Tutti i migranti irregolari dovranno lasciare il Paese entro il 30 giugno. In caso contrario, il popolo scenderà nelle strade. Suona così l’ultimatum del movimento March and March rivolto al governo guidato da Cyril Ramaphosa, nell’ambito di quella che viene descritta come la più imponente ondata di manifestazioni contro l’immigrazione dal 2015.
Dalla fine di marzo, decine di proteste hanno interessato numerose città del Sudafrica. Al grido di “Mabahambe” (“devono andarsene”), centinaia di persone hanno affollato le piazze per chiedere l’espulsione degli stranieri irregolari.
Le mobilitazioni sono state accompagnate da episodi di violenza a sfondo xenofobo che, secondo le autorità e i media locali, avrebbero causato già dieci vittime.
Ghana, Malawi, Mozambico e Nigeria hanno avviato operazioni di rimpatrio, nel timore che la sicurezza dei propri cittadini possa essere compromessa da disordini che rischiano di sfociare in veri e propri pogrom contro le comunità straniere, soprattutto nei pressi dei centri di alloggio temporaneo delle principali città.
