ยซ[โฆ] The papacy is no other than the ghost of the deceased Roman Empire, sitting crowned upon the grave thereofยป (Thomas Hobbes, il Leviatano, 1651, Parte IV, cap. 47)
ยซWe shall be as a city upon a hill. The eyes of all people are upon usยป (John Winthrop, parlando del ruolo delle nuove colonie inglesi in America nel suo celebre sermone โA Model of Christian Charityโ, 1630)
L’8 maggio 2025, dalla Loggia delle Benedizioni della Basilica di San Pietro, si รจ affacciato il nuovo Vescovo di Roma: Leone XIV, al secolo Robert Francis Prevost.
Eletto dai cardinali in Conclave come 267ยบ Pontefice della Chiesa cattolica, ha pronunciato il suo primo saluto pubblico e impartito la benedizione apostolica “Urbi et Orbiโ.
Nato nel 1955 a Chicago, Leone XIV รจ il primo Pontefice statunitense nella storia della Chiesa: elezione che scrive dunque un inedito capitolo per le relazioni tra la Santa Sede e gli Stati Uniti, la prima superpotenza del pianeta.
Religioso agostiniano, teologo e pastore, Leone XIV arriva al soglio pontificio con una lunga esperienza in America Latina (in Perรน, da missionario prima e vescovo poi, ci ha vissuto 38 anni) e nella Curia romana, come prefetto del Dicastero per i Vescovi.
Il cattolicesimo americano
Lโelezione di un Pontefice statunitense sarebbe stata, fino a non molto tempo fa, unโeventualitร ritenuta praticamente impossibile. Per almeno due ragioni.
La prima ha a che fare con la postura internazionale degli Stati Uniti, che sono, ancora oggi, la prima (e unica) superpotenza del pianeta.
La Chiesa difficilmente ha espresso, nel corso della sua storia, un Pontefice appartenente alla stessa nazionalitร della principale potenza mondiale: anche quando potenze cattoliche come Francia, Spagna e Portogallo dominavano la scena internazionale, nessuna di esse riuscรฌ a โportareโ un proprio connazionale al soglio pontificio – se non con la forza, come avvenne, ad esempio, durante la cattivitร avignonese.
Questa scelta riflette una costante della storia del papato: tutelare la propria indipendenza evitando di identificarsi con la potenza dominante del momento.
La seconda ragione รจ invece legata alla particolare storia del Paese e alla percezione che la maggioranza dellโopinione pubblica americana conserva sul cattolicesimo, in parte ancora oggi.
Negli Stati Uniti โ plasmati, sin dalle origini, da una cultura puritana profondamente anti-monarchica e anti-papista โ i cattolici sono stati per lungo tempo visti come corpo estraneo, potenziale โquinta colonnaโ interna che avrebbe potuto tradire la Patria.
Con il tempo, il lungo e complesso processo di โamericanizzazioneโยน del cattolicesimo statunitense, ha consentito da un lato lโindebolimento del diffuso pregiudizio anti-cattolico, dallโaltro โ e come conseguenza โ un avvicinamento politico tra Santa Sede e Stati Uniti, che nel 1984, sotto la Presidenza Reagan, hanno stabilito per la prima volta nella storia relazioni diplomatiche ufficiali.
Lโelezione di Leone, dunque, รจ divenuta possibile solo in questo particolare contesto: da un lato il relativo declino dellโegemonia americana sul piano globale, dallโaltro il profilo โibridoโ del nuovo Papa (che possiede anche la cittadinanza peruviana). Non a caso, lโarcivescovo di New York Timothy Dolan ha affermato che ยซIn realtร , non lo avevamo considerato nemmeno un cardinale degli Stati Unitiยป.
Il ruolo della nuova Amministrazione americana
Lโelezione del primo Papa statunitense si inserisce anche โ e soprattutto โ in un momento particolarmente delicato nei rapporti tra la Santa Sede e lโattuale amministrazione americana.
Il secondo mandato di Donald Trump sta segnando infatti un mutamento nel rapporto tra religione e potere politico: il Presidente statunitense si presenta ormai come leader non soltanto politico, ma anche spirituale, investito โ a suo dire โ di una missione provvidenziale.
ยซSalvato da Dio per rendere lโAmerica di nuovo grandeยป รจ una delle espressioni usate da Trump nel suo discorso dโinsediamento, parte di una piรน ampia retorica in cui religione e autoritร politica si fondono, trasformando la figura presidenziale in quella di un leader carismatico, quasi messianico.
Un ulteriore passo in questa direzione รจ stato compiuto il 7 febbraio 2025, con la firma di un ordine esecutivo che ha istituito, per la prima volta nella storia americana, un โUfficio della Fedeโ direttamente alla Casa Bianca. A guidarlo รจ stata chiamata Paula White, telepredicatrice pentecostale e pastore della teologia della prosperitร , giร da anni consulente spirituale del Presidente.
Lโannuncio รจ stato accompagnato da unโimmagine divenuta virale: Trump al centro di un nutrito gruppo di pastori evangelici che si rivolgono verso di lui esibendo il gesto dellโimposizione delle mani. Tra i presenti โ nonostante le tendenze scismatiche che attraversano il cattolicesimo piรน conservatore negli Stati Uniti โ non figurava alcun rappresentante del clero cattolico.
Come osserva Massimo Faggioli, professore di Teologia e Studi Religiosi alla Villanova University di Philadelphia, ยซin America oggi c’รจ chi vede in Trump un messiaยป.
La sovrapposizione — ormai sempre piรน marcata — tra autoritร politica e autoritร religiosa, costituirร probabilmente uno dei principali elementi di frizione tra la Casa Bianca e la Chiesa di Leone.
Alle origini dello scontro tra Washington e Roma
Il pontificato di Francesco, che piรน di ogni altro ha spostato lโattenzione della Chiesa al di fuori dellโOccidente – e verso Pechino in particolare – รจ stato segnato da forti contrasti con gli Stati Uniti, soprattutto durante le amministrazioni a guida Trump.
Se era innegabile una maggiore sintonia tra il Vaticano e lโamministrazione democratica, โ come dimostrato anche dal conferimento, da parte del Presidente Joe Biden, della โMedaglia della Libertร โ a Papa Francesco โ non bisogna perรฒ dimenticare che il confronto tra Stati Uniti e Santa Sede – definiti non a caso โimperi paralleliโยฒ – trascende lโamministrazione in carica in un dato momento storico.
Thomas Hobbes โ seppur con unโaccezione fortemente negativa โ parlava del Papato come del soggetto erede dellโImpero Romano (e, dunque, della sua vocazione universale).
Se perรฒ la Roma dei Cesari voleva redimere il mondo per โcivilizzarloโ, convinta della propria superioritร sui โbarbariโ, costitutiva dellโuniversalismo della Roma dei Papi รจ invece lโidea che la Chiesa sia inviata a tutti i popoli, in ogni tempo, per annunciare il Vangelo e salvare lโumanitร .
ยซAndate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santoยป, (Matteo 28,19): missione insita nel termine stesso โcattolicoโ, dal greco ฮบฮฑฯฮฟฮปฮนฮบฯฯ, cioรจ ยซuniversaleยป.
Sullโaltra sponda dellโAtlantico, esemplificativa per comprendere la natura della โmissioneโ americana, รจ invece la celebre citazione del predicatore puritano John Winthrop, che parla del โNuovo Mondoโ (i futuri Stati Uniti d’America) come di โcittร sulla collinaโ, con il compito di ispirare il resto dellโumanitร .
Concetto fondativo del โDestino manifestoโ โ punto di partenza delle pretese universalistiche a stelle e strisce โ che vede lโAmerica gravata da una responsabilitร morale verso il mondo, in quanto nazione โelettaโ.
Anche lโespressione utilizzata da Winthrop affonda le sue radici nella Bibbia: รจ Gesรน, nel Discorso della Montagna, a invitare i suoi discepoli a essere modello per il mondo, come una cittร posta sopra un monte, visibile a tutti.
Lโimmagine evocata dal predicatore puritano รจ talmente forte da passare alla storia ed essere ripresa, tra gli altri, anche dal Presidente Ronald Reagan, che nel 1989 parlรฒ di โcittร splendenteโ.
Tanto gli Stati Uniti quanto la Santa Sede – intesa come ente di diritto internazionale che rappresenta la Chiesa cattolica nel mondo – sono dunque soggetti portatori di una missione universale, e, in quanto tali, non possono che entrare in diretta concorrenza.
La postura (parzialmente) filo-atlantica dei pontificati di Wojtyla e Ratzinger era stata estemporanea e motivata, per il primo, dalla presenza di una minaccia condivisa (quella sovietica e comunista), per il secondo (anche) dallโammirazione personale nutrita per la societร e la โcivil religionโ americana.
In tal senso il pontificato di Francesco ha operato un netto (e storico) cambiamento: la Santa Sede ha riscoperto la sua vocazione universalista, non temendo di schierarsi in opposizione a Washington in molteplici occasioni.
Dal conflitto siriano – quando il Pontefice scrisse a Putin per scongiurare un intervento americano – alla guerra russo-ucraina, passando per le relazioni con la Repubblica Popolare, fino alla questione palestinese: il Vaticano ha spesso preso una posizione non allineata ai desiderata americani.
La Chiesa, nella visione che era propria di Francesco, non puรฒ e non deve schierarsi con alcuna potenza: devโessere anzi ยซcome un ospedale da campo dopo una battagliaยป, punto di riferimento per chi ha bisogno, senza fare distinzioni tra imperialismi contrapposti.
Tendenza che, spesso, ha disorientato lโaltra sponda del Tevere: mentre il Vaticano riorientava sempre piรน la propria bussola verso il โSud globaleโ, per lโItalia rimaneva vitale il supporto statunitense.
Da qui il difficile equilibrio attuale: ospitare allโinterno della capitale del Bel Paese il cuore di unโistituzione che – differentemente da quanto accadeva durante la โPrima Repubblicaโ – ha unโagenda sempre piรน divergente rispetto a quella italiana.
Il ruolo del primo Papa americano
Eppure, la scelta di un Papa con origini statunitensi โ sebbene non sia al momento possibile prevedere con certezza lโindirizzo del nuovo Pontificato โ si propone di ricucire, almeno in parte, lo strappo consumatosi negli ultimi anni tra la Santa Sede e lโOccidente, tanto sul piano ecclesiale โ segnato da forti tensioni con le chiese locali di Germania e Stati Uniti e da una riduzione della centralitร di Roma โ quanto su quello geopolitico.
Sul piano geopolitico ne รจ prova il fatto che il primo capo di Stato straniero ricevuto da Leone, proprio nel giorno del suo insediamento, sia stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, leader di un Paese che lโallora cardinale Prevost definรฌ vittima di ยซunโautentica invasione imperialista russaยป, aggiungendo che ยซdobbiamo […] essere piรน chiari nel riconoscere gli orrori della guerra e le malvagitร che la Russia sta compiendoยป.
Parole molto differenti dal ยซcoraggio della bandiera biancaยป, invocato da Francesco e dalla sua โequivicinanzaโ tra le due parti in causa.
Rivolgimento che Mosca sembra non aver gradito. Se al funerale di Papa Francesco la Russia era rappresentata dalla sua ministra della cultura, alla cerimonia dโinsediamento di Leone ha invece disertato all’ultimo momento, ufficialmente a causa di โproblemi di rottaโ dellโaereo che doveva condurre la delegazione moscovita a Roma.
Agli appelli di Leone che offriva la Santa Sede come piattaforma per i negoziati tra russi e ucraini, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha commentato, con tono derisorio, che ยซnon si dovrebbero sprecare le capacitร intellettuali elaborando opzioni che non sono molto realistiche. Immaginate il Vaticano come sede dei negoziati: direi che รจ un poโ inelegante che Paesi ortodossi discutano questioni relative allโeliminazione delle cause profonde su una piattaforma cattolicaยป.
Lโinsediamento del primo Papa statunitense segna dunque, senza dubbio, una fortissima svolta simbolica (e, parzialmente, diplomatica), ma non sancisce necessariamente un ritorno allโintesa strategica tra il Vaticano e Washington. Le traiettorie storiche dei due attori, oggi, divergono piรน che convergere.
E se pure si profilasse un riavvicinamento con lโOccidente, la Chiesa di Leone non potrร ignorare che il suo baricentro spirituale e demografico si รจ spostato nel Sud del mondo, dove, ormai, si gioca il futuro del cattolicesimo.
Le sfide di Leone
Sul piano ecclesiale, il tentativo di Leone di ricucire le lacerazioni che attraversano la Chiesa si intuisce fin dalle sue primissime scelte.
Affacciatosi, poco dopo lโelezione, dalla Loggia delle Benedizioni della Basilica di San Pietro, Leone ha indossato i paramenti che il suo predecessore aveva deciso di non portare: la mozzetta e la stola.
Lo stemma pontificio che ha scelto reca invece il motto In Illo unum (ยซNellโunico Cristo siamo unoยป), tratto da un sermone di santโAgostino sul Salmo 127.
Indossare la stola รจ un gesto tuttโaltro che neutro: su di essa sono raffigurati i Santi Pietro e Paolo: il primo simbolo dellโistituzione, la Chiesa; il secondo, invece, della sua dimensione missionaria e universale.
La partita รจ allora duplice: da un lato, ricucire lo strappo con lโOccidente e con la sede di Pietro โ Roma โ, dallโaltro, non rinunciare allo spirito della โChiesa in uscitaโ tanto caro a Francesco.
Il motto scelto, che richiama allโunitร della Chiesa, chiarisce a sua volta lโaltra grande sfida: quella di affrontare lo scisma de facto in atto Oltreoceano, per evitare che si consumi in forma definitiva, prima che sia troppo tardi.
Rinsaldare il legame tra le โperiferieโ del cattolicesimo e il centro โ Roma โ, scongiurare i due scismi in divenire โ lโuno con la chiesa statunitense, lโaltro con quella tedesca โ, sanare la frattura tra la Santa Sede e lโOccidente senza rinnegare โ anzi, rafforzando โ la dimensione missionaria della Chiesa: queste, in sintesi, le principali sfide che segneranno il pontificato di Leone XIV, il primo Papa americano.
Immagine in evidenza: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pope_Leo_XIV_on_the_loggia.jpg; immagini presenti nell’articolo: 1) https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Udo_J.,Keppler_The_American_Pope_1894_Cornell_CUL_PJM_1118_01.jpg
โ
ยน M. Graziano, In Rome We Trust. Lโascesa dei cattolici nella vita politica degli Stati Uniti, Il Mulino, Bologna 2016, cap. VII.
ยฒ Massimo Franco, Imperi paralleli. Vaticano e Stati Uniti: oltre due secoli di alleanza e conflitto, Il Saggiatore, Milano 2016.
