Lungi dal vedere una sua definitiva conclusione, anche negli ultimi giorni il più ampio conflitto mediorientale tra Iran, Stati Uniti e rispettivi alleati ha avuto come suo principale campo di battaglia lo Stretto di Hormuz.
Uno dei principali punti di attrito è infatti la gestione del traffico in entrata e uscita. L’articolo 5 del memorandum d’Intesa, volutamente vago, viene interpretato in maniera diametralmente opposta da Washington e Teheran.
Per gli americani viene sancita la gratuità del transito e la futura amministrazione viene rimandata a un dialogo multilaterale basato sul diritto internazionale marittimo.
Per gli iraniani, come espressamente detto dal Ministro degli Esteri Abbas Araghchi, dovendo Teheran occuparsi della rimozione delle mine e degli ostacoli militari entro i primi 30 giorni, lo Stretto «rimane sotto la totale supervisione e gestione dell'Iran».
