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L’ultimo numero della rivista di Aliseo, dedicato al futuro degli Stati Uniti. 14 analisi per capire l’America, dalla geopolitica alla crisi interna

Una mappa geofilosofica del cyber-spazio per capire lo scontro tra Cina e Stati Uniti

Una mappa geofilosofica del cyber-spazio per capire lo scontro tra Cina e Stati Uniti

Dal mondo delle mappe a quello delle reti: perchรฉ la tecnologia รจ diventata il principale strumento di costruzione del nuovo ordine internazionale

ยซGeopolitics is the struggle not to control territory but to create the territoryยป. Cosรฌ scrive Bruno Maรงรฃes nel suo recente World Builders, libro dedicato allโ€™analisi di una nuova geopolitica.

Il punto inedito, e perciรฒ interessante, รจ che si tratta di uno scontro tra due versioni del mondo, graficamente immaginate come un paesaggio in cui due o piรน programmatori informatici stanno combattendo per ridisegnare quanto appare sul monitor; uno scenario dove lโ€™equilibrio di potere potrebbe cambiare da un momento allโ€™altro.

La tecnologia assume un ruolo decisivo in questa sfida, non tanto perchรฉ mero strumento di conquista territoriale, piuttosto per il fatto che la costruzione del nuovo immaginario si basa su una capacitร  di dominio dello spazio in tutte le sue curvature, compresa quella cyber.

Da qualche decennio, del resto, si รจ consolidata lโ€™idea che la fine della concezione moderna dello spazio โ€“ e del tempo โ€“ sia riconducibile proprio allโ€™avvio della “globalizzazione del nostro pianeta”. Data fatidica, quella dellโ€™estate del 1969, quando ยซspazio e tempo della fisica classica, meridiani e paralleli sono improvvisamente entrati in crisi e la modernitร  รจ terminataยป.

Verrebbe da pensare allโ€™evento del secolo, cioรจ ai giorni in cui lโ€™essere umano calpestava il suolo lunare, con conseguente annessione al corpo terrestre della sua ultima conquista, lo spazio cosmico. Lo stesso Heidegger, qualche anno prima, nella celebre intervista al Der Spiegel registrata nel settembre del 1966 e pubblicata dieci anni dopo, aveva manifestato tutta la sua impressione e il suo turbamento davanti alla pubblicazione delle fotografie del pianeta terra scattate dallโ€™orbita lunare.

Tuttavia, lโ€™evento tanto eclatante dellโ€™estate del 1969, riguardava la nascita di Arpanet negli Stati Uniti, ยซla prima forma di reteยป; secondo Franco Farinelli, la nascita della Rete implicava un punto di non ritorno, tanto da porre il dubbio ยซse riusciremo mai a toccare di nuovo terra: ma non perchรฉ nel frattempo ci si รจ lanciati nello spazio cosmico, ma appunto perchรฉ รจ nata la Reteยป.

Lโ€™esperimento di Arpanet consisteva nellโ€™inedito dialogo tra due computer collocati a considerevole distanza, abolendo ogni problema di velocitร  di trasmissione dei dati attraverso la riduzione di atomi in bit, in immateriali unitร  dโ€™informazione.

Il nodo di rete sviluppato da Bbn consentiva ai computer di collegarsi ad Arpanet.

Si consumava, in tal modo, una rivoluzione tecnologica โ€œintrinsecamente spazialeโ€, che andava gradualmente a sostituire ยซal potere della tecnica “calda” quello freddo della tecnologia informazionale; alla fisica nucleare la “metafisica” cibernetica; allโ€™orizzonte storico del mondo industriale quello informazionaleยป.

Una nuova dimensione andava consolidandosi โ€” con lo sviluppo dellโ€™informatica negli anni successivi โ€” senza piรน spazio nรฉ tempo, contraddistinta dalla presenza di macchine programmate per โ€œdissociare lo spazio e i luoghiโ€.

Le mappe e il mondo

Spazio e luoghi hanno sempre costituito i fattori principali dello sviluppo delle mappe contribuendo ad alimentare narrazioni, miti, spiegazioni del mondo, โ€œgeografie immaginateโ€. Sin dallโ€™antichitร , passando per la cesura dellโ€™etร  moderna, la ricostruzione dello spazio geografico e la rappresentazione attraverso le mappe hanno definito spesso la visione del mondo e la sua traduzione in โ€œaffermazioni di potereโ€.

Significativa, a tal proposito, รจ stata lโ€™apparizione simultanea dello Stato e del suo concetto moderno nellโ€™epoca in cui si diffondevano rapidamente mappe e atlanti; ciรฒ ha consentito allo Stato di ยซidentificarsi con il territorio visibile su tali raffigurazioniยป e di prendere la mappa come proprio modello di riferimento.

Il processo di identificazione dello Stato con il territorio รจ quindi il prodotto di un riflesso della rivoluzione cartografica che scompone e ricompone more geometrico gli spazi addomesticati del globo. Come scrive Peter Sloterdijk, proprio in virtรน della riproduzione cartografica di uno โ€œspazio rappresentativo omogeneo e arbitrariamente divisibileโ€, lโ€™antica ricostruzione simbolico-metafisica dello spazio terrestre viene superata da un “sistema di localizzazione di punti qualsiasi”, dispiegati e interconnessi su una Tavola raffigurante “luoghi altri, esterni, astratti”.

Il globo diviene quella โ€œmeraviglia tipograficaโ€ in grado di fornire agli uomini โ€œinformazioni sulla loro localizzazioneโ€, consentendo ai naviganti dellโ€™Europa moderna di stabilire coordinate e protocolli attraverso gli aggiornamenti delle carte, di ordinare geometricamente gli spazi e avanzare nella conquista e nella scoperta di nuove terre e nuovi mari.

Sloterdijk e Farinelli adoperano la metafora della navigazione come il momento dellโ€™abbandono della terra, una terra a cui non si farร  piรน ritorno perchรฉ il globo e la Rete finiranno per assimilarsi, in un graduale divenire in cui โ€œla natura metrica e cartografica dello spazioโ€ produce la nascita della Rete, cioรจ โ€œla fine sia del tempo sia dello spazio che per secoli abbiamo conosciutoโ€.

Rappresentazione del mondo conosciuto nel 1681.

Se la mappa รจ una proiezione meccanica โ€œche trasforma la simultaneitร  in connessioneโ€, essa contribuisce a quella che Sloterdijk definisce โ€œla svolta a occidenteโ€, il punto di innesco di โ€œquei movimenti che termineranno un giorno in un indifferente traffico in tutte le direzioniโ€. 

Allโ€™origine del nomos moderno vi รจ quindi una mappa che delinea anche unโ€™ancestrale divisione del mondo, una visione del dualismo planetario che scatena la contrapposizione tra elementi, una dialettica senza sintesi che persegue lโ€™immagine del mondo โ€œdal punto di vista di tecnica di veritร โ€.

Una veritร  che si fa immanenza, non piรน rinvio al trascendente ma sentiero tracciato sullโ€™acqua a opera di naviganti che solcano i mari e distribuiscono i punti, connettendoli su una scala, senza un preciso presupposto dโ€™ordine metafisico ma assecondando โ€œlโ€™arte del pilotaโ€ che con la sua immaginazione plasma il globus.

La Rete, intesa come interconnessione di punti, รจ sussunta nel globo; il globo moderno, a sua volta, รจ lโ€™immagine cartesiana โ€œdellโ€™universalitร  dellโ€™equazione elevata a legge di naturaโ€, equivoco che riproduce lโ€™irrealtร  e la cifra di uno scambio necessariamente asimmetrico e non proporzionale, simbolo di una (s)misurata โ€œproduzione dello spazio, di cui la scala รจ implacabile agenteโ€.

Dalla modernitร , la Rete รจ giunta fino a noi, presentandosi nella nuova veste di circuito informazionale, prodotto delle trasformazioni tecnologiche, con dei riflessi materiali nel dare forma allโ€™intera struttura sociale, in una costellazione variegata e popolata da attori di ogni genere difficilmente distinguibili, se non sul piano meramente funzionale; la Rete come un globo digitalizzato, nellโ€™epoca della cibernetica e della computazione in cui nuove mappe e nuovi strumenti si preparano a plasmare le future rappresentazioni del mondo.

Disaccoppiamento e logica bipolare

Per Carl Schmitt, ogni modificazione dello spazio comporta lโ€™emergere di nuove potenze storiche e contribuisce in maniera profonda al mutamento dellโ€™immaginario collettivo.

Proprio allโ€™interno della seconda rivoluzione spaziale globale si colloca la cosiddetta rivoluzione digitale, epilogo di una fase della globalizzazione che origina dallโ€™incontro fra la deregulation dei mercati degli anni Settanta, la ristrutturazione del sistema produttivo degli anni Ottanta e la tecnologia informazionale che ha accompagnato entrambi i processi, dando vita alla produzione di un nuovo spazio identificato in una rete interconnessa su scala planetaria.

Lo spazio dei flussi, dominato dalle grandi unitร  geopolitiche, ha soppiantato il moderno ordine territoriale sovrano-centrico e aperto a una nuova fase di โ€œtransizione verso una complessa civiltร  di network globaleโ€. Siffatto spazio, in cui i flussi danno vita a una nuova struttura che ridefinisce lo stesso ordine internazionale, รจ anche uno scenario di amplificazione di rischi di varia natura, di punti di attrito e punti di rottura che possono rivelarsi autodistruttivi. 

Sotto questo aspetto, risulta emblematica la competizione tra Stati Uniti e Cina per il controllo delle reti e delle infrastrutture, delle materie prime legate allo sviluppo delle piรน recenti tecnologie digitali, della produzione industriale frutto della transizione ecologica.

Una competizione tecnologica che si manifesta come il grado massimo dellโ€™attuale fase di decoupling, in un quadro di grandi spazi in cui la Cina รจ stata capace di adottare, trasformare e sviluppare ulteriormente le tecnologie occidentali pur mantenendo una certa coerenza rispetto alla propria tradizione politica.

Cerimonia di benvenuto ufficiale per Donald Trump, presieduta da Xi Jinping.

Negli ultimi due decenni proprio la Repubblica Popolare Cinese si รจ resa protagonista di unโ€™espansione dei flussi che ha favorito la capacitร  di penetrazione e di integrazione nei processi globali, con la costruzione di una infrastruttura cyberspaziale in grado di esercitare un rigido controllo sulla rete interna e una forte influenza esterna.

Nondimeno, lโ€™attuale fase di sviluppo dellโ€™intelligenza artificiale in Cina attraversa un momento favorevole e di notevole incremento tecnologico, accompagnato da tensioni crescenti con gli Stati Uniti, i quali mantengono un attento monitoraggio in chiave di contenimento anticinese, al fine di assicurarsi il primato geotecnologico.

Ma per liberarsi dal rischio di incorrere nella โ€œtrappola di un approccio bipolareโ€, il revisionismo dimostrato dalla Cina puรฒ essere probabilmente decifrato come il tentativo di mettere in discussione gli assetti del potere internazionale, al fine di procedere verso la ridefinizione di un ordine globale multipolare a tendenza bipolare, rappresentativo del proprio peso politico.

La fase attuale si presenta come una Hybrid Era, in cui la transizione storica รจ accentuata dalle crisi sociopolitiche degli Stati Uniti e dalla percezione di un mondo che, allโ€™orizzonte, appare sempre piรน post-occidentale.

Immagine in evidenza: G. Casqueiro, CC BY-SA 3.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0, via Wikimedia Commons. Immagini nell’articolo: 1) Don DeBold from San Jose, CA, USA, CC BY 2.0 https://creativecommons.org/licenses/by/2.0, via Wikimedia Commons; 2)Cornell University Library, Public domain, via Wikimedia Commons; 3) The White House, Public domain, via Wikimedia Commons.

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Filippo Corigliano

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