Il tentativo di risoluzione della guerra in Iran segue ormai da settimane lo stesso copione. In un primo momento, gli organi di stampa americani annunciano che Teheran e Washington sarebbero vicine a un accordo, generando ottimismo sui mercati.
Tuttavia, questo slancio positivo viene subito tradito dalle dichiarazioni dei funzionari americani e iraniani, che dimostrano come le posizioni sulle questioni chiave rimangano sostanzialmente invariate.
Il tutto condito dalle esternazioni del Presidente americano, che da ultimo è arrivato a richiedere l'adesione di tutti i Paesi della regione (Iran incluso) agli Accordi di Abramo, come segno di ringraziamento per il grande lavoro diplomatico svolto dagli Stati Uniti nel risolvere il conflitto da loro stessi scatenato.
Il tentativo più recente per raggiungere un memorandum d'intesa, che sarebbe in fase avanzata di negoziazione, non sembra fare eccezione. La notizia si era propagata con entusiasmo nel weekend, quando lo stesso Donald Trump ha affermato in un’intervista ad Axios che c’era un 50% di possibilità che un accordo venisse firmato già domenica.
Sono quindi sopraggiunte le ormai consuete complicazioni. Il memorandum d’intesa, per come ne è giunta notizia al pubblico attraverso i report dei media americani, era semplicemente una lista dei desideri di Washington.
