Nelle ultime settimane di guerra si sono rincorse dichiarazioni di Donald Trump riguardo trattative tra lโamministrazione statunitense e alcuni membri della Repubblica Islamica, secondo le quali questโultima starebbe chiedendo un cessate il fuoco.
Lโ8 aprile si รจ arrivati a un accordo per una tregua di due settimane, durante la quale si svolgeranno i colloqui per una possibile pace duratura. La controparte iraniana รจ stata identificata nel capo del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, insieme agli altri vertici politici del Paese come il ministro degli esteri Abbas Araghchi e il Presidente Masoud Pezeshkian.
Sebbene il governo eletto abbia una sua importanza in Iran, lโinfluenza che il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (sepฤh-e pฤsdฤrฤn-e enghelฤb-e eslฤmi) esercita nella politica iraniana costituisce un elemento imprescindibile per capire la struttura del potere interno al Paese, soprattutto in tempo di guerra.
I Pasdaran sono a tutti gli effetti un corpo militare che perรฒ, rispondendo direttamente alla Guida Suprema, ha un diverso centro di comando rispetto a quello dellโesercito regolare (Artesh) che invece passa per lo Stato Maggiore delle Forze Armate.
Il loro scopo principale รจ quello di proteggere la Rivoluzione da ogni minaccia, dallโattacco militare esterno alla corruzione dei costumi musulmani, questโultima considerata una forma di imperialismo occidentale.
Altro obiettivo รจ โesportare la Rivoluzioneโ allโestero, scopo perseguito esclusivamente supportando i movimenti di liberazione islamici facendo leva sullโenfasi che lโIslam sciita pone sui concetti di resistenza degli oppressi, sofferenza e martirio.
Espandere la propria sfera di influenza non รจ un capriccio ideologico, quanto un imperativo strategico per lโIran che ha la necessitร di costruirsi degli alleati regionali ed estendere la propria profonditร .
Storia e ideologia dei Pasdaran
I Pasdaran nascono agli albori della Rivoluzione Islamica del 1979 come milizia popolare di militanti religiosi legati a moschee e clero locali senza una struttura centralizzata, che in quei mesi tumultuosi agivano su azione volontaria per garantire la sicurezza nelle strade, proteggere i leader del nuovo regime e combattere le milizie di opposizione come i Mojahedin-e Khalq (Mek).
Istituzionalizzati dalla prima Guida suprema della Repubblica Islamica, Ruhollah Khomeini, il 1ยฐ febbraio dello stesso anno, il loro scopo originario era proseguire le istanze della Rivoluzione proteggendo il nuovo regime da eventuali colpi di Stato da parte dellโesercito regolare considerato troppo fedele allo Sciร .
Sebbene siano stati concepiti come corpo di sicurezza interna, la prima minaccia esistenziale alla Repubblica Islamica, ossia lโinvasione da parte dellโIraq, portรฒ i Pasdaran a combattere sul fronte a fianco dellโArtesh.
Tale impiego permise loro di costruire la propria struttura ideologica e militare oltre che di guadagnare prestigio agli occhi della popolazione per la difesa della patria.
Stabiliti in corpi separati, le Guardie, attraverso la tattica delle โondate umaneโ, furono capaci di fermare lโavanzata irachena e riconquistare Khorramshahr, cittร ascesa a simbolo della resistenza islamica. Le truppe che lanciavano questi attacchi erano incitate dai clerici che esaltavano la natura sacra della battaglia invocando il martirio.
Il successo nella difesa del Paese lanciรฒ i Pasdaran verso unโoffensiva inefficiente che tuttavia fu contornata da motivazioni e narrazioni ideologiche che formeranno la politica estera dei decenni successivi.
Lo slogan โGuerra fino alla vittoria. La strada per Gerusalemme passa per Karbalaโ, ossia liberare la Cittร Santa (Quds) passando per Karbala, luogo del martirio del terzo imam sciita Husayn, combaciava con la necessitร di creare la profonditร strategica che mancava alla vigilia della guerra, e di costruire una sfera di influenza nella regione.
I fallimenti dellโoffensiva in territorio iracheno portarono i Pasdaran a puntare su una narrazione incentrata sullโidentitร sciita e sulla dimensione religiosa della guerra.
Fu proprio in contesto di guerra che il Corpo delle Guardie plasmรฒ sรฉ stesso intorno a una retorica della difesa dellโIslam dalle forze del male, incarnate dallโOccidente.
Lโenfasi posta sulla liberazione delle comunitร oppresse funzionรฒ da veicolo per estendere lโinfluenza imperiale iraniana nella regione, costruendo una rete di alleati capaci di colpire i nemici e difendere lโIran in caso di necessitร .
ร questo il caso di Hezbollah e delle milizie sciite irachene, le quali, legate ai persiani per motivi ideologici ed esistenziali, sono intervenute immediatamente a fianco della Repubblica Islamica a seguito dellโattacco statunitense.
Oltre a essere un corpo militare, i Pasdaran di fatto sono anche una forza politica. Militaristi, conservatori e legati alla Guida Suprema, attraverso reti clientelari interne, hanno costruito una propria struttura basata sul controllo dei settori economici strategici come lโindustria, arrivando a controllare un terzo del Pil del Paese.
Il radicamento sul territorio, grazie allโintervento dei Basij, una milizia paramilitare di volontari fortemente ideologizzati, garantisce loro una forte presa sulla popolazione e sugli apparati politici.
Lโex ministro degli Esteri Mohammad Javad-Zarif, in unโintervistaย interna ufficiale parte di un progetto governativo di โoral historyโ trapelata nel 2021 e pubblicata da Iran International, ha espresso preoccupazioni per lโinfluenza che la forza Quds esercita sulla politica estera iraniana, come nel caso dei tentativi di sabotaggio del Joint Comprehensive Plan of Action nel 2015.
La religione come strumento della politica
I Pasdaran non mancano di pragmatismo. A seguito dellโintervento americano in Afghanistan nel 2001, sotto lโamministrazione del riformista Mohammad Khatami, hanno seguito in parte una politica estera di apertura e cooperazione voluta dal governo e segnata dalla collaborazione con il nemico statunitense per rimuovere i Talebani da Kabul.
Tale spiraglio di cambiamento รจ stato interrotto dallโinserimento dellโIran nella lista del Axis of evil di George W. Bush nel gennaio 2002, un atto che ha spinto nuovamente gli apparati conservatori, e quindi anche le Guardie Rivoluzionarie, a ostacolare i processi di apertura del governo, portando al potere negli organi di controllo la corrente principalista, una fazione politica conservatrice radicale legata alla Guida Suprema.
I Pasdaran sfruttarono lโaggressivitร del nemico per giustificare il loro accentramento di potere, il fallimento dellโapertura agli statunitensi ha consentito loro di imporre la propria politica estera basata sullโintransigenza, e i due attacchi israeliani di giugno e febbraio, durante lo svolgimento delle trattative per il nucleare, non possono che aver intensificato questo tratto.
Padroni dellโAsse della resistenza, del programma missilistico e ormai de facto dello Stretto di Hormuz, chiuso unilateralmente su decisione dei Pasdaran, difficilmente questi potranno accettare le condizioni poste da Stati Uniti e Israele che vedono lโabbandono delle principali armi, massimo emblema della deterrenza iraniana.
Un atteggiamento cosรฌ ostile da parte dellโamministrazione americana fa il gioco delle Guardie Rivoluzionarie, che, per evitare lโumiliazione, possono spingere per il proseguimento della guerra.
Inoltre, tale giustificato senso di accerchiamento, e la continua ingerenza da parte del Mossad e degli Stati Uniti, spingono gli apparati di sicurezza interni a considerare ogni sommossa interna, anche quando spontanea, come il prodotto delle infiltrazioni del nemico, giustificandone la repressione.
Trattare oggi: le necessitร dell’Iran
Si parla da anni della transizione di potere dallโala religiosa rappresentata dagli Imam a quella militare incarnata dai Pasdaran e la morte di Alรฌ Khamenei puรฒ accelerare tale scenario. Allo stesso tempo va compreso come la religione sia un perfetto collante culturale e ideologico, ma non causa e risposta a tutto.
Le Guardie della Rivoluzione la utilizzano e la evocano per i propri scopi, in cui politica e fede vengono continuamente rinegoziate alla luce delle sfide che si presentano. Sebbene il loro potere politico superi quello della Guida Suprema, la figura dellโImam rimane fondamentale a scopo narrativo, per porsi come i guardiani della fede sciita, e per mantenere il carattere universalista e massimalista della Repubblica Islamica.
Alla vigilia della guerra il consenso per la Repubblica Islamica era ai minimi storici, ma lโattacco a tradimento pare aver scatenato un rinnovato sentimento di orgoglio in parte della popolazione che dallโinizio della guerra riempie le strade con manifestazioni di supporto al regime.
I Pasdaran ora agiscono su questa linea, quella patriottica del corpo militare che non si piega e risponde al nemico con forza. Sebbene ci sia stato uno sforzo verso la linea diplomatica, con il raggiungimento di un cessate il fuoco di due settimane con lโintento di trattare per una pace duratura, รจ difficile immaginare che le Guardie Rivoluzionarie possano accettare condizioni che non consentano loro di portare a casa almeno una vittoria mediatica, cosรฌ da mantenere intatta la narrazione della resistenza e della dignitร .
Al contrario, cedere a una mediazione per salvarsi dalla disfatta bellica rischierebbe di far perdere loro credibilitร nei confronti della popolazione piรน conservatrice e fiera della propria identitร .
Il braccio di ferro, che vede l’amministrazione statunitense proporre all’Iran condizioni intollerabili per un cessate il fuocoย eย la Repubblica Islamica ribattere con controproposte a loro volta inaccettabili, consentirebbe a questโultima diย prolungare il conflittoย per fare pressione sui nemici, raggiungere una posizione di forza in vista di negoziati definitivi e conseguire i propri obiettivi strategici che vedono garanzie di sicurezza per una pace duratura.
Lo stallo diplomatico attuale replica questo clivage. Entrambe le parti reclamano vittoria, ma non cโรจ ancora un accordo su nessuno dei temi decisivi: dal programma nucleare, a quello missilistico, nรฉ sul futuro di Hormuz, ora parzialmente riaperto per volontร iraniana.
Alla scadenza della tregua le tensioni nelle trattative potrebbero aumentare, e le stringenti richieste iraniane, come il controllo e il pedaggio dello Stretto che oggi considerano di loro pertinenza e la fine degli attacchi nei confronti di Hezbollah in Libano, potrebbero risultare irricevibili per gli Stati Uniti e Israele.
Proprio la prosecuzione degli attacchi da parte di Israele verso la milizia libanese rappresenta fin da subito una minaccia al dialogo e potrebbe spingere lโIran a rispondere per sostenere lโalleato.
Le uccisioni dei vertici dei Pasdaran come Qasem Soleimani nel 2020, Mohammad Pakpour a inizio guerra e Ali Larijani capo del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, rappresentano sicuramente duri colpi alla struttura militare iraniana, che tuttavia ha dimostrato di saper sopravvivere alle decapitazioni della leadership grazie alla cosiddetta โdifesa a mosaicoโ.
Al contrario, lโeliminazione di figure pragmatiche e abituate al dialogo con le intelligence straniere, puรฒ rendere ancora piรน macchinose le difficili trattative per una pace duratura. Le uccisioni dei leader iraniani stanno decimando un comando educato alla diplomazia.
La defunta Guida Suprema Alรฌ Khamenei era garante della Fatwa, parere religioso emesso dallโImam, che proibiva la produzione dellโarma nucleare. Utilizzata come scudo diplomatico, e piรน volte osteggiata dai vertici dei Pasdaran, ora tale ostacolo non esiste piรน, legittimando la nuova classe dirigente a una politica piรน intransigente nella ricerca di una deterrenza atomica considerata esistenziale.
Immagine in evidenza: https://en.wikipedia.org/wiki/Islamic_Republic_of_Iran_Army_Day#/media/File:Iranian_Army_Day_Ceremony_2025.jpg; immagini presenti nell’articolo: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/cc/Iran-Iraq_War%2C_color_photos_%E2%80%93_Defapress_%2804%29.jpg
