Nel Golfo Persico gli Stati Uniti e la Repubblica Islamica dell’Iran sono tornati a spararsi con regolarità. Questa almeno la realtà che gli ultimi due giorni di guerra ci hanno consegnato, con il weekend dell’11 e 12 luglio che ha visto una forte recrudescenza di strikes reciproci.
La notte tra domenica e lunedì non ha fatto eccezione, e non poteva essere altrimenti, perché nella giornata precedente la Marina dei Guardiani della Rivoluzione (i Pasdaran) ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz.
Questo in virtù degli attacchi americani contro il Paese, da Washington giudicati giusta rappresaglia per le aggressioni iraniane contro il naviglio mercantile che rifiuta di coordinarsi con Teheran relativamente al passaggio nello Stretto.
Nelle prime ore della notte, l’Aeronautica e la Marina degli Stati Uniti hanno condotto nuovi attacchi aerei contro diverse località del sud dell’Iran, oltre ad aver colpito obiettivi nelle regioni occidentali.
