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SAMP/T: cos’è e perché è importante

Il SAMP/T è un sistema missilistico terra-aria che verrà inviato in Ucraina nel prossimo pacchetto di aiuti da Italia e Francia. Sarà un punto di svolta nella guerra?

Il Ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha recentemente affermato di “star lavorando all’invio di sistemi missilistici SAMP/T, congiuntamente con la Francia”. Suddetto sistema sarebbe incluso nel prossimo pacchetto di aiuti all’Ucraina. Provvedimento che si aggiungerà ai cinque precedentemente varati dal Governo Draghi. L’eccezionalità di tale fornitura risiede nell’importanza che il sistema ricopre nella strategia di difesa nazionale italiana.

Cos’è il SAMP/T: componenti e caratteristiche

Il FSAF SAMP/T (acronimo di Familie de Sol-Air Futurs Sol-Air Moyenne Portée / Terrestre) è un sistema missilistico terra-aria sviluppato dalconsorzio europeo Eurosam, formato dai costruttori di missili MBDA Italia, MBDA Francia e Thales. È stato sviluppato alla fine degli anni ‘80 ed è entrato in servizio nelle Forze Armate italiane e francesi a partire dal 2010.

Esso fa uso del missile antiaereo Aster 30, prodotto da MBDA e dotato di un raggio d’azione di 100 km per l’intercettazione di aerei e 25 km per quella dei missili. Il sistema può essere usato per individuare e colpire aerei, droni e missili di vario tipo*, risultando ottimale per le esigenze ucraine. Ogni batteria comprende:

  • un Modulo di Ingaggio (ME), dove si esercita il controllo tattico del sistema, dotato di un computer e due console dedicate alla sorveglianza ed all’identificazione delle tracce; si collega con il sistema radar tramite un cavo in fibra ottica, per evitare intereferenze elettroniche
  • un Modulo di Comando (MC), dove si esercita la pianificazione della missione, monitorandone lo svolgimento, e si coordina il supporto logistico. Gestisce inoltre il flusso di informazioni tra i diversi elementi della difesa aerea (radar di missili, aerei AWACS, ecc.)
  • un Radar Multifunzione ARABEL 90 (MRI), che effettua la scoperta, l’acquisizione, l’identificazione e l’inseguimento dei bersagli (il SAMP/T può tracciare fino a dieci obiettivi diversi nello stesso istante); è dotato anche di un sistema di riconoscimento dei veicoli amici (IFF)
  • un Modulo Gruppo Elettrogeno (MGE), utilizzato per alimentare il radar, presenta un doppio gruppo elettrogeno per garantire la continuità di esercizio dell’apparecchio
  • un Modulo Lanciatore Terrestre (MLT), in grado di lanciare fino ad otto missili in dieci secondi; collegato al ME mediante radio (per operazioni fino a 100 km di distanza), oppure tramite un cavo in fibra ottica, evitando operazioni di jamming nemiche (disturbo delle apparecchiature), non consentendo però attività a distanze considerevoli
  • un Modulo Ricarica Terrestre (MRT), per effettuare le operazioni di caricamento e scaricamento delle celle dei missili sul lanciatore.

La complessità dei mezzi e della tecnologia ivi adottata rendono gli addestramenti del personale addetto improbabili in tempi brevi. Ciononostante il sistema è annoverato tra i migliori al mondo: dotato di maggiore mobilità rispetto al Patriot statunitense, è progettato per intercettare efficacemente bersagli ad alta velocità, grazie all’elevato tasso di manovrabilità dei missili Aster 30.

* è in fase di sperimentazione l’armamento con missili Aster 30 Block 1NT, capaci di neutralizzare missili balistici a medio raggio

Fornire i SAMP/T all’Ucraina: dubbi e ritardi

L’invio di SAMP/T era già stato ventilato nei mesi scorsi, ma fu ritardato principalmente per due motivi, ovvero: le batterie a disposizione delle nostre Forze Armate sono solamente sei (di cui una dispiegata in Kuwait), e la cessione di una o più di queste andrebbe ad indebolire notevolmente la capacità di difesa aerea dello Stivale; il produttore e detentore delle licenze del sistema è l’azienda Eurosam GIE, le cui quote sono detenute da gruppi manifatturieri di Italia e Francia, per cui una decisione sull’utilizzo delle batterie andrebbe presa congiuntamente con i transalpini.

Anche la Francia ha poche batterie, motivo per cui non desiderebbe privarsene. Inoltre, sia Roma che Parigi temono i possibili svantaggi dell’operazione. Tra questi è doveroso annoverare il reverse engineering, ovvero la possibilità che i Russi catturino le apparecchiature e ne scoprino i segreti, acquisendo informazioni utili alla loro neutralizzazione sul campo o, peggio, alla fabbricazione di dispositivi simili da parte della loro industria militare.

È bene precisare che questa rappresenta una prospettiva estremamente pessimistica, dato che le batterie sarebbero verosimilmente schierate lontano dai campi di battaglia, a difesa di città o importanti centri strategici come basi militari, aeroporti o grandi centrali energetiche, diminuendo così la probabilità che cada in mano nemici o che vengano continuamente bombardati e logorati.

Altra preoccupazione per le due cancellerie occidentali deriverebbe dagli alti costi di produzione del sistema e di manutenzione delle apparecchiature, data la penuria di pezzi di ricambio. Per quanto Roma e Parigi si augurino che il teatro bellico ucraino si trasformi in un trionfale palcoscenico per la loro industria d’armi, permane il rischio che una cattiva performance in Ucraina possa invece ridurre i potenziali acquirenti del SAMP/T, il quale già soffre la forte concorrenza degli HAWK statunitensi.

A seguito dell’annuncio della fornitura di un sistema Patriot da parte di Washington, Italia e Francia hanno maggiormente accusato la pressione da parte di alleati e governo ucraino, con quest’ultimo che chiede a gran voce mezzi semoventi per neutralizzare le ondate missilistiche russe. Nelle scorse settimane, il principale nodo da sciogliere tra Roma e Parigi è stato decidere chi dei due avrebbe dovuto fornire la batteria completa e chi avrebbe dovuto supplire i costosi Aster 30, sempre nel quadro di un sacrificio da consumarsi congiuntamente per non uscirne entrambi eccessivamente ridimensionati.

In questo quadro, l’Eliseo ha agito d’anticipo, inviando a maggio una batteria nella base di Capu Midia, a difesa dello strategico aeroporto NATO “Mihail Kogălniceanu”, in Romania. Abile gioco dell’Aeronautica Francese, che certo si è privata di una batteria SAMP/T, ma si è anche assicurata che non finisse sul campo di battaglia, obbligando di fatto l’Italia a fornire una batteria a proprie spese (il valore di un SAMP/T è di circa ottocento milioni di euro).

La Francia allora si farebbe carico delle forniture dei missili Aster 30, con un costo di due milioni di dollari ciascuno. Il quotidiano francese l’Opinion ha annunciato che sarebbe stato trovato un accordo tra Roma e Parigi per la fornitura di 700 missili per un totale di due miliardi di euro; la Difesa ha però smentito la notizia diffusa dai media francesi. Nonostante la collaborazione (quasi) totale sulle modalità d’impiego del prezioso sistema missilistico lasci ben sperare, l’apporto di sole una o due batterie potrebbe non rivelarsi un punto di svolta per gli ucraini, specie a lungo termine, se non affiancate da altri sistemi di difesa integrati; tantomeno i paesi produttori potranno ritenersi soddisfatti della bilancia economica dell’operazione, a meno che non giungano importanti commesse a seguito di buone prestazioni sul campo.

Foto in evidenza: “Italian Army – 4th Anti-aircraft Artillery Regiment ‘Peschiera’ SAMPT missile reloading” by Italian Army is licensed under CC BY 2.5.

Giulio Caravaggio

Pescarese di nascita, attualmente studente di Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Alma Mater di Bologna. Mi interesso di analisi e ricerca geopolitica e militare, con un focus particolare sul continente africano e sul conflitto russo-ucraino.

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