Abbonati

a

Scopri L’America dopo l’egemonia

L’ultimo numero della rivista di Aliseo, dedicato al futuro degli Stati Uniti. 14 analisi per capire l’America, dalla geopolitica alla crisi interna

Russia e Stati Uniti: il potere è conservatore e tecno-reazionario

Russia e Stati Uniti: il potere è conservatore e tecno-reazionario

L'illuminismo oscuro come collante per i conservatori. Putin e Trump rinforzano la loro leadership grazie alle oligarchie tecnologiche

Mosca e Washington si ritrovano in contrasto per ambizione strategica e influenza geografica. Il perdurare della guerra in Ucraina sta deteriorando la considerazione che i due leader hanno vicendevolmente. Questo però non può far passare in secondo piano l’esistenza di un sistema valoriale, quindi dei suoi meccanismi di conservazione del potere, che unisce i due Paesi.

La vicinanza ideologica tra Donald Trump e Vladimir Putin si esprime attraverso la convergenza su ideali profondamente conservatori. Le due Nazioni, infatti, si rinforzano grazie ai principi di revisione storica, lotta all’immigrazione e ritorno ai valori tradizionali. Quello che però aggiorna un pensiero altrimenti datato è una fiducia sconfinata nella tecnologia. L’universo tech è visto, da alcuni frammenti del potere, come il chiavistello per garantire efficienza governativa a discapito della rappresentatività democratica. Pensieri analoghi rientrano in letteratura nella corrente dell’illuminismo oscuro.

Questa ideologia è sostenuta da diversi rappresentanti di spicco della Silicon Valley. I primi risultati si sono visti con il Dipartimento americano per l’efficienza governativa (Doge), presieduto fino a pochi mesi fa da Elon Musk e sostenuto da gran parte dell’intellighenzia losangelina, tra cui il miliardario Marc Andreessen.

La Russia segue a ruota, anche se con qualche distinguo. I primi ammiccamenti sono stati palesi al Forum del Futuro “Russia 2050”, tenutosi a Mosca il mese scorso. Ad organizzare questo evento lo Tsargrad Institute, presieduto dall’imprenditore russo Konstantin Malofeev e diretto da Aleksandr Dugin.
A parlare di innovazione, intelligenza artificiale e robotica, oltre alle alte cariche russe Sergei Lavrov e Maria Zakharova, si sono fatti avanti molti ospiti internazionali come il padre di Elon Musk, Errol Musk, il commentatore complottista Alex Jones e il politico britannico antioccidentale George Galloway.

Dalle idee elitarie di Nick Land alla vittoria di Donald Trump

Facendo un passo indietro, la corrente di pensiero che, con un salto quantico, cerca di mescolare conservatorismo e tecnologie futuristiche è il Dark Enlightenment (Illuminismo Oscuro). Il suo padre putativo è il filosofo britannico Nick Land, promotore di idee accelerazioniste, ovvero tese a velocizzare i processi capitalistici per raggiungere un collasso del sistema. In un nuovo mondo “accelerato” le redini saranno in mano ai tecno-capitalisti, capaci di assicurarsi il potere grazie alla possibilità di manipolazione dei mezzi tecnologici. Così facendo il nuovo mondo sarebbe una specie di feudalesimo corporativo, composto da èlite detentrici del potere economico e politico.

Nel tempo, le idee di Land sono diventate un punto di riferimento per alcuni tecno-capitalisti della Silicon Valley, tra cui il miliardario Peter Thiel, co-fondatore di PayPal e fondatore di Palantir. Thiel, ancorato a ideali di conservatorismo religioso, condivide con Land una visione elitista del potere e della società. Secondo questa ideologia, il governo del futuro sarà nelle mani di pochi: di coloro che potranno sostenere un’evoluzione controllata, guidata dalla tecnologia. Allo stesso modo, nel suo testo The Dark Enlightenment, Land prefigura un futuro dominato da un’aristocrazia post-umana, potenziata da patrimoni genetici migliorati grazie alla bioingegneria.

Al di là delle speculazioni filosofiche e un po’ fantasiose, questa corrente ha delle chiare ricadute politiche. Il sostegno economico della parte più conservatrice dell’élite californiana (più di 400 milioni spesi) per la campagna di Donald Trump ha influenzato l’esito elettorale. Musk e Andreessen hanno promosso operazioni di deregolamentazione assimilabili agli ideali di Land, con azioni messe in pratica da Trump già dai primi giorni del suo mandato. Il 23 gennaio un decreto del Presidente ha cancellato le direttive dell’amministrazione Biden sull’Ai, pochi giorni dopo sono iniziati i profondi tagli al Dipartimento dell’Istruzione. Scelte che mostrano come all’interno della complessa catena del potere Maga sia presente anche la corrente tecnolibertaria.

Per Land, infatti, il pensiero neoreazionario è l’unico in grado di far confluire le tre principali correnti delle destre radicali: i tecnolibertari, i religiosi tradizionalisti e gli etnonazionalisti. Una tricotomia che, se unita in un unico partito, porta al successo dell’ultradestra, come è accaduto per l’elezione di Trump. Questo equilibrio è però molto sottile e ha già portato a scontri interni al partito tra chi è più affine alle idee di Musk a chi invece rimane legato al movimento Maga delle origini.

La Russia che vuole arrivare su Marte

In un sistema autoritario come la Russia, la necessità di conservazione del potere è analoga ma priva di una finalità elettorale. Per conservare così a lungo il proprio posto, Vladimir Putin ha dovuto giostrarsi tra varie correnti interne, consolidando nella sua figura il potere decisionale.

In primo luogo, nonostante il suo manifesto ateismo, si è sempre legato a doppio filo con il mondo dell’ortodossia religiosa: «Il cristianesimo è la radice dell’identità russa», così nel 2018, il giorno dei 1130 anni dal battesimo del principe Vladimir il Grande, il primo Gran Principe di Kiev convertito al cristianesimo. Inoltre, ha fatto convergere su di sé le idee etnonazionaliste di pensatori come Aleksandr Dugin. Promotori di un’idea di Russia euroasiatica: unico ponte possibile tra Occidente e Oriente.

Un aspetto che spesso non si considera del popolo russo è la fascinazione per la tecnologia. I russi non dimenticano, infatti, di essere stati i primi uomini ad aver mandato un uomo nello spazio. Passo finale di un processo ideologico iniziato con la corrente filosofica del Cosmismo, poi continuato con i romanzi fantascientifici di Evgenij Zamjatin e del polacco Stanisław Lem.

Il rapporto tra Stato e tecno-economia in Russia resta però sensibile a continue oscillazioni, come dimostra l’allontanamento di Pavel Durov, fondatore di Telegram, dalla sua stessa azienda dopo il rifiuto di fornire i dati degli oppositori di Putin nel 2014. Un approccio simile si è palesato anche negli Usa nei confronti di Elon Musk. L’imprenditore sudafricano, infatti, ha deciso di non rinnovare il suo incarico nell’amministrazione del Doge. I motivi sono diversi ma con ogni probabilità l’amministrazione Trump lo ha sollecitato a lasciare.

In ogni caso Putin non ha intenzione di escludere il suo Paese dalla corsa alla modernizzazione, già nel 2017 affermò che «Il Paese leader nell’intelligenza artificiale dominerà il mondo». Per questo motivo negli ultimi anni, il governo ha cercato di inglobare, grazie a personalità fedeli, gli afflati di tecnofilia reazionaria. Il processo di assimilazione tra Stato e ideologi si è reso pubblico per la prima volta al Forum del Futuro “Russia 2050”. Il protagonista scelto dall’alto è stato il magnate russo Konstantin Malofeev.

Se pur non centrale nel processo decisionale del Cremlino, Malofeev è un soggetto interessante: presidente del gruppo mediatico Tsargrad, mescola ideali legati all’ortodossia religiosa alla fiducia smodata per la tecnologia. Il futuro immaginato dall’oligarca si palesa sul sito web di Tsargrad, nella pagina dedicata agli obiettivi per la Russia del 2050. In primo piano campeggia un’immagine generata dall’Ai in cui una navicella spaziale sorvola la skyline di Mosca. Al di sotto si srotola un elenco numerato con i risultati da ottenere per una Russia ultramoderna e conservatrice.

Al primo posto si delinea un’inverosimile politica per la natalità: «l’85% dei bambini nascerà da madri di età inferiore ai 23 anni, il tasso di divorzio sarà inferiore al 10%». Per quanto riguarda i risultati utopici da conseguire in campo tecnologico, c’è quello di 5 robot ogni 10 lavoratori entro il 2050. Supremazia mondiale nell’intelligenza artificiale, nei sistemi d’arma avanzati, nell’energia nucleare, nelle tecnologie di esplorazione spaziale e artica, nella biotecnologia e nell’ingegneria genetica.

Singolare anche la scelta di segnalare una data precisa, quella del 12 aprile 2050 (stessa data che nel 1961 portò Yuri Gagarin nello spazio) quando un consorzio Brics raggiungerà per la prima volta Marte. Ambizioni che fanno sorridere, ma che possono essere interpretate sia come autentici obiettivi strategici sia come furbi ammiccamenti verso parte della classe dirigente moscovita.

La Valle sta con Vance mentre al Cremlino rimane Putin

Nonostante siano enormi le differenze strategiche in est Europa tra Stati Uniti e Russia. Putin e Trump mostrano alcune similitudini nella gestione del potere interno. Questa volta cercando di inglobare la novità ideologica della corrente tecnolibertaria. Diventata più forte, soprattutto in America, rispetto all’irrilevanza del passato.

Come in ogni società i due leader rappresentano, infatti, solo la sintesi dell’iceberg che è struttura della loro autorità. Il loro compito è mantenere lo status quo, convincendo la base popolare della bontà del progetto mentre dialogano proficuamente con chi detiene l’iniziativa economica.
Negli Stati Uniti, accade proprio questo. Trump soddisfa la popolazione con promesse populiste, ma poi si trova a dover scendere a patti con i tecnolibertari di Los Angeles. Questa trattativa è spesso delegata al vicepresidente J.D. Vance visto il suo curriculum profondamente legato alla Valle del silicio.

Vance ha infatti lavorato a Los Angeles come consulente legale per la Thiel Foundation. Poco dopo ha fondato una società di venture capital sostenuta da Peter Thiel e Marc Andreessen. In più di un’occasione Vance ha definito il fondatore di Palantir: «La persona più intelligente che abbia mai incontrato».

L’ammirazione per quanto genuina ha ragioni politiche, infatti, Vance deve a Thiel il suo primo successo elettorale. Il miliardario ha sostenuto con oltre 15 milioni di dollari il vicepresidente per la sua campagna elettorale al Senato dell’Ohio nel 2021.

Diventato, ora, la seconda carica dello Stato, Vance rappresenta agli occhi della Silicon Valley quella figura capace della convergenza tra valori religiosi e accelerazionisti, cari a molti multimiliardari. Negli States già si pronostica un importante endorsment da parte della Valle alle elezioni del 2028.

Garanzia per l’avvocato dell’Ohio per elevate chance di diventare il quarantottesimo Presidente americano. A Mosca sarebbero ben felici di vederlo nello Studio Ovale. Al Cremlino però si osserva solo a distanza, consapevoli che il tempo da quelle parti scorre più lento. Putin, infatti, resterà al suo posto almeno fino al 2030.

Immagine in evidenza: https://www.rawpixel.com/image/4051268/d-day-national-commemorative-event

La newsletter di Aliseo

Ogni domenica sulla tua mail, un'analisi di geopolitica e le principali notizie sulla politica estera italiana: iscriviti e ricevi in regalo un eBook di Aliseo

Enrico Pascarella

Enrico Pascarella

Dello stesso autore

In evidenza

Aliseo sui social