di ciรฒ che era rimasto del Fprc. Negli ultimi anni, inoltre, lโFprc ha perso il controllo dei maggiori centri urbani della propria amministrazione, quali Nโdele e Birao (questโultimo luogo della fondazione del Fronte).
Nonostante i ribelli di Adam rappresentino ancora unโinsidia di primo livello per la stabilitร interna della Rca, qualora lโintegrazione nellโapparato statale degli ex-combattenti ribelli avvenisse con successo, la cessazione del conflitto fra le Faca, lโUpc e il 3R ha il potenziale per essere un punto di svolta nella guerra.
Oltre a restituire territorio e โ al termine del processo di disarmo e reintegrazione โ uomini al governo di Bangui, la pacificazione dei ribelli di Bobo e Darassa consentirร allโesercito centrafricano di dirottare risorse umane e militari dalle zone precedentemente occupate dagli insorti Fulani alla battaglia contro il Fprc.
Il nuovo accordo di pace dovrebbe trasferire le zone presidiate dall’Upc e dal 3r al controllo governativo.
Potenziate dallo scioglimento del 3r e dellโUpc, le Faca si trovano dunque finalmente in una posizione di vantaggio. Tuttavia, finchรฉ i ribelli di Adam manterranno la volontร di combattere, questโultimi sono favoriti dal territorio rurale della Repubblica Centrafricana settentrionale che si presta ad azioni di guerriglia. Un’opposizione ibrida che renderebbe la riconquista del nord del Paese unโoperazione ardua per lโesercito centrafricano e la Wagner nonostante la supremazia militare.
Mentre lโFprc appare ormai troppo debole per dare credibilitร alla Repubblica di Logone, la sua azione di resistenza armata potrebbe prolungare la guerra a tempo indeterminato. La pace fra Bangui, 3R e Upc restituisce al governo di Touadรฉra un grado di controllo territoriale che lโesecutivo centrafricano non deteneva dalla ribellione Seleka del 2012. Tuttavia, la Rca rimane uno Stato fortemente instabile e frammentato.
Ciononostante, dopo piรน di tredici anni di guerra, la resurrezione dellโAppr-Rca e lo scioglimento di due dei principali gruppi ribelli accende una flebile luce in fondo al tunnel.
Immagini in evidenza: 1) [[File:Faustin Touadera – 2019.jpg|Faustin_Touadera_-_2019]]
2) By Borysk5 – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=88463694
