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Soledar è caduta, e ora? La nuova fase del conflitto in Donbass

Soledar, per quanto cruciale per l'accerchiamento di Bakhmut, non rappresenta la svolta annunciata da Mosca, ma le sue miniere potrebbero rivelarsi utili in futuro

Soledar
Immagine che mostra Yevgeny Prigozhin nelle miniere di Soledar insieme agli uomini del gruppo Wagner | fonte: canale Telegram di Кепка Пригожина (personale di Prigozhin)

Nella giornata dell’11 gennaio, il Gruppo Wagner, compagnia di mercenari al soldo di Mosca, ha unilateralmente annunciato la conquista di Soledar, centro abitato sito nell’Oblast di Donetsk, Donbass[1]. La cittadina, che prima del conflitto contava circa 10.000 abitanti, è conosciuta per essere il più grande centro di estrazione di salgemma d’Europa. Soledar è ubicata a soli 10 kilometri a nord di Bakhmut (circa 71.000 abitanti nel 2021), ormai celebre per i continui scontri tra le forze armate russe ed ucraine, ultimo centro di una certa importanza per il comando ucraino prima della linea difensiva Kramatorsk-Slovjansk.

L’annuncio “ufficiale” della presa di Soledar, da parte del Ministero della Difesa russo[2], è arrivato ore dopo quello dell’11 gennaio, segno dell’autopercezione del Gruppo Wagner che, tramite il suo leader Evgenij Prigožin, ha prontamente rettificato di “aver liberato da solo” la cittadina, relegando l’azione dell’esercito regolare russo in secondo piano[3].

È l’ennesima pagina di uno scontro a distanza tra lo chef di Putin (così è definito Prigožin, a causa della sua attività imprenditoriale nel settore della ristorazione in Russia) ed il Cremlino, con il primo che accresce rapidamente il proprio prestigio, tramite le vittorie sempre più indipendentemente conseguite sul fronte e millantate sui social, dove il Gruppo Wagner è ben più popolare dell’esercito regolare russo e delle altre parti combattenti al fianco di Mosca.

Cambio al vertice

Anche per questo, Vladimir Putin ha quindi optato per un cambio al vertice militare dell’Operazione Militare Speciale, appuntando il capo dello stato maggiore russo, Valerij Gerasimov, nuovo comandante delle forze impegnate in Ucraina, così degradando il generale Sergej Surovikin (ultimo comandante) a suo secondo, insieme ad Aleksandr Lapin (artefice della ritirata russa da Lyman) e l’esperto generale Alexei Kim4.

La nomina di Gerasimov parrebbe una risposta alle accuse mosse da Prigožin e Kadyrov (leader ceceno fedele a Mosca) verso gli alti comandi dell’esercito, reputati “troppo lontani dalle operazioni” per comprenderne le dinamiche, dunque accusandoli direttamente della scarsa efficienza finora dimostrata dalle forze armate russe. A tal proposito, non sorprende l’assunzione del nuovo incarico da parte di Lapin, anch’egli bersaglio di forti critiche dagli alleati di Mosca; mentre, per quanto concerne il declassamento di Surovikin, il cambio al comando non dovrebbe influire eccessivamente sul suo ruolo primario alla guida delle operazioni in Ucraina.

La conquista di Soledar è stata presentata al popolo russo come una dirompente svolta per le sorti del conflitto. Su molti canali (specie filorussi) circolano voci secondo cui Soledar rappresentava la chiave per la liberazione dell’intero Donbass, o addirittura una rampa di lancio in ottica di una nuova offensiva verso Kiev. In realtà, l’acquisizione della cittadina è strategicamente rilevante per l’accerchiamento della meglio difesa Bakhmut ma non rappresenterebbe lo strapotere tattico che la propaganda russa vorrebbe dipingere. Si tratta dello sfondamento di una delle “roccaforti” ucraine sulla linea difensiva Siversk-Soledar-Bakhmut, che comunque consente ai Russi di assumere un sensibile vantaggio nell’area

4    https://www.reuters.com/world/europe/russia-appoints-gerasimov-top-commander-ukraine-2023-01-11/

Da Soledar a Bakhmut: la possibile strategia russa

Soledar è il più grande centro abitato nei dintorni di Bakhmut, ma non l’unico: tra le due cittadine vi sono altri agglomerati urbani come Blahodatne, Krasna Hora, Paraskoviivka, Yahidne. Qui le forze ucraine potrebbero facilmente montare difese ad oltranza e rallentare l’avanzata delle truppe russe verso Bakhmut/Artemivsk, probabilmente infliggendo numerose perdite al nemico ed ottenendo tempo per riorganizzare le difese.

Per realizzare un relativo accerchiamento di Bakhmut, i Russi necessitano di interrompere le linee di rifornimento ucraine. Assumendo che la strada T513 sarà per i difensori presto inutilizzabile dati i recenti risultati positivi ottenuti dalle forze russe nei pressi di Krasna Hora (l’unico dei villaggi prima citati ubicato ad est del fiume Bakhmutovka), e dando per certa la stabile presa russa di Opytne a sud, l’ultima grande linea logistica sicura rimasta saldamente in mano agli Ucraini passa per la strada T504, che collega Bakhmut con la cittadina di Kostjantynivka, ad ovest.

Secondo gli analisti, le forze armate russe potrebbero dover passare da Ivanivske, sita a 6 kilometri da Artemivsk sulla T504. Gli sforzi bellici russi degli ultimi giorni confermerebbero la possibilità di una prossima offensiva su Ivanivske: nelle scorse ore, i Russi hanno annunciato la conquista di Klischiivka ad opera dei battaglioni della Wagner e delle truppe d’élite russe (Vdv)5. La conquista di questo centro consentirebbe all’esercito di Mosca di contare su una buona copertura per una successiva avanzata verso Ivanivske, divisa da Klischiivka da 5 kilometri di aperta campagna.

5    https://blog.parabellumhistory.net/mappa-crisi-ucraina/

L’impossibilità di una nuova grande offensiva

Soledar è dunque un tassello imprescindibile per aumentare la pressione su Bakhmut, ma il suo controllo, da solo, non assicura ai Russi un vantaggio strategico rilevante. Inoltre, l’elevato utilizzo di truppe d’elite, unito alle numerose perdite umane e materiali, su un fronte di soli 40 kilometri, complica una possibile offensiva russa verso i grandi centri di Kramatorsk e Slovjansk, ultimi bastioni ucraini nel Donbass in caso di caduta di Bakhmut.

Le operazioni offensive necessitano in genere di un efficiente catena di rifornimento, soprattutto per il munizionamento. Ma la dispersione geografica dei depositi e la riduzione numerica delle armi ivi stoccate, parte delle misure russe prese a seguito dei primi bombardamenti ucraini con sistemi HIMARS, rendono meno probabili offensive immediatamente grandi avanzate al termine della battaglia di Bakhmut.

Qui emerge il valore aggiunto di Soledar: le sue miniere, a discreta profondità, ben collegate tra loro, e forti della presenza di un materiale elastico come il salgemma nelle loro pareti, offrono un’ottima occasione per stoccare munizioni, armi, equipaggiamenti e dare riparo a centinaia di uomini. Presumendo che i Russi difficilmente si spingeranno subito verso Kramatorsk e Slovjansk, le miniere di Soledar rappresenterebbero un luogo sicuro di stoccaggio di materiali utili a riorganizzare le proprie linee, in attesa delle truppe della mobilitazione e di nuovi ordini.


[1] https://www.aa.com.tr/en/russia-ukraine-war/russian-wagner-group-claims-control-over-soledar-city-in-ukraine/ 2784850

[2] https://edition.cnn.com/2023/01/13/europe/russians-capture-soledar-intl/index.html

[3] https://www.voanews.com/a/russia-s-prigozhin-talks-up-wagner-role-amid-rivalry-with-defense-ministry-/ 6918625.html

Giulio Caravaggio

Pescarese di nascita, attualmente studente di Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Alma Mater di Bologna. Mi interesso di analisi e ricerca geopolitica e militare, con un focus particolare sul continente africano e sul conflitto russo-ucraino.

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