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Quale futuro per la difesa aerea dell’Europa

Quale futuro per la difesa aerea dell’Europa

I conflitti tra Israele e Iran e tra Russia e Ucraina cambiano la guerra aerea. Lo stato della difesa aerea europea e i campioni industriali. Il punto del Generale Claudio Gabellini (Am)
<a href="https://aliseoeditoriale.it/author/redazione/" target="_self">Redazione</a>

Redazione

16 Ott, 2025
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Redazione

16 Ott, 2025

In questo report:

  • Come รจ cambiata la guerra aerea
  • I sistemi di difesa aerea europei
  • Gabellini: la necessitร  di un sistema multi-strato

A cura di:

Leonardo Venanzoni

Luigi Laffranchi

Il 22 giugno 2025, nove giorni dopo l’inizio della guerra tra Israele e la Repubblica Islamica d’Iran, 11 missili iraniani hanno colpito varie localitร  nello Stato dโ€™Israele, ferendo 86 persone e danneggiando strutture ad Haifa, Tel Aviv, Be’er Ya’akov e Ness Ziona.

Nei 12 giorni complessivi di conflitto, si tratta della giornata in assoluto piรน devastante per quanto concerne gli attacchi missilistici lanciati da Teheran. Nonostante un lancio moderato, solo 27 missili in totale, gli iraniani riuscirono infatti a penetrare efficacemente le difese antiaeree israeliane e a colpire alcune delle cittร  piรน importanti del Paese. Per Israele, anche al netto di danni contenuti, il 22 giugno รจ stato un campanello di allarme.

Stando alle stime complessive del ministero della Difesa di Tel Aviv circa lโ€™86% dei missili e dei droni lanciati dall’Iran durante il breve conflitto รจ stato intercettato con successo. Una quota importante che perรฒ non segnala quanto la percentuale di abbattimenti, anche al netto di lanci sempre piรน limitati da parte delle forze missilistiche di Teheran, sia andata decrescendo progressivamente con il proseguire della guerra.

La raffineria di Haifa colpita dai missili iraniani nel giugno del 2025

Come testimoniato nella seconda metร  di luglio anche da Trita Parsi, vicepresidente del Quincy Institute, sul finire della guerra ยซciรฒ che sembra essere accaduto รจ che gli iraniani sono riusciti a degradare i sistemi di difesa aerea israeliani e, di conseguenza, con un numero inferiore di missili, in realtร  sono riusciti a farne arrivare di piรนยป.

Nei primi sei giorni di guerra, solo l’8% dei missili iraniani avrebbe penetrato le difese aeree israeliane. Ma nella seconda metร  del conflitto, come sottolineato a luglio dal Jinsa, tale percentuale รจ raddoppiata, raggiungendo il 16%.

Il caso israeliano, nonostante la ristrettezza temporale dello scontro e la relativa limitatezza dei mezzi impiegati, permette una prima considerazione sulla natura dei conflitti contemporanei. Questi sono caratterizzati sempre di piรน, specialmente per quanto concerne il lato aereo e antiaereo, da logiche di saturazione e di attrito e da una panoplia di minacce molto ampia, che include sistemi d’attacco che spesso risultano molto piรน economici degli intercettori impiegati per abbatterli.

Questo aspetto, evidente durante tutti i 12 giorni di guerra tra Tel Aviv e Teheran, diventa palese quando si passa ad osservare l’altro importante conflitto del nostro tempo, ovvero quello tra Russia e Ucraina.

Nello scontro tra Kiev e Mosca, infatti, gli aspetti legati agli scontri missilistici e con i droni sono preminenti, visto che entrambi gli attori fanno e hanno fatto di questi sistemi un uso smodato per anni. Solo nel maggio 2025, per esempio, stando agli ucraini, le forze armate di Kiev hanno colpito ed eliminato circa 89mila bersagli utilizzando droni suicidi, per lo piรน modelli molto economici e versatili.

Su ambo i lati del fronte durante il conflitto una percentuale compresa tra il 70% e lโ€™80% delle perdite totali รจ stata causata dall’impiego diretto o indiretto di questi sistemi d’arma. Anche in questo caso, come in quello israelo-iraniano, la saturazione e la diversificazione della minaccia risultano aspetti fondamentali da considerare.

Entrambe le guerre dimostrano che la natura della minaccia aerea รจ mutata negli ultimi anni, integrando tanto sistemi โ€œtradizionaliโ€, quali i missili balistici o da crociera, quanto droni, loitering munitions e nuovi missili ipersonici, i quali possono colpire il bersaglio a delle velocitร  superiori a mach 5 (5 volte la velocitร  del suono), rendendo scarsamente efficaci gran parte degli attuali sistemi di difesa.

I russi, in particolare, con i missili Kinzhal lanciati dai caccia Mig-31K e i bombardieri Tu-22 in Ucraina hanno dimostrato quanto possano essere letali questi nuovi sistemi e lo stesso hanno fatto gli ucraini con droni e munizioni circuitanti.

In quest’ultimo caso, l’attacco compiuto contro i velivoli strategici russi nelle basi di Belaya, Dyagilevo, Ivanovo Severny, Olenya e Ukrainka il primo giugno 2025 dimostra quanto anche piccoli e poco costosi sistemi d’arma possano essere letali se usati in massa e in maniera innovativa.

Proprio per questo รจ sempre piรน necessaria la creazione di un sistema difensivo che sia anch’esso quanto piรน variegato e differenziato possibile. Vale a dire, un sistema di difesa aereo multistrato, in grado di rispondere a minacce di varia natura, tanto ravvicinate quanto provenienti dalla lunga distanza. E che sia, soprattutto, in grado di resistere a lungo a un fuoco di saturazione continuo.

Sul tema, il ministro della Difesa Guido Crosetto non ha usato mezzi termini: in Italia ยซnon siamo prontiยป. Parlando a metร  settembre, infatti, il ministro ha stimato in almeno sei anni il tempo richiesto per sviluppare e schierare in Italia ยซun sistema complessivo di difesa, a partire da un modello di Iron Dome, che possa garantire la nostra difesa da ogni minacciaยป.

Un tempo apparentemente molto lungo ma che alla luce di quanto evidenziato dai conflitti in Terra Santa e in Ucraina risulta coerente con l’ampiezza della sfida lanciata dalle nuove minacce aeree. Qualunque difesa anti-aerea che miri a proteggere un Paese a 360ยฐ contro minacce provenienti dal cielo dovrร  essere, per forza di cose, multi-strato, sostenibile economicamente e diffusa sul territorio.

MiG-31K equipaggiato con un missile Kinzhal

La difesa aerea multistrato e lo scenario europeo

La difesa aerea moderna deve affrontare minacce sempre piรน diversificate: sciami di droni, munizionamenti loitering, missili ipersonici, attacchi saturanti e incursioni cyber-elettroniche. Per questo, si evolve verso unโ€™architettura multistrato, dove piรน sistemi lavorano insieme per proteggere lo spazio aereo in profonditร  e ampiezza.

I sistemi impiegati includono sensori radar e ottici per individuare e tracciare le minacce, sistemi missilistici e cinetici per lโ€™intercettazione e capacitร  elettroniche e cyber per la neutralizzazione non cinetica. Queste soluzioni possono essere fisse o mobili, integrate su veicoli terrestri, navali e aerei, e operano in rete grazie a sistemi C2 avanzati che gestiscono le minacce in tempo reale.

In ambito europeo sono presenti diverse iniziative comunitarie per la difesa dello spazio aereo. La piรน rilevante รจ lโ€™European Sky Shield Initiative (Essi), un progetto di cooperazione militare lanciato nel 2022 su iniziativa della Germania, con lโ€™obiettivo di creare un sistema europeo integrato di difesa aerea e missilistica.

Lโ€™iniziativa nasce come risposta diretta alle crescenti minacce emerse durante la guerra in Ucraina, in particolare ai rischi posti dai missili balistici russi, come gli Iskander, schierati a Kaliningrad. Essi mira a colmare le lacune strutturali della difesa aerea europea, rafforzando la capacitร  di protezione collettiva dei cieli europei attraverso un approccio multilivello e interoperabile con la Nato.

A complemento di Essi, Germania e Francia hanno avviato il programma Odinโ€™s Eye, unโ€™iniziativa strategica per sviluppare una capacitร  europea autonoma di allerta precoce missilistica basata su satelliti. Coordinato da Ohb System Ag e finanziato dal Fondo Europeo per la Difesa (Edf) con oltre 90 milioni di euro, Odinโ€™s Eye coinvolge 43 aziende di 14 Paesi europei, tra cui Leonardo, Airbus, Thales e ArianeGroup.

Il sistema รจ progettato per rilevare e tracciare minacce balistiche, ipersoniche e anti-satellite, fornendo dati in tempo reale per lโ€™intercettazione e la risposta. Odinโ€™s Eye costituisce uno dei pilastri del progetto Twister (Timely Warning and Interception with Space-based Theater Surveillance), promosso nellโ€™ambito della cooperazione strutturata permanente (Pesco) dellโ€™Ue.

In parallelo, รจ stato avviato il programma Hydef (Hypersonic Defence Interceptor), finalizzato allo sviluppo di un sistema europeo per lโ€™intercettazione endo-atmosferica di minacce ipersoniche, rafforzando lโ€™autonomia strategica dellโ€™Ue in questo segmento critico.

Alla luce dellโ€™evoluzione delle minacce aeree descritte, si possono individuare quattro principali aree di contromisure (strato alto, medio, basso e cyber-elettronico). In questo contesto, Leonardo, Mbda (Consorzio europeo missilistico, controllato da Bae Systems, Airbus e Leonardo) e Rheinmetall si distinguono come alcune tra le principali aziende europee, offrendo soluzioni avanzate per ciascuno di questi livelli di difesa.

Strato alto โ€“ Difesa strategica e a lungo raggio

Questo strato รจ dedicato alla rilevazione e alla difesa contro minacce aeree e missilistiche a grande distanza solitamente superiori a 200 chilometri.

Leonardo รจ attiva con il radar Rat 31 Dl/M, un sistema Aesa mobile per sorveglianza aerea a lungo raggio, capace di rilevare bersagli fino a 500 km di distanza, inclusi missili balistici. รˆ integrabile in reti Nato e impiegato nei compiti di early warning.

A supporto, Leonardo produce anche il Kronos Grand, radar multifunzione con capacitร  di tracciamento simultaneo di oltre 200 bersagli, utile per la difesa antimissile e antiaerea.

Mbda contribuisce con il sistema Samp/T Ng, che impiega missili Aster 30 B1/B1nt per la difesa contro minacce balistiche e ipersoniche, integrato con radar multifunzione e sistemi C2 avanzati.

Rat-31Dl nella Repubblica Ceca

Strato medio โ€“ Difesa tattica e a medio raggio

Questo strato รจ focalizzato sulla protezione di asset operativi e forze dispiegate da minacce aeree convenzionali, con una copertura dai 100 ai 200 chilometri. Leonardo partecipa al programma Samp/T Ng tramite la joint venture Mbda, fornendo radar e sistemi C2.

Il radar Kronos Land (versione mobile) offre copertura tridimensionale fino a 100 chilometri, con capacitร  di ingaggio rapido e tracciamento automatico. รˆ compatibile con missili Aster e integrabile su veicoli terrestri.

I missili Aster di Mbda rappresentano inoltre un assetto chiave per la difesa aerea anche da piattaforme navali, grazie alla loro capacitร  di ingaggio a medio e lungo raggio. Vengono impiegati a bordo dei cacciatorpediniere classe Orizzonte, delle fregate Fremm e dei Pattugliatori Polivalenti dโ€™Altura (Ppa), con gittate che variano da 30 chilometri (Aster 15) fino a oltre 120 chilometri (Aster 30).

Queste unitร  navali garantiscono una protezione stratificata contro minacce aeree e missilistiche, anche in scenari ad alta intensitร . Sono inoltre previsti aggiornamenti allo standard Aster 30 B1nt, che estenderanno ulteriormente il raggio dโ€™azione (a 150 chilometri) e introdurranno capacitร  di difesa contro missili balistici a corto raggio, rafforzando lโ€™interoperabilitร  con i sistemi terrestri e navali di nuova generazione.

Strato basso โ€“ Difesa a corto raggio e protezione di asset critici

Lo strato basso considera tutti quei sistemi di difesa aerea che hanno una copertura inferiore ai 100 chilometri.

Qui Rheinmetall eccelle con il sistema Skynex, adottato dallโ€™Esercito Italiano. รˆ composto da: Revolver Gun Mk3 da 35 mm, con cadenza di mille colpi/minuto e portata di 4 chilometri. Munizioni Ahead programmabili, che esplodono in prossimitร  del bersaglio creando una nube letale contro droni e munizioni loitering grazie al Radar X-Tar3D per sorveglianza tridimensionale.

Leonardo propone il sistema Skyguard in collaborazione con Rheinmetall, e torrette Hitrole e Lionfish, integrabili su veicoli blindati per difesa ravvicinata. Inoltre, sviluppa sistemi elettro-ottici e Irst per tracciamento passivo a corto raggio.

Mbda contribuisce con il sistema Mistral 3, missile a guida Ir ad alta precisione, e con la famiglia Sky Warden, una soluzione modulare per la protezione contro minacce Uas, che integra sensori radar, ottici e Rf, effettori soft e hard kill, e capacitร  di gestione automatica della kill chain.

Mbda integra anche il sistema Vl Mica Ng, con missili a guida Ir o Rf per la difesa contro droni, aerei e missili da crociera, e il sistema Camm-Er, con capacitร  di intercettazione oltre i 45 chilometri e compatibilitร  con architetture modulari.

Revolver Gun Mk3 in servizio presso l’Aeronautica ucraina

Strato cyber-elettronico โ€“ Dominio dello spettro e protezione digitale

Leonardo รจ leader europeo nella guerra elettronica con sistemi Ew per jamming, spoofing e protezione delle comunicazioni. I suoi sistemi sono integrabili su piattaforme terrestri, navali e aeree. Rheinmetall contribuisce con soluzioni Ew integrate nei propri veicoli e sistemi radar, con capacitร  di resistenza alle contromisure elettroniche, come dimostrato nel sistema Skynex.

Mbda, nel sistema Sky Warden, integra capacitร  di guerra elettronica e algoritmi di intelligenza artificiale per la classificazione automatica delle minacce e la selezione degli effettori piรน idonei, migliorando lโ€™efficacia operativa e riducendo i falsi allarmi.

Questa architettura multistrato, basata su tecnologie interamente europee, offre una risposta concreta alle minacce moderne, con modularitร , interoperabilitร  e scalabilitร  come principi guida.

La necessitร  di una difesa multistrato: il commento di Gabellini (Am)

Lโ€™architettura multistrato europea offre una risposta concreta alle minacce moderne, ma lโ€™Ue necessita di un ulteriore rafforzamento della propria difesa aerea. La guerra in Ucraina ha dimostrato come la Russia, non riuscendo a ottenere la superioritร  aerea, abbia ripiegato su droni e attacchi stand-off per evitare perdite tra i propri caccia, limitandone lโ€™operativitร  ai territori controllati.

Questo ha evidenziato la necessitร  di una difesa aerea resiliente e stratificata. In risposta, la Nato ha riconosciuto la necessitร  di investimenti strutturali: nel giugno 2025, il Segretario Generale Mark Rutte ha dichiarato lโ€™obiettivo di aumentare del 400% le capacitร  di difesa aerea e missilistica dellโ€™Alleanza, sottolineando come questo settore sia stato storicamente trascurato e ora richieda un intervento urgente.

In merito allโ€™urgenza di sviluppare un sistema di difesa aerea sempre piรน articolato e integrato, il Generale dellโ€™Aeronautica Claudio Gabellini, giร  responsabile del Comando Operazioni Aerospaziali e capo di Stato Maggiore del Comando Squadra Aerea, ha spiegato ad Aliseo come ยซi conflitti recenti dimostrano che le nuove minacce aeree hanno superato ampiamente i limiti e i confini tecnologici e di impiego tradizionaliยป.

Droni economici, munizioni circuitanti, missili ipersonici, attacchi saturanti e cyber-elettronici hanno ulteriormente smentito i vecchi paradigmi e le vecchie concezioni di gestione del campo di battaglia. In questo contesto, ยซil potere aerospaziale ricopre un ruolo di assoluta centralitร  ed imprescindibilitร  in un moderno conflittoยป.

Le minacce aeree sono oggi infatti molto piรน diffuse e โ€œaccessibiliโ€ rispetto al passato. Anche contesti che spesso lโ€™opinione pubblica รจ abituata a pensare come scevri di questi rischi โ€“ ad esempio il bacino mediterraneo, per lโ€™Italia โ€“ pullulano di attori che sarebbero, in poco tempo, in grado di dotarsi dei sistemi necessari a mettere in seria difficoltร  la sicurezza italiana o europea.

Proprio per questo, secondo Gabellini, dotarsi di un sistema integrato e multistrato di difesa aerea e missilistica, ยซnon รจ piรน una semplice opzione, ma unโ€™urgenza imprescindibileยป, una capacitร  che sia ยซresiliente, interoperabile e proiettata anche allo spazio extra-atmosferico, da cui dipende la sicurezza dei nostri cieli, la protezione del nostro sistema di valori e, in ultima analisi, la sopravvivenza stessa del Paese e della nostra Alleanzaยป.

A cura di:

Leonardo Venanzoni

Luigi Laffranchi

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Immagini nell’articolo: By Hanay – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=167823137; https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Kh-47M2_Kinzhal#/media/File:2018_Moscow_Victory_Day_Parade_66.jpg; https://en.wikipedia.org/wiki/Selex_RAT-31DL#/media/File:Radar_u_%C4%8C%C3%A1slavi.JPG; https://en.wikipedia.org/wiki/Skyshield#/media/File:Skynex_AC_West.jpg

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