La ripresa della guerra in Medio Oriente tra Stati Uniti e Iran è tornata a infiammare la regione e a mettere sotto pressione l'economia globale.
Mentre Washington e Teheran continuano a scambiarsi attacchi reciproci, i mercati energetici, che più di ogni altro avrebbero dovuto accusare il colpo di questa recrudescenza del conflitto, sembrano invece per il momento mantenere una certa stabilità.
La ripresa della guerra ha portato a un rialzo nei prezzi dei futures del petrolio Wti americano e del Brent del Mare del Nord, i due principali parametri di riferimento utilizzati a livello mondiale per determinare il prezzo del petrolio greggio.
Dopo dieci giorni, tuttavia, il trend rialzista sembra essersi fermato in un range tra gli 80 e gli 85 dollari per il Wti e intorno ai 90 per il Brent. Siamo ben lontani dai picchi di marzo e aprile, quando, salvo “provvidenziali” messaggi social del Presidente americano e scoop di Axios in merito a proficue trattative, i prezzi del petrolio erano stabilmente sopra i 100 dollari.
